23 febbraio 2020

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13.01.2020

Pantani, i 50 anni di un mito dolceamaro

Il Pirata in maglia rosa sul traguardo  di Montecampione durante il Giro del 1998Marco Pantani con Beppe Colosio durante una fase di riabilitazione nella Olimpic Sauna di BresciaIl campione durante la tappa Brescia-Meda del Giro del 2000
Il Pirata in maglia rosa sul traguardo di Montecampione durante il Giro del 1998Marco Pantani con Beppe Colosio durante una fase di riabilitazione nella Olimpic Sauna di BresciaIl campione durante la tappa Brescia-Meda del Giro del 2000

Oggi avrebbe compiuto 50 anni, e sempre oggi saranno in tanti a ricordare il legame di Marco Pantani con la nostra provincia, nella quale aveva disputato la sua prima corsa a tappe. Dall’8 al 10 luglio 1988 il corridore di Cesenatico era stato uno dei protagonisti della 3 Tre Ciclistica Internazionale Bresciana organizzata dal Velo Club Rinascita di Concesio Campagnola. IL FUTURO scalatore più forte di tutti i tempi era reduce da un infortunio, uno dei tanti della sua carriera, e dopo aver gareggiato con la Fausto Coppi di Cesenatico era approdato alla Spazio Ceramica Soldati, con la quale si era schierato al via della corsa bresciana. A corto di preparazione e per la prima volta lontano da casa per qualche giorno aveva concluso 44esimo, a 9’23” dal bergamasco Marco Milesi, il quale aveva superato sul filo di lana un altro orobico, Giuseppe Guerini. Nel resto della sua carriera, il Pirata (tranne rare eccezioni) li aveva poi battuti sistematicamente entrambi. Nei tre giorni di corsa non era mai stato protagonista: Nella tappa Molinetto-Concesio aveva chiuso sessantunesimo nella corsa vinta dal veronese Alessandro Mignolli. Il giorno dopo nella Bovezzo-Ome era stato centesimo (primo Giuseppe Guerini), e nella terza e conclusiva da Ome a Lodrino era arrivato diciassettesimo. Con la dilettantistica Giacobazzi, dove era approdato nel 1989, aveva disputato anche un paio di edizioni della Modena-Tignale; ma senza fortuna. Poi, sfortunatamente per lui, era tornato spesso a Brescia quando aveva già sfondato nel mondo professionistico. Ma per farsi curare. In alcune occasioni dal dottor Flavio Terragnoli della Poliambulanza. Dopo i gravi incidenti che lo avevano costretto allo stop era stato proprio il medico bresciano a rimetterlo in piedi. E anche dopo la guarigione il Pirata era stato visitato spesso da Terragnoli, da sempre legato a Fabrizio Borra, attuale fisioterapista del pilota Alonso e con un passato nell’Ospitaletto calcio. ANCHE ALCUNE fasi delle sue complesse e lunghe riabilitazioni le aveva vissute in città: nella Olimpic sauna di viale Piave. Il titolare Beppe Colosio, un passato ciclistico nel Pedale Bresciano e più avanti negli anni in qualche formazione amatoriale, lo ha curato seguendo il protocollo indicato proprio da Terragnoli, che in quegli anni aveva uno studio all’interno del centro benessere. Proseguendo, il legame con Brescia Pantani l’aveva rafforzato anche grazie a Eraldo Treccani, ex corridore di discrete qualità, e a Giancarlo Otelli. Treccani, appassionato di caccia come lui, gli aveva fatto realizzare da un artigiano di Travagliato una doppietta da favola, mentre Otelli l’aveva accompagnato alla Beretta per ricevere un sovrapposto di pregio. MA ERA ANCHE stato ospite di Otelli alla Cà nöa in occasione di una premiazione dei giovani del club saretino; a casa di Marco Velo per fare onore al suo spiedo; oppure a Travagliato alla festa di Enrico Zaina. E per tre anni di fila aveva partecipato al Memorial Marilena a Ospitaletto, dal 1998 al 2000. Discreto allievo e juniores, ottimo dilettante con tre podi al Giro Baby, Pantani era diventato professionista nel 1992 con la Carrera diretta da Davide Boifava; poi era stato Giuseppe Martinelli a guidarlo alla Mercatone Uno dal 1997 al 2002. Fino al ritorno sotto la guida del biondo di Nuvolento con il quale aveva disputato la sua ultima corsa nel 2003. PROPRIO BOIFAVA lo ricorda con grande emozione, perché l’aveva conosciuto quando era ancora una promessa e nulla più. «Era stato suo padre Paolo ad accompagnarlo nel mio studio nell’inverno del 1989 - ricorda Boifava -. Marco mi aveva subito impressionato per la sua disponibilità e fermezza. In pochi minuti ho capito di avere di fronte un ragazzo con le idee chiare e pronto a fare il balzo tra i professionisti. Dopo quell’incontro ho capito di essere davanti a un campione, divenuto poi un fuoriclasse e un mito. Lui ha portato il ciclismo nelle case di tutti gli italiani, proprio come ai tempi di Coppi e Bartali». LA STELLA di Pantani ha permesso al ciclismo nazionale di compiere un salto in avanti...«Certamente. Nelle tappe di montagna, nelle corse più importanti del mondo, gli automobilisti si fermavano per vederlo in azione. Nessun altro atleta è stato in grado di coinvolgere i tifosi come lui. Era fantastico in bicicletta, ma non altrettanto nei rapporti sentimentali. Ha sempre sofferto una buona dose di insicurezza. E poi non è stato fortunato neppure con gli infortuni. Ma ha dato spettacolo sulle montagne e il pubblico lo ricorda con tanto affetto proprio per il suo modo di correre: un fuoriclasse». Giuseppe Martinelli era stato chiamato a dirigere la Mercatone Uno di Romano Cenni e Luciano Pezzi dal 1997: due romagnoli molto conosciuti nel mondo del ciclismo. Cenni era stato anche patron della Germanvox. Il Peppo aveva raccolto il testimone da Davide Boifava con umiltà e entusiasmo creando col Pirata un sodalizio di ferro. «L’ho seguito, consigliato, accompagnato e diretto come un figlio - dice la medaglia d’argento olimpica a Montreal 1976 -. Parlare di lui è facile: è stato superbo, per me inarrivabile in salita. Nonostante la sfortuna era riuscito a condurre in porto successi fantastici davanti al meglio del ciclismo mondiale». «PERSONALMENTE - continua il racconto di Martinelli - ricordo con grande emozione la sua vittoria all’Alpe D’Huez, al Tour de France nel 1997, dopo il lungo stop per infortunio. Poi il fantastico 1998 con la doppietta Giro-Tour». Lo stop più doloroso è stato però quello di Madonna di Campiglio, non per infortunio ma per l’intervento degli ispettori dell’Uci. «È stato proprio il dopo Madonna di Campiglio che ha lasciato il segno. Gestirlo è diventato sempre più difficile. In lui era subentrata la sfiducia nell’ambiente sportivo, mentre quando è tornato in gruppo dopo l’incidente nella Milano-Torino lo ha fatto con una grinta inusuale, accompagnata dalla sua solita classe». Marco Pantani fuoriclasse, leggenda, mito: in tanti hanno pubblicato note personali sul suo conto. Come mai lei non lo ha mai fatto? «Per una questione di rispetto nei confronti dell’uomo, del campione, con il quale ho diviso emozioni straordinarie. In troppi hanno voluto raccontarlo senza conoscerlo come lo conoscevo io. Confidenze, gioie e dolori le ho chiuse in una cassaforte che apro di tanto in tanto per riviverle con la mia famiglia. Sono cose personali che conservo gelosamente». «PORTERÒ SEMPRE nel cuore il Panta, campione incredibile e forse irripetibile - conclude Martinelli -. Anche se io metto sempre l’uomo davanti: come vorrei fosse ancora qui per chiacchierare semplicemente a casa mia come abbiamo fatto tante volte». •

Angiolino Massolini
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Serie B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Benevento
60
Frosinone
43
Spezia
41
Cittadella
39
Crotone
37
Salernitana
36
Pordenone
36
Virtus Entella
35
Chievoverona
34
Empoli
33
Perugia
33
Pescara
32
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32
Ascoli
31
Venezia
31
Pisa
30
Cremonese
26
Cosenza
23
Trapani
20
Livorno
14
Ascoli - Cremonese
Cittadella - Juve Stabia
3-0
Cosenza - Frosinone
0-2
Crotone - Pescara
Perugia - Empoli
Pisa - Venezia
1-2
Pordenone - Chievoverona
Salernitana - Livorno
Trapani - Spezia
1-1
Virtus Entella - Benevento
0-4