L’OPPORTUNITÀ

Agroalimentare, con la qualità il Natale raddoppia le occasioni

di Adriano Baffelli
Tante idee da cogliere sia per il consumo proprio, che per fare un regalo E con la legge sulle pratiche sleali nel commercio ci sono più garanzie
Le Festività natalizie rappresentano un momento d’oro per i prodotti tipici, come testimonia l’andamento delle vendite registrato negli ultimi anni anche in provincia (Kristina Bali by Unsplash)Valter Giacomelli, leader Coldiretti
Le Festività natalizie rappresentano un momento d’oro per i prodotti tipici, come testimonia l’andamento delle vendite registrato negli ultimi anni anche in provincia (Kristina Bali by Unsplash)Valter Giacomelli, leader Coldiretti
Le Festività natalizie rappresentano un momento d’oro per i prodotti tipici, come testimonia l’andamento delle vendite registrato negli ultimi anni anche in provincia (Kristina Bali by Unsplash)Valter Giacomelli, leader Coldiretti
Le Festività natalizie rappresentano un momento d’oro per i prodotti tipici, come testimonia l’andamento delle vendite registrato negli ultimi anni anche in provincia (Kristina Bali by Unsplash)Valter Giacomelli, leader Coldiretti

Le festività natalizie rappresentano anche un’ottima occasione per consumare e apprezzare i molti prodotti agricoli del territorio bresciano. Peraltro, in questa fase l’attenzione a proposte genuine, che si tratti di consumo proprio e ancor più se oggetto di regalo ad amici e persone care, è più alta della media. Una scelta che ha pure un risvolto economico, come si percepisce empiricamente e come le statistiche confermano. I dati di un rapporto di Confartigianato sul tema stimano per il mese di dicembre in 305 milioni di euro il valore degli acquisti enogastronomici di prodotti locali da parte delle famiglie bresciane. Il rapporto evidenzia che le occasioni legate al Natale modificano le abitudini di spesa dei consumatori, tanto che nel triennio 2018-2020, nel mese di dicembre, si registra un valore delle vendite al dettaglio superiore del 25% rispetto alla media annuale. A beneficiarne sono soprattutto pasticceria, salumi, vini e spumanti, panettoni e pandori. L’approfondimento del Rapporto rende evidente, fra l’altro, anche la virtuosa sinergia tra agricoltura e artigianato locali e il collegato non indifferente risultato economico: considerando anche 163 milioni di prodotti e servizi artigiani la spesa totale di dicembre pesa per 468 milioni. Dati locali che si inseriscono nel contesto nazionale: gli italiani, per il Natale di quest’anno, prevedono di spendere 206 euro a testa in regali, con un aumento del 17% rispetto all’anno precedente: un andamento spinto dalla voglia di tornare a festeggiare insieme, nonostante la preoccupazione per la risalita dei contagi, le misure di restrizione a fronte della quarta ondata pandemica e delle eventuali misure restrittive che stanno condizionando - sottolinea la Coldiretti - i comportamenti dai regali alla programmazione dei cenoni. Ricadute anche sulle prenotazioni delle vacanze per le quali si evidenziano preoccupanti ritardi, anche se le ultime regole adottate rappresentano un passo rilevante per sostenere la ripresa in atto e non fermare l’economia ed il lavoro. In un momento particolarmente importante dell’anno per settori fortemente colpiti dalla pandemia, l’obiettivo è garantire un Natale normale per la convivialità degli italiani e, con esso - continua Coldiretti -, salvare l’economia e l’occupazione grazie ai 14,1 miliardi spesi dai cittadini durante le feste: la quota maggiore è destinata proprio ai regali (40%), seguiti da cibo (28%), viaggi (19%) e intrattenimenti, dal cinema ai teatri (11%), come emerge dalle elaborazioni della Coldiretti su dati Deloitte relativi alle ultime festività prima della pandemia. «Sembra consolidarsi anche quest’anno - precisa l’organizzazione agricola - la tendenza di optare per regali utili che premia in particolare l’enogastronomia con vini e specialità alimentare da regalare a se stessi o agli altri da mettere sotto l’albero per le tavole delle feste». Altro aspetto che indica uno scenario positivo, nonostante la globale situazione di incertezza e di preoccupazione sul fronte delle varianti del Covid-19, emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sull’andamento tendenziale della produzione industriale a ottobre. Il settore fa segnare un aumento del 5,6% per garantire le forniture di Natale «in cui tradizionalmente si verificano i valori più elevati di consumi di cibo e bevande di tutto l’anno. La prospettiva di feste più normali con il ritorno della convivialità a tavola nelle case e nei ristoranti ha spinto l’attività produttiva nonostante gli effetti negativi legati all’aumento dei costi energetici». Per l’organizzazione agricola l’agroalimentare, con regali enogastronomici, pranzi e cenoni è la voce più pesante del budget che le famiglie italiane destinano alle feste di fine anno, dal Natale al Capodanno. La spesa alimentare, per la Coldiretti, è anche uno speciale indicatore dello stato dell’economia nazionale poiché l’agroalimentare, dai campi fino a negozi e ristoranti, è la prima filiera estesa dell’Italia con un fatturato di 575 miliardi di euro. «I risultati positivi ottenuti sul piano industriale - conclude la Coldiretti - devono però trasferirsi alle imprese agricole con una adeguata remunerazione dei prodotti che in molti casi si trovano tuttora al di sotto dei costi di produzione. In tale contesto si inserisce la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo di attuazione della direttiva europea che vieta le pratiche sleali nel commercio alimentare, fortemente voluto da Coldiretti. Per il presidente di Coldiretti Brescia, Valter Giacomelli, «l’approvazione delle norme contro le pratiche sleali nel commercio alimentare rappresenta una svolta storica per garantire un giusto prezzo al lavoro degli agricoltori e degli allevatori. Il tutto in una situazione in cui il sistema agricolo è fortemente danneggiato per i costi di produzione alle stelle che vedono le aziende lavorare in perdita con un inevitabile impoverimento dell’intero territorio». Un provvedimento positivo per la filiera agricola, ora meno esposta agli effetti di pratiche sleali che scaricano sull’anello più debole gli oneri delle promozioni commerciali natalizie.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA