L’OFFENSIVA

Prandini attacca: «No ai cibi da laboratorio»

«Quando si parla di carne da laboratorio - spiega Coldiretti - la verità che non viene pubblicizzata è che non salva gli animali perché viene fabbricata sfruttando i feti delle mucche, non salva l’ambiente perché consuma più acqua ed energia di molti allevamenti tradizionali, non aiuta la salute perché non c’è garanzia che i prodotti chimici usati siano sicuri per il consumo, non è accessibile a tutti poiché per farla serve un bioreattore, non è neppure carne ma un prodotto sintetico e ingegnerizzato». Elementi che senza dubbio nulla hanno a che vedere con la genuinità delle produzioni agricole, ancor meglio se locali e in sintonia con il territorio. «Le affermazioni sul cibo in provetta confermano che c’è una precisa strategia delle multinazionali che con abili operazioni di marketing puntano a modificare stili alimentari naturali fondati sulla qualità e la tradizione -, sottolinea il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini -. Siamo pronti a dare battaglia poiché quello del cibo Frankenstein è un futuro da cui non ci faremo mangiare». Ma non c’è solo la bistecca in provetta. Come evidenzia la Coldiretti «la società Remilk vuole aprire una fabbrica chimica in Danimarca per produrre latte sintetico in laboratorio senza mucche. La start up usa il gene della produzione delle proteine del latte nelle mucche, lo mette in coltura dentro un lievito inserito nei fermentatori, dove si moltiplica rapidamente e produce proteine del latte poi combinate con vitamine, minerali, grassi e zuccheri non animali per formare i latticini sintetici». •. A.Baff. © RIPRODUZIONE RISERVATA