Un nuovo agriturismo per rafforzare l’offerta

Una porzione dell’azienda affacciata sul lago Moro
Una porzione dell’azienda affacciata sul lago Moro

Produrre olio Evo (Extra vergine d’oliva) in Valcamonica è già di per sé una considerevole impresa. Riuscire in pochi anni a ottenere il riconoscimento «Due foglie», che sottintende «Oli ben fatti, precisi ed equilibrati», del Gambero Rosso - la guida sarà pubblicata il prossimo giugno - per tre oli su quattro - Corne Rosse, Grimaldi e Scraleca -, significa che la sfida è stata ampiamente vinta.

Un riconoscimento, tra i tanti, che evidenzia la bontà dei prodotti dell’agroalimentare bresciano, infonde fiducia e consapevolezza ai protagonisti di un interessante capitolo del rinascimento agricolo locale. Ma in linea con il solido carattere dei valligiani nessuno dell’azienda si monta la testa. Si preferisce evidenziare con semplicità la grande attenzione posta ai dettagli, applicando metodi anche maniacali, facendo presagire che i premi sono la logica conseguenza di un impegno senza riserve. E che altri ne arriveranno a sottolineare le eccellenti produzioni agroalimentari made in Scraleca. L’attenzione, quasi i risultati fossero in parte merito dell’ambiente, è spostata sulle caratteristiche del lago Moro, invaso glaciale alimentato da acqua meteorica per un milione e duecentomila metri cubi ogni anno. Protetto dal vento, è un lago meromittico. Ne vediamo uno, ma in realtà sono due che convivono: sino a meno 18/20 metri è un lago vivo, nella porzione sottostante, sino a meno, quaranta il lago è morto. Il completo ricambio delle acque superiori richiederebbe tra i 22 e i 25 anni. In sostanza le acque superficiali non si rimescolano con quelle del fondo, creando due zone sovrapposte con condizioni fisiche e chimiche differenti. La volontà è di favorire un turismo sostenibile, che consenta agli ospiti di apprezzare, assieme ai prodotti dell’azienda, anche l’ambiente circostante.

Per questo, alle case ristrutturate nel fondo Grimaldi dall’estate si affiancherà un agriturismo, ormai terminato, all’interno del podere Scraleca, dove sarà possibile soggiornare per alcuni giorni. Un tassello in più nel quadro che la famiglia Tedeschi intende dipingere valorizzando ciò che è «Buono, pulito e giusto», aiutata dall’essere radicata in un territorio ricco di storia e cultura. Propositi in sintonia con lo spirito Slow Food: del resto una dozzina di anni fa è stato proprio Tino Tedeschi a fondare, con alcuni amici, la Condotta Slow Food della Valle Camonica. 

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A. Baff.