IL SUPPORTO

«Co.Bre.Ca.», la cooperazione crea valore per gli allevatori

Lo staff della Cooperativa Bresciana Bestiame e Carni con il presidente Valter Giacomelli (quarto da sinistra) e il vice Michele Saetti (alla sua destra nell'immagine) nella sede di via Dalmazia
Lo staff della Cooperativa Bresciana Bestiame e Carni con il presidente Valter Giacomelli (quarto da sinistra) e il vice Michele Saetti (alla sua destra nell'immagine) nella sede di via Dalmazia
Lo staff della Cooperativa Bresciana Bestiame e Carni con il presidente Valter Giacomelli (quarto da sinistra) e il vice Michele Saetti (alla sua destra nell'immagine) nella sede di via Dalmazia
Lo staff della Cooperativa Bresciana Bestiame e Carni con il presidente Valter Giacomelli (quarto da sinistra) e il vice Michele Saetti (alla sua destra nell'immagine) nella sede di via Dalmazia

La Cooperativa Bresciana Bestiame e Carni, conosciuta come Co.Bre.Ca., è una società cooperativa agricola costituita nel 1974 che ha sede in città, in via Dalmazia 27 nella palazzina a fianco della struttura che ospitava in precedenza l'Apa, l'Associazione provinciale allevatori, ed ora è sede territoriale dell'Aral, l'Associazione regionale Allevatori della Lombardia con quartier generale a Crema.

La collocazione fisica vicino all'Apa è stata una scelta legata alla volontà di dare sostanza al concetto della «Casa dell'allevatore», con l'obiettivo di favorire logisticamente gli imprenditori e le loro necessità burocratiche. Ci sono certificati necessari per determinate pratiche, che si richiedevano all'Apa e oggi all'Aral. Gli uffici dispongono di comodi parcheggi interni, a due passi dal centro, anche se la digitalizzazione riduce la necessità di spostamenti. A tal proposito basta ricordare l'esempio della fatturazione elettronica effettuata dalla Co.Bre.Ca. per conto degli allevatori, evitando loro burocrazia e accorciando i tempi di pagamento. Un servizio considerevole e consistente, considerato che si tratta di oltre 5 mila fattura l'anno. Presidente della cooperativa, dal 1999, è Valter Giacomelli, membro di Giunta della Coldiretti di Brescia e protagonista di primo piano di altre primarie realtà del mondo agricolo provinciale in diversi ruoli di vertice. È il terzo leader nella storia della Co.Bre.Ca., che ben conosce: sin dal 1988 siede nel Consiglio di amministrazione.
Giacomelli guida la visita alla struttura con il vicepresidente Michele Saetti e lo staff operativo: i commerciali Fabio Bertoglio, Luigi Boldini e Claudio Molinari; le amministrative Federica Salvadori e Roberta Zanetti. Gli allevatori soci della cooperativa sono un migliaio, circa la metà conferisce regolarmente i propri capi di bestiame. La Co.Bre.Ca. ha come scopo quello di commercializzare il bestiame, accorciando la catena della filiera tra allevatore e macello. «Un esempio di come la cooperazione crei valore aggiunto per gli operatori del settore», commenta il presidente. Una struttura e un servizio efficaci, considerato il contesto contingente e i macro-dati: nel 2020 il blocco del canale Horeca, dai bar ai ristoranti, dalle pizzerie alla trattorie, ha causato un calo medio del 10% nei consumi di carne bovina, che si stima consumata per il 70% del totale fuori casa. Contestualmente c'è stato un aumento del 7,5% nelle vendite complessive della Gdo, la grande distribuzione organizzata, non sufficiente tuttavia a recuperare la diminuzione registrata nel comparto degli esercizi pubblici.
A soffrire di più sono stati i tagli più pregiati, vitelloni e vitelli a carne bianca. In tale quadro Co.Bre.Ca. è riuscita ad aumentare i capi movimentati, da 20.124 a 21.358, con un incremento delle macellazioni, a un totale di 11.418 dalle 10.983 del 2019. «Anche i vitelli, un servizio che continuiamo a garantire ai soci - emerge dalla relazione del presidente all'assemblea dei soci di quest'anno -, sono cresciuti in modo sensibile: dai 6.220 del 2019 ai 7.091 del 2020. Mentre il ristallo, con 2.849 capi, ha fatto registrare solo un lieve calo. Il bilancio si chiude con un fatturato di 9 milioni 430 mila euro, in aumento di circa 215 mila euro sul 2019». Oltre ventiseimila capi commercializzati ogni anno - la cooperativa si occupa solo di bovini -, suddivisi tra vitello, baliotto (così è chiamato il capo fino a circa un mese di vita), manza, vitellone e vacca a fine carriera. Agli associati è offerto un supporto completo, la cooperativa è una struttura, anzitutto di servizi, senza scopo di lucro e ha la capacità per acquisire la loro intera produzione zootecnica. Personale e dirigenti rimarcano come il compito principale della loro attività consista nel valorizzare al meglio il prodotto conferito dal socio. «Confidiamo che questo articolo possa indurre gli allevatori, che attualmente non conferiscono, a metterci alla prova, magari iniziando anche solo con un capo. D'altro canto, se si incrementano i numeri, possiamo incrementare il nostro potere contrattuale nei confronti dei macelli, con vantaggiose ricadute per tutti gli associati».
Co.Bre.Ca. non vende tagli di carne ma fornisce capi ai macelli. La realtà di via Dalmazia è in grado di offrire anche consulenze, perizie e valutazioni degli animali. I baliotti sono collocati da selezionati allevatori di carni bianche. Il bestiame da vita o da ristallo, come le manze e le vacche, è movimentato attraverso clienti che possono essere gli stessi allevatori conferenti. La cooperativa trattiene una percentuale contenuta a copertura dei costi per i servizi proposti. Il ritiro e lo spostamento degli animali sono appaltati a ditte esterne, a dei «padroncini», ad esclusione dei vitelli baliotti, per gli spostamenti dei quali verso gli ingrassatori si utilizza un mezzo di proprietà guidato da un operatore interno. Il raggio d'azione copre l'intera provincia e alcuni centri di quelle confinanti. «Visto il continuo incremento degli animali conferiti - commenta il vicepresidente Michele Saetti - vuol dire che il servizio offerto è apprezzato dai soci». . © RIPRODUZIONE RISERVATA

Adriano Baffelli