IL CENSIMENTO

Provincia in doppia cifra con la tradizione a tavola

di Adriano Baffelli
L'agroalimentare targato Bs propone ben 43 specialità; in Lombardia sono 268, in Italia 5.450. Giacomelli: «Un patrimonio da difendere»
Anche il Bagoss figura tra i prodotti tradizionali bresciani che da tempo riscuotono grande apprezzamentoTiziana Porteri (Terranostra Bs)
Anche il Bagoss figura tra i prodotti tradizionali bresciani che da tempo riscuotono grande apprezzamentoTiziana Porteri (Terranostra Bs)
Anche il Bagoss figura tra i prodotti tradizionali bresciani che da tempo riscuotono grande apprezzamentoTiziana Porteri (Terranostra Bs)
Anche il Bagoss figura tra i prodotti tradizionali bresciani che da tempo riscuotono grande apprezzamentoTiziana Porteri (Terranostra Bs)

Nella miniera dell’agroalimentare bresciano spiccano 43 tesori tradizionali, tra i quali prodotti rinomati ed apprezzati come Bagoss, Cuz di Corteno Golgi, robiola bresciana e salame di Montisola. Specialità preziose e poste a rischio continuità produttiva dall’abnorme incremento dei costi, derivanti da speculazione e inflazione, già in atto prima della guerra in Ucraina, che ha di molto contribuito a peggiorare lo scenario. Lo evidenzia Coldiretti Brescia concentrandosi sul censimento 2022 delle specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte per almeno 25 anni, presentato dall’organizzazione agricola presieduta dal bresciano Ettore Prandini durante l’inaugurazione del XX Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato a Villa Miani a Roma. Una mappa dei sapori, della tradizione e della cultura della tavola made in Italy che registra, sull’intero territorio nazionale, 5.450 eccellenze a tavola, 268 delle quali lombarde. Per quanto riguarda le tipologie, in provincia occupano i posti di vertice formaggi e salumi, mentre la Lombardia vede nei primi tre posti del podio pane, paste e dolci (77), il gruppo delle specialità a base di carne (70), seguiti dai formaggi (62). Ma non mancano i prodotti vegetali, le bevande analcoliche, distillati, liquori e birre, il miele, i condimenti come il burro, in un viaggio del gusto che tocca anche gli angoli più nascosti dei territori. Non è un caso che nei piccoli borghi italiani nasca il 92% delle produzioni tipiche nazionali, come testimoniato dall’indagine Coldiretti/Symbola, una ricchezza conservata nel tempo dal contributo delle imprese agricole con un impegno quotidiano. Un patrimonio che spinge a tavola un terzo della spesa turistica alla scoperta di un Paese, come l’Italia, tra i principali al mondo nel vantare primati in termini di qualità, sostenibilità ambientale e sicurezza agroalimentare. Dietro ogni prodotto c’è una storia, una cultura e una tradizione che è rimasta viva nel tempo e che esprime al meglio la realtà di ogni territorio. Valter Giacomelli, presidente di Coldiretti Brescia, parla di «un patrimonio che va difeso dalle spinte all’omologazione e all’appiattimento verso il basso per tutelare una delle leve strategiche, insieme al turismo e alla cultura, di un modello produttivo unico che vince puntando sull’identità, la biodiversità e il legame con i territori». Prodotti che negli anni più recenti sono stati riscoperti e rilanciati «anche grazie all’attività degli agriturismo, e di iniziative come Agrichef - ricorda Tiziana Porteri, presidente di Terranostra Brescia, l’organizzazione degli agriturismo aderenti a Coldiretti -. La nostra è leader con oltre 350 strutture ricettive. Il settore, tra titolari, familiari e dipendenti, occupa più di mille addetti. Le specialità agroalimentari tradizionali bresciane rappresentano un valore aggiunto sia per l’intrinseco valore economico e culturale della filiera agricola locale, sia per il valore aggiunto in termini di appeal turistico». Un aspetto di grande rilevanza considerando che il numero di turisti enogastronomici è in costante aumento e che gli stessi, oltre ad essere più consapevoli, attivi, esigenti, innovativi e attenti ai temi della sicurezza e della sostenibilità, apprezzano particolarmente i prodotti tipici dei singoli territori. Tanto che anche nella scelta alberghiera mostrano particolare apprezzamento per le realtà che valorizzano i cibi tipici locali. Considerando i riflettori legati a Brescia e Bergamo Capitale italiana della Cultura, che a breve illumineranno la destinazione verso l’accogliente terra bresciana, facile prevedere nei prossimi mesi l’incremento di presenze turistiche anche per l’offerta, con le occasioni culturali, di cibo e vino all’insegna della tradizione e dell’eccellenza enogastronomica.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA