23 gennaio 2021

Sport

Chiudi

04.12.2020 Tags: Ciclismo

I 70 anni di Gavazzi: vincente sempre

Pierino Gavazzi, 70 anni oggi,  con la moglie Marilena, i figli e i nipoti
Pierino Gavazzi, 70 anni oggi, con la moglie Marilena, i figli e i nipoti

Angiolino Massolini Pierino Gavazzi oggi spegne 70 candeline e festeggerà insieme alla moglie Marilena, i figli Nicola e Mattia e i nipoti Edoardo e Pietro. «Sono la mia vita - precisa il pluri campione italiano di Provezze -. Quando sono stato ricoverato alla clinica di Ome per superare il Coronavirus, ho capito che loro, soltanto loro, costituiscono la mia scialuppa di salvataggio. Ora che sono tornato a casa da qualche mese sono davvero molto felice: è questa la vittoria più importante della mia vita». E da più di 2 anni Gavazzi sta combattendo anche contro il mieloma: «Anche questo problema sto cercando di superarlo: ogni mese vado in ospedale per proseguire la terapia. Ma sono felice: sono a casa e non in clinica dove sono rimasto la bellezza di 58 giorni». ADESSO TUTTO è alle spalle ed è tempo di brindare: «Lo farò con i miei cari senza troppi lustrini, come peraltro ho sempre fatto». Da ciclista Pierino Gavazzi non ha mai avuto un problema serio: pochi ritiri, tanto entusiasmo, grinta e volontà da vendere. Le grandi qualità di routier-sprinter gli hanno permesso di vincere una novantina di corse dal 1968 al 1989. Il primo successo il 26 maggio 1968 a Puegnago al termine di una corsa durissima dove riuscì a prevalere su Agostino Facchi e Giuseppe Rodella. Il 25 aprile 1989 si affermò per l’ultima volta nel Gp Industria e Commercio a Prato, vinto 3 volte. Tra i suoi trionfi spiccano la Milano-Sanremo 1989; le 5 tappe al Giro d’Italia; i 3 titoli italiani; la Parigi-Bruxelles; il Giro di Puglia a tappe; il Giro dell’Emilia e della Romagna; del Veneto; della Provincia di Reggio Calabria e numerose altre per un totale di 62 vittorie da professionista. Tutto iniziò nel 1968 quando a 17 anni decise di iniziare a correre con la maglia giallonera dell’Us Passirano diretta dalla troika dei cugini Barucco. Vinse quasi subito e soprattutto dimostrò di avere doti superiori alla media: veloce come pochi riusciva a rimanere con i migliori anche su percorsi ondulati e talvolta anche in salita. Dopo un paio di stagioni vissute sotto l’ombrello dell’Us Passirano, nel corso delle quali conobbe anche Marilena Palazzo, che poi diventò sua moglie, emigrò alla Longo Nivada diretta da Attilio «Cicci» Petruzzi dove rimase per due anni, insieme a Pietro Mingardi e al «Topo» Lussignoli. Quindi il passaggio alla Pejo Brescia del «Mago» Riccardi e dell’amico «Cicci». Tra le sue vittorie più importanti il Gp Europa a Brescia davanti a Francesco Moser; il Trofeo Ghisalberti; il Caduti Medesi valido come preolimpica davanti a Enrico Camanini di Provaglio d’Iseo. «Nelle categorie giovanili ho vinto una trentina di corse, alcune le ricordo con grande entusiasmo – sottolinea Pierino la peste -. E proprio grazie ai miei successi riuscii a passare professionista nel 1973 alla Jolly Ceramica. Con me c’erano campioni come Bertoglio, Antonini, Martinelli, Battaglin». Nel 1974 la prima vittoria al Giro d’Italia nella tappa di Taranto e una lunga serie di affermazioni da sogno fino al 1989: «Posso ritenermi soddisfatto perché ho vinto molto, anche se con un po’ di fortuna avrei anche potuto vincere di più». Tanti successi ma uno spicca. «Ovviamente è la Milano-Sanremo del 1980. Quel giorno toccai davvero il cielo con un dito, perché la Sanremo è una di quelle corse che ti permette di entrare nella storia del ciclismo». Il 1980 è stato il suo anno d’oro, con 9 vittorie: «Ho vinto anche la Parigi-Bruxelles, la tappa del Giro d’Italia a Milano e altre ancora». Anche nel 1982 arrivò a quota 9: «Sì, e tra i successi ricordo il campionato italiano alla Tre Valli Varesine a Besozzo, a 4 anni dal primo ottenuto a Odolo». GAVAZZI, dunque, è stato anche profeta in patria: «Quando riuscii a dare scacco matto a Moser e Saronni a Odolo, nel 1978 mi si aprì un mondo nuovo, sapevo di poter essere protagonista. Quel giorno vinsi davanti a familiari, parenti e migliaia di tifosi bresciani: fu fantastico». E soprattutto vinse sullo stesso traguardo dove si impose nel 1970 con la maglia della Longo Nivada. Dal 1968 al 1992 ha indossato 12 maglie e partecipato per 7 volte ai Mondiali in maglia azzurra: «A Praga, nel 1981, riuscii a infilarmi in una fuga insieme a Battaglin e ad altri corridori. I francesi però avevano paura del mio sprint e decisero di non collaborare, per cui venimmo ripresi. Quella è stata l’occasione mancata al Mondiale». Anche al Montello, però: «Purtroppo dovetti obbedire agli ordini di scuderia e rimasi intruppato nel gruppo mentre Zoetemelk se ne andò e vinse con merito». IN 7 PARTECIPAZIONI ai Mondiali Gavazzi si è ritirato solo 2 volte: nel 1980 sul terribile percorso di Sallanches e 8 anni dopo a Ronse. Il suo migliore risultato è il 9° posto ottenuto nel 1982 a Goodwood, il Mondiale di Beppe Saronni. Fu 10° l’anno seguente a Praga. Oltre a non avere mai ottenuto una medaglia ai Mondiali, Gavazzi ha un altro rammarico: non avere mai indossato la maglia rosa nonostante le 17 partecipazioni: «Ci sono andato vicino in un paio di occasioni. Fui preceduto dai compagni di squadra Paolo Rosola e Urs Freuler». Giro, Tour, Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix, Giro di Lombardia, Liegi-Bastogne-Liegi. In tutto è salito sul podio in 243 occasioni: 62 volte da vincitore, 96 da secondo, 85 da terzo. E sono esclusi i circuiti. E soprattutto è riuscito a centrare anche il podio dei pluri-vittoriosi bresciani dopo Guido Bontempi (83 ) e Michele Dancelli (73). La sua scorza dura gli è servita anche nella vita, soprattutto negli ultimi anni dove è riuscito ad avere partita vinta su due malattie gravi. E naturalmente anche quando si è messo al volante dell’ammiraglia per guidare alcune formazioni dilettantistiche, per alcune stagioni insieme a Attilio «Cicci» Petruzzi. Sotto la sua guida è diventato campione tra gli altri Stefano Garzelli, in seguito brillante vincitore del Giro d’Italia. La passione per il ciclismo l’ha tramandata ai figli Nicola (campione italiano under 23 nel 2000) e Mattia (numerosi successi in bacheca, soprattutto all’estero). E la dinastia Gavazzi prosegue con i nipoti Edoardo e Pietro. Quest’ultimo, giovanissimo, di recente ha vinto sotto gli occhi di nonno Pierino. Buon sangue non mente. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Serie B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Empoli
37
Cittadella
33
Spal
32
Monza
31
Salernitana
31
Lecce
29
Chievoverona
28
Pordenone
27
Frosinone
26
Venezia
25
Pisa
23
L.r. Vicenza Virtus
21
Brescia
21
Cremonese
18
Reggina
17
Virtus Entella
17
Cosenza
16
Pescara
16
Reggio Audace
15
Ascoli
13
Ascoli - Chievoverona
Brescia - Monza
Cosenza - Pordenone
Cremonese - Spal
Frosinone - Reggina
Lecce - Empoli
Reggio Audace - L.r. Vicenza Virtus
Salernitana - Pescara
Venezia - Cittadella
Virtus Entella - Pisa
2-1