11 luglio 2020

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30.03.2020 Tags: Rugby

Calvisano attende il suo ritorno al futuro

Appoggiato il pallone come tutti, Samu Vunisa è rimasto a Calvisano
Appoggiato il pallone come tutti, Samu Vunisa è rimasto a Calvisano

Federico Gervasoni La decisione di sospendere definitivamente la stagione attuale ha lasciato tanta incertezza nel mondo della palla ovale. Quella presa giovedì scorso dal consiglio federale è stata una scelta che non ha precedenti nella storia del rugby italiano a partire dal secondo dopoguerra. Allo stato attuale, è un’utopia solamente pensare che la vita possa tornare ad essere quella di tutti i giorni in tempi ragionevoli. Quando avverrà ciò il rugby, sport di contatto per eccellenza, sarà una di quelle discipline che necessiteranno di tempi più lunghi per la ripresa, senza che si rischi di compromettere l’incolumità degli atleti. TRA I CAMPIONI d’Italia in carica gli atleti italiani, compreso il tecnico Massimo Brunello, sono rientrati a casa. Si è trasformato dunque in un atipico saluto da lontano l’addio del tecnico rodigino alla panchina giallonera dopo cinque anni (il contratto sarebbe andato comunque in scadenza a giugno). Il futuro lo attende come timoniere dello staff tecnico della Nazionale italiana Under 20 mentre al suo posto è probabile il ritorno di Gianluca Guidi. Non hanno lasciato Calvisano invece i giocatori stranieri. Ad esempio, Samu Vunisa, che è rimasto da solo nell’appartamento messo a disposizione dalla società. Figiano, il terza linea non vede l’ora di poter riabbracciare moglie e figlio che attualmente si trovano in patria. In mischia si segnalano già i primi rumors di mercato: il pilone sinistro Riccardo Brugnara potrebbe presto accasarsi alle Zebre in Pro14. Nella stagione appena interrotta Brugnara ha raccolto due presenze da permit player con la squadra emiliana, il 14 febbraio a Glasgow e il 21 febbraio a Legnano contro Munster. INTANTO, al Pata Stadium di Calvisano i cancelli sono chiusi ormai da giorni. Ufficialmente la squadra ha smesso di allenarsi in gruppo dallo scorso 25 febbraio. Il preparatore atletico aveva fornito ugualmente un programma specifico individuale da eseguire tra le mura domestiche. Di conseguenza, nel caso si dovesse ipotizzare prossimamente una ripresa, bisognerà per prima cosa lavorare intensamente sulla condizione fisica di chi a causa della lunga pausa ha preso qualche chilo di troppo. Tuttavia, il problema principale è in questo momento rappresentato dagli sponsor e non riguarda solamente i gialloneri ma l’intero rugby italiano. Tra le oltre ottocento società c’è chi conta ogni giorno sull’aiuto di aziende che oggi lottano per non sprofondare in una crisi economica che rischia di non avere precedenti. Naturalmente la Federazione ha previsto misure di sostegno straordinarie a favore delle componenti del movimento colpite dallo stop. L’importante è che vengano messe in atto al più presto: c’è in gioco il futuro della palla ovale. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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