20 maggio 2019

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15.04.2019

Lo sporco del calcio Esempi da non imitare

In più occasioni abbiamo stigmatizzato il comportamento di quei tifosi che accendono la miccia dentro e soprattutto fuori dagli stadi. Qualche settimana fa c'è scappato anche il morto in una strada di Milano trasformatasi in un campo di battaglia fra ultras dell'Inter e del Napoli. Sempre poi che questa dizione sia corretta. Ma non possiamo evitare di contestare e condannare alcuni episodi che hanno avuto per protagonisti negativi calciatori, allenatori e dirigenti, sempre pronti a giustificare con le sviste arbitrali una partita andata male o una classifica insoddisfacente. Mi riferisco in particolare a Mazzarri, fra l'altro vecchia conoscenza, espulso per l'ennesima volta dopo aver criticato in modo plateale la decisione del Var che aveva convalidato la rete del cagliaritano Pavoletti. Sì buona: c'era Izzo con il piede più arretrato a tenerlo in gioco. Una contestazione alla tecnologia, neanche all'uomo. A sua volta Cairo, altro amico, ha giustificato il «vaffa» di Zaza all'arbitro Irrati per il fatto che di ingiurie le partite sono piene. Ma la colpa è dell'arbitro che ha osservato il regolamento o dei giocatori che non accettano mai una decisione? C'è di più. Il Milan ha difeso la pagliacciata di Bakayoko e Kessiè affermando che i due, mostrando la maglia di Acerbi alla curva, non volevano farne oggetto di scherno. E pensare che il difensore laziale aveva regalato loro la maglia a scopo di pacificazione dopo la rissa finale da "saloon western". Vedremo come si comporterà la Procura Federale che ha chiesto le immagini televisive. Per fortuna c'è gente come Gattuso e Mihajlovic che va controcorrente, quasi a dispetto del furore agonistico mostrato in campo prima da giocatori, poi da allenatori. Il primo, quasi riferendosi alle parole di papa Francesco ai ragazzi ("Non siate schiavi del telefonino, è una droga"), ha detto: «Più lavoro e meno social». Logicamente riferendosi ai suoi giocatori. Incomprensibile soprattutto il comportamento di Kessiè, reduce dal litigio con Biglia che ha cercato inutilmente di fermarlo. Il serbo, sempre onesto nella disamina delle gare, non s'aggrappa mai agli alibi di giornata per coprire le magagne della squadra: «A Firenze abbiamo giocato male, c'è solo il risultato da salvare». Troppi giocatori, dirigenti e allenatori, al contrario, si dimenticano di rappresentare un costante punto di riferimento per i tifosi più giovani e di essere personaggi pubblici. Tocca alle istituzioni lavorare in questo senso. E fra questi il sindacato dei calciatori di Tommasi che su questi temi non incide come riusciva all'avv. Campana. E poi ci lamentiamo dei tifosi, che del calcio sono la parte migliore e i principali finanziatori. Il resto è contorno. Lo scudetto (o lo scudotto) della Juventus è stato rinviato alla prossima settimana per le contemporanee vittorie di Spal e Napoli. Niente di rilevante. Ai bianconeri basta sempre un punto per aggiudicarsi il campionato dopo aver perso a Ferrara con quattro "primavera" e due "vecchi", Cuadrado e Barzagli, fermi da mesi. E' sfumata così, per l'eccessivo turn-over, la possibilità di raggiungere l'obiettivo con sei giornate di anticipo: non c'era riuscito nessuno. Appuntamento rimandato probabilmente al sabato di Pasqua, sul campo amico, contro la Fiorentina che l'anno scorso mise il sigillo alla corsa della Signora battendo di brutto la squadra partenopea. Una coincidenza pittoresca. Ma adesso i pensieri juventini sono tutti rivolti al ritorno con l'Ajax dopo il l'1-1 dell'andata. E non sono pensieri facili.

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Serie B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Brescia
67
Lecce
66
Palermo
63
Benevento
60
Pescara
55
Hellas Verona
52
Cittadella
51
Spezia
51
Perugia
50
Cremonese
49
Cosenza
46
Crotone
43
Ascoli
43
Livorno
39
Venezia
38
Salernitana
38
Foggia
37
Padova
31
Carpi
29
Brescia - Benevento
2-3
Carpi - Venezia
2-3
Crotone - Ascoli
3-0
Hellas Verona - Foggia
2-1
Lecce - Spezia
2-1
Padova - Livorno
1-1
Palermo - Cittadella
2-2
Perugia - Cremonese
3-1
Pescara - Salernitana
2-0
Cosenza - [ha Riposato]