22 ottobre 2020

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13.03.2020 Tags: Basket

«Nba? Giusto fermarsi Il momento è delicato»

Vincenzo Esposito, primo italiano a essere andato a referto  in Nba: ha giocato con i Toronto RaptorsVincenzo Esposito, 51 anni: prima stagione alla guida della Germani Brescia
Vincenzo Esposito, primo italiano a essere andato a referto in Nba: ha giocato con i Toronto RaptorsVincenzo Esposito, 51 anni: prima stagione alla guida della Germani Brescia

Affrontare la problematica del Coronavirus nel basket: Vincenzo Esposito, allenatore della Germani Brescia Leonessa sta sperimentando cosa voglia dire vivere alla giornata e dover modificare in corso d’opera quelli che sono i programmi. Lo spiega con la calma di chi ha visto tanto nella propria vita ed ha provato esperienze che in pochi hanno provato nella propria carriera. A neppure 24 ore dal primo allenamento post blocco del campionato, il coach della Leonessa dei canestri si è dovuto arrendere all’emergenza esplosa tra mercoledì notte e giovedì nel mondo della palla a spicchi, in Italia (primi casi di Coronavirus a Pesaro) e a livello internazionale (Nba bloccata, tutte le competizioni europee e i campionati europei fermati e Ucraina che ha decretato la fine della stagione assegnando il titolo al Dnipro primo in classifica). Tutto da rifare coach? Non poteva essere altrimenti: partivamo già dal presupposto che non si possa programmare nulla a medio-lungo termine. Visto quanto emerso, ieri abbiamo deciso di sospendere le attività programmate fino al 17 marzo. Poi decideremo il da farsi, se ci sarà la possibilità di tornare subito in palestra o meno. Cosa aveva previsto di fare prima della decisione di bloccare tutto? Con la data potenziale di rientro fissata al 5 aprile si era pensato ad un lavoro diviso in 3 blocchi settimanali, con 4 allenamenti giornalieri mattutini, lasciando all’ultima settimana il carico più importante quello del lavoro di squadra. Parrebbe una scelta da pre-stagione, giusto? In attesa di sapere se si sarebbe giocato o meno a Pistoia il 5 Aprile a porte aperte oppure chiuse, era giusto pensare a un lavoro fisico e individuale, una preparazione ad personam. Anche per tutelare gli atleti? Sì, una tutela anche per loro, vista la situazione generale. Il 70% del lavoro doveva essere fisico e tecnico rispettando le regole in vigore. Ligi alle restrizioni che ci avevano dato, eravamo pronti a modificare in qualsiasi momento il nostro modus operandi. Così è stato. Per il primo italiano ad andare a referto in Nba, com’è stato scoprire che anche in America hanno fermato tutto? Hanno fatto bene, ma non avevano alternative. Hanno preso una decisione sulla scorta di quello che era già successo dall’altra parte dell’oceano. O meglio: visto quello che era successo qua da noi. Hanno avuto un esempio da cui prendere ispirazione: del resto da noi tutto si è sviluppato prima. Brutto da dirsi, ma abbiamo fatto da cavie per gli altri. Quanto successo a Rudy Gobert, lungo francese dei Nuggets nonché primo giocatore a essere risultato positivo al Coronavirus, suona quasi ironico dopo il suo gesto di aver toccato i microfoni dopo una conferenza stampa, non crede? Credo volesse solo sdrammatizzare: fatto sta che è capito a lui. E adesso in America, per densità, dimensioni e numero di abitanti temo possa essere un bel problema. A proposito di americani: come aveva trovato i suoi ragazzi a stelle e strisce al rientro agli allenamenti martedì? Erano presenti al completo, e questo è già stato molto positivo. Le famiglie avevano già fatto il proprio rientro negli States la settimana precedente: quando hanno visto che la situazione era un po’ difficile hanno preferito tutelarsi in questa maniera. Visto quanto successo in altre piazze, nessuno dei suoi ragazzi aveva chiesto di tornare a casa? Nessuno ha chiesto di andare via: hanno semmai chiesto informazioni e di essere tutelati il più possibile. Sanno che è una questione preoccupante, ma sono rimasti tranquillamente. Tra una settimana potrebbero esserci sviluppi diversi, nel bene come nel male ma tutti sono rimasti. Da americano di adozione, come vede i giocatori statunitensi vivere questo momento? In tanti mi chiamano, soprattutto miei ex giocatori, per chiedere consigli. Io non ne do; analizzo con loro la situazione. Qualsiasi scelta, di fronte a un accadimento come questo è troppo personale. Ognuno di noi reagisce in maniera diversa: penso che ognuno debba gestire le sue preoccupazioni in maniera personale. Chi cerca di dare messaggi positivi attraverso i sociali è David Moss: quanto conta avere un capitano vero dentro e fuori dal campo in questi frangenti? La vera fortuna è di avere a che fare con una grossa parte della squadra formata da veterani. David è un leader a tutti gli effetti: alleggerirsc la situazione dentro e fuori dal campo, è una persona equilibrata e riesce a fare gruppo. Io da coach posso solo essere contento di potermi confrontare con persone del genere che riescono a gestire queste situazioni in maniera serena.

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Serie B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Cittadella
10
Empoli
10
Salernitana
8
Venezia
7
Chievoverona
7
Frosinone
7
Reggina
6
Lecce
5
Reggio Audace
4
Cosenza
4
Brescia
4
Ascoli
4
Monza
3
Spal
3
Pordenone
3
Cremonese
3
Virtus Entella
3
Pisa
3
L.r. Vicenza Virtus
2
Pescara
1
Ascoli - Reggio Audace
2-1
Chievoverona - Brescia
1-0
Cittadella - Pordenone
2-0
Empoli - Spal
2-1
Frosinone - Virtus Entella
0-0
Lecce - Cremonese
2-2
L.r. Vicenza Virtus - Salernitana
1-1
Pisa - Monza
1-1
Reggina - Cosenza
0-0
Venezia - Pescara
4-0