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03.12.2020 Tags: Calcio

«Frappart
determinata e
preparata: promossa»

Il terzo gol della Juventus segnato da Alvaro Morata: le prime due reti di Chiesa e Cristiano RonaldoL’arbitra francese Stephanie Frappart estrae un cartellino giallo durante Juventus-Dinamo KievAndrea Pirlo, 41 anni, allenatore bresciano della JuventusLaura Schiffo quando arbitrava e oggi: fa l’avvocato penalista
Il terzo gol della Juventus segnato da Alvaro Morata: le prime due reti di Chiesa e Cristiano RonaldoL’arbitra francese Stephanie Frappart estrae un cartellino giallo durante Juventus-Dinamo KievAndrea Pirlo, 41 anni, allenatore bresciano della JuventusLaura Schiffo quando arbitrava e oggi: fa l’avvocato penalista

Alberto Armanini Quando Stéphanie Frappart andava in seconda elementare, lei arbitrava già i ragazzini. Era il 1990, l’anno delle Notti Magiche, certo, ma anche quello in cui l’Associazione Italiana Arbitri (con Giovanni Petrucci commissario straordinario) decise di aprire i suoi corsi alle donne. LAURA SCHIFFO era una ventenne bresciana come tante. Studiava Giurisprudenza all’Università di Parma, usciva con le amiche nei fine settimana e chiamava i ragazzi al numero fisso di casa. A differenza di molte coetanee aveva però anche una genuina passione per il calcio: «Era un grande amore - racconta Laura, oggi avvocato penalista del foro di Brescia -. Andavo a vedere più partite possibile e sono sempre stata molto appassionata. Quando poi ho saputo che l’AIA aveva aperto i corsi da arbitro anche alle donne ho deciso di iscrivermi subito, senza esitazione. Una volta finito il corso ho iniziato ad arbitrare le partite dei ragazzini». Dieci anni sui campi della provincia in tutte le categorie giovanili fino all’Under 18. Solo una stagione, l’ultima, ha avuto la soddisfazione di dirigere in un campionato regionale, la Serie D femminile. Non da tutti. All’epoca - sia all’inizio degli anni ’90 che dei Duemila - più che una grande passione serviva un grande coraggio: «Ma io non sono mai stata spaventata - assicura -. Mi sono sempre piaciute le cosiddette “cose da uomo“. Avrei anche fatto il militare se solo fosse stato possibile. Arbitrare è stata la mia grande sfida. Anzitutto per dimostrare agli altri di poterlo fare bene, esattamente come avrebbe fatto un uomo, poi come prova personale. Ritengo sia stata una sfida vinta oltre che un’esperienza bellissima, un’avventura allo stesso tempo costruttiva e formativa. Per altro è un’attività che oggi consiglierei a molti ragazzi e ragazze. Si può iniziare a 16 anni ed è molto utile. Forgia il carattere e aiuta ad acquisire sicurezza non solo in campo ma anche nella vita». Quando Laura Schiffo ha cominciato, le donne arbitro si contavano sulle dita di una mano. Per quanto Brescia sia stata una provincia in anticipo sui tempi e abbia sfornato la prima terna d’Italia in rosa composta da Milva Cerveni, Elena Buffoli e Alessandra Mostarda, i pregiudizi sono sempre stati molteplici. Non solo. La stessa Aia, pur avendo aperto la formazione alle donne, ha impedito loro di approdare alle categorie professionistiche per molti anni. Solo nel 2003, con la fiorentina Cristina Cini designata per Juventus-Chievo, si è vista un’assistente in Serie A ma ad oggi ancora non è arrivato il turno di un arbitro donna. Al diavolo: di un’arbitra. Perché l’Accademia della Crusca, che ha ormai accettato il femminile di molte professioni, dovrà pur esprimersi anche sull’utilizzo della parola «arbitra». Di certo grazie alla Frappart (e all’ucraina Kateryna Monzul, che stasera arbitra in Europa League con le connazionali Ardasheva e Striltska), il dibattito sulla «parità di genere» avrà una voce ancora più forte. NEL FRATTEMPO non restano che i complimenti di chi arbitra lo è stato già trent’anni fa: «La designazione in Champions è stata una grande conquista per la Frappart, che si è di certo guadagnata questa chance per il suo valore sul campo - assicura Laura Schiffo -. Gli arbitri sono atleti che devono mantenere la lucidità per tutti i 90 minuti». Una missione compiuta anche durante Juve-Dinamo Kiev, di ieri sera: «Sorriso, concentrazione, determinazione. Dalle prime immagini l’ho vista subito bene - assicura l’ex arbitra bresciana, che ieri sera ha visto la partita di Torino per Bresciaoggi -. Poi ha saputo farsi rispettare fischiando sempre in modo deciso per tutti e novanta i minuti. E ha pure dimostrato buone doti atletiche, sempre sull’azione, presente nelle ripartenze e in posizione adeguata per avere sotto controllo lo sviluppo del gioco e i calciatori. Ho trovato eccellente la sua capacità di fischiare poco ma in modo incisivo, per far capire come dev’essere impostata la gara, una gran dote in tutte le categorie». Una dote che l’ha portata al top e ha tracciato la strada per chi vorrà emularla in futuro: «È molto brava, intelligente tecnicamente ed atleticamente all’altezza di gestire una partita di alto livello - aggiunge Laura -. Anche se è stata una gara sostanzialmente corretta ne ha sempre tenuto le redini senza essere mai protagonista». Promossa a pieni voti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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CLASSIFICHE
RISULTATI
Empoli
38
Monza
34
Salernitana
34
Cittadella
33
Spal
33
Lecce
30
Chievoverona
29
Pordenone
28
Venezia
28
Frosinone
27
Pisa
23
L.r. Vicenza Virtus
21
Brescia
21
Cremonese
19
Reggina
18
Reggio Audace
18
Cosenza
17
Virtus Entella
17
Pescara
16
Ascoli
14
Ascoli - Chievoverona
0-0
Brescia - Monza
0-1
Cosenza - Pordenone
0-0
Cremonese - Spal
1-1
Frosinone - Reggina
1-1
Lecce - Empoli
2-2
Reggio Audace - L.r. Vicenza Virtus
2-1
Salernitana - Pescara
2-0
Venezia - Cittadella
1-0
Virtus Entella - Pisa
2-1