16 settembre 2019

Sport

Chiudi

12.08.2019

Super Italia, Velo porta Viviani sul tetto d’Europa

L’abbraccio tra i due dopo la conquista del titolo europeo in OlandaMarco Velo con Elia Viviani:  è il secondo trionfo europeo consecutivo per l’Italia dopo quello di TrentinFesta in casa Italia:  vince Viviani, trionfa tutta la squadra azzurraElia Viviani al traguardo
L’abbraccio tra i due dopo la conquista del titolo europeo in OlandaMarco Velo con Elia Viviani: è il secondo trionfo europeo consecutivo per l’Italia dopo quello di TrentinFesta in casa Italia: vince Viviani, trionfa tutta la squadra azzurraElia Viviani al traguardo

Un pezzo della medaglia d’oro conquistata da Elia Viviani agli Europei di Alkmaar, in Olanda, brilla sul petto di Marco Velo. Il braccio destro del ct Davide Cassani ha visionato con attenzione il percorso un anno fa, e soprattutto ha accompagnato gli azzurri nella ricognizione e negli allenamenti nella terra dei tulipani consigliandoli sul modo di affrontare il percorso. «Piatto come un biliardo - dice l’ex azzurro di casa nostra - ma con tante insidie. Le numerose curve e controcurve, il tratto di pavé a un tiro di schioppo dall’arrivo, il vento: un europeo tosto». ELIA VIVIANI, tra le ruote più veloci del gruppo comprendente il campione uscente Matteo Trentin, l’ex campione Alexander Kristoff, che a Herning ha battuto proprio il veronese, Dylan Groenewegen, Pascal Ackemann e numerosi altri, ha scelto una tattica azzardata e nel contempo vincente. «Nella riunione tecnica che ha preceduto la corsa si è pure accennato a questa possibilità, ma sinceramente non pensavo che proprio Elia sarebbe andato all’attacco a 20 chilometri abbondanti dalla conclusione. Elia è un campione e al momento opportuno ha pigiato sull’acceleratore. Ha costruito la sua vittoria con una condotta di gara praticamente perfetta: è sempre stato nelle primissime posizioni e ha saputo leggere la corsa in maniera esemplare». È un Elia Viviani nuovo quello visto ad Alkmaar. «Elia ha le stimmate del campione e come tale quando decide di fare un’azione difficilmente la sbaglia. Sapevamo di poter contare sulla sua condizione, messa in mostra anche una settimana fa a Londra. È uscito bene dal Tour e ha siglato una vittoria di grande prestigio». Quello che ha sorpreso è stata la compattezza della formazione azzurra: sempre in testa e soprattutto vicina al capitano designato. «L’avevamo stabilito con il nostro ct Davide Cassani nella serata precedente la gara e pochi minuti prima della partenza: per centrare la vittoria bisognava stare con le antenne diritte e controllare olandesi, tedeschi e belgi. I ragazzi sono stati perfetti». E alla fine hanno festeggiato la vittoria manco fosse un successo di squadra. «Lo è stato un successo di squadra. Quando Viviani è salito sul primo gradino del podio i ragazzi lo hanno acclamato a lungo. E quando sono state diffuse le note dell’Inno di Mameli, tutti con la mano destra sul cuore: è stato qualcosa di incredibile». MARCO VELO fin da quando ha iniziato a correre con il Pedale Bresciano Caseifici Zani è sempre stato un leader. In carriera ha vinto poco, ma ha fatto vincere molto i suoi capitani: da Marco Pantani ad Alessandro Petacchi, per finire con Tom Boonen. Ha saputo riciclarsi da punto di riferimento per il Pirata sulle salite più dure a da ultimo uomo del treno per il velocista spezzino. Avrebbe potuto lottare per centrare almeno una top five al Giro d’Italia, dove nel 2001 ha chiuso undicesimo, ma si è sempre messo al servizio dei suoi capitani. Ha vinto una quindicina di corse. La più bella? «Quelle vinte dai miei capitani». Tre volte tricolore a cronometro, mondiale juniores nella cronosquadre, ventitre grandi giri con solo cinque ritiri. Quando è sceso dalla bicicletta al Giro di Lombardia nel 2010 non ha perso tempo. Da qualche anno è uno dei due direttori di traffico del Giro d’Italia sulla motocicletta guidata dall’ex iridato Igor Astarloa. E per non farsi mancare nulla è entrato nell’organigramma azzurro come secondo di Davide Cassani. Una carriera ciclistica positiva, una da dirigente sorprendente. Ma possibile che non abbia nemmeno un rammarico? «Ripensandoci bene devo tornare indietro di vent’anni: al campionato mondiale di Verona ero in fuga, mi hanno ripreso e solo quando ho visto che ero solo con Francesco Casagrande ho capito di aver buttato via un possibile podio». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Angiolino Massolini
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Serie B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Virtus Entella
9
Pisa
7
Perugia
7
Ascoli
6
Salernitana
6
Pordenone
6
Pescara
6
Empoli
5
Crotone
5
Benevento
4
Chievoverona
4
Spezia
3
Venezia
3
Cremonese
3
Frosinone
3
Cittadella
3
Cosenza
1
Juve Stabia
1
Livorno
0
Trapani
0
Ascoli - Livorno
2-0
Cittadella - Trapani
2-0
Cosenza - Pescara
1-2
Crotone - Empoli
0-0
Perugia - Juve Stabia
0-0
Pisa - Cremonese
4-1
Pordenone - Spezia
1-0
Salernitana - Benevento
Venezia - Chievoverona
0-2
Virtus Entella - Frosinone
1-0