IL COMPARTO

Acciaio, l'innovazione rafforza la sfida sempre più sostenibile

Robot, intelligenza artificiale e «4.0» hanno progressivamente aperto la strada verso il domani, «senza impatti negativi sull'occupazione»
La lavorazione dell'acciaio è sempre più innovativa e orientata al futuro, sfruttando al meglio le moderne tecnologie che offrono ricadute positive anche dal punto di vista dell'impatto ambientale
La lavorazione dell'acciaio è sempre più innovativa e orientata al futuro, sfruttando al meglio le moderne tecnologie che offrono ricadute positive anche dal punto di vista dell'impatto ambientale
La lavorazione dell'acciaio è sempre più innovativa e orientata al futuro, sfruttando al meglio le moderne tecnologie che offrono ricadute positive anche dal punto di vista dell'impatto ambientale
La lavorazione dell'acciaio è sempre più innovativa e orientata al futuro, sfruttando al meglio le moderne tecnologie che offrono ricadute positive anche dal punto di vista dell'impatto ambientale

La contingenza ci consegna notizie legate alla siderurgia quasi esclusivamente per gli aspetti dei prezzi - in buona compagnia con la quasi totalità delle materie prime -, schizzati alle stelle e per la vicenda burocratica, che ha del paradossale, dei vincoli all'importazione dell'acciaio. Un provvedimento, quello delle quote agli acquisti dall'estero stabilite dalla Commissione Ue, che ha bloccato mezzo milione di tonnellate nei porti di Marghera e Ravenna proprio mentre c'è «fame» di materie base, con lunghe attese per la fornitura. Una situazione che contribuisce a creare tensione e allarme tra gli operatori e rischia di avere serie ricadute sul percorso delle opere contemplate nel «cruscotto» italiano (conosciuto con la sigla Pnrr, acronimo di Piano nazionale di ripresa e resilienza) che declina la Next generation Ue. Vincoli che, fra l'altro, non aiutano il percorso delle centinaia di cantieri grandi e piccoli, attivati grazie al Superbonus per l'edilizia. Due aspetti che rischiano di frenare la consistente e per certi versi sorprendente ripresa economica in atto. Lasciamo la stretta attualità e le situazioni indirettamente legate al settore per concentrarci sugli aspetti innovativi dello stesso, di particolare rilievo per una provincia che ha l'acciaio profondamente inscritto nel suo Dna. Un aiuto, in tal senso, arriva dalla pubblicazione «Innovazione robotica 2021» realizzata da Siderweb (Emanuele Morandi è il leader), come sempre attenta a tutti gli aspetti, diretti e indiretti, connessi alla produzione siderurgica e alle lavorazioni metalmeccaniche. I risultati del viaggio nella filiera siderurgica, alla scoperta delle soluzioni tecnologiche innovative, induce Marco Torricelli, redattore di Siderweb, a sostenere che robot e intelligenza artificiale siano il futuro dell'acciaio. «I robot cacceranno gli operai dalle fabbriche e creeranno nuovi disoccupati, dicevano. E sbagliavano - scrive Torricelli -. Perché basta leggere un po' di dati e si scopre che le cose sono andate, e stanno andando, in maniera diversa. Basti pensare a quelli relativi al lavoro dell'uomo creato, ad esempio, nell'automotive negli Stati Uniti, alla presenza dei robot dal 2010 al 2015, quando a un incremento di 80 mila robot ha corrisposto una crescita di 230 mila posti di lavoro per gli umani. Oppure a quanto accaduto, nello stesso periodo e nello stesso settore, in Germania, dove sono stati messi all'opera 13 mila robot in più all'anno, creando 93 mila opportunità occupazionali per le persone». La riflessione-analisi di Marco Torricelli riprende quanto emerge da una ricerca del Manheim Centre for European Economic Research: l'automazione - emerge - ha portato un aumento netto di oltre dieci milioni di posti di lavoro nell'Ue tra il 1999 e il 2010. Per la Harvard Business Review - spiega l'autore - se la tecnologia ha distrutto molti posti di lavoro in alcuni settori, in altri ne ha creati di nuovi e i salari di quanti utilizzano competenze digitali risultano crescere più velocemente. In base a una ricerca del World Economic Forum del 2018, infine, nel 2025 la metà dei lavori attuali sarà svolta da robot, con una perdita di 75 milioni di posti di lavoro. «Se i critici si fermano a questo dato per ribadire il loro ostracismo - afferma Torricelli -, lo stesso studio mette in evidenza il fatto che, sempre nel 2025, grazie all'automazione e robotizzazione dei posti eliminati, si creeranno 133 milioni di posti di lavoro con mansioni diverse e più qualificate». Con un evidente saldo positivo di 58 milioni di nuovi impieghi, peraltro maggiormente qualificati e specializzati. Nella sua articolata disanima sull'ecosistema dell'acciaio 4.0, analizzando come la blockchain può gestire input di minerali, carbon coke o rottame fino alla trasformazione, Marco Bentivogli, coordinatore di Base Italia e già segretario generale nazionale della Fim, la Federazione dei metalmeccanici della Cisl, evidenzia come l'ecosistema di un impianto siderurgico può essere abilitato dalle nuove tecnologie. «Pensate alle potenzialità che un'infrastruttura come la blockchain può realizzare dagli input di minerali, carbon coke o rottame fino alla trasformazione - scrive -. Un governo digitale degli impianti e della propria catena di fornitori, delle emissioni può consentire di parlare di smart steel che sarà più verde e di migliore qualità e sicurezza per le persone». L'approfondimento indica la possibilità di gestire la transizione verso una maggiore sostenibilità, attraverso la capacità di riutilizzo ma anche di input energetici che scaturiscono dall'applicazione dell'economia circolare. Il plasmix, vale a dire l'utilizzo dell'idrogeno circolare attraverso il procedimento chimico di riutilizzo della plastica non riciclabile, è indicato come esempio da seguire. Bentivogli ritiene che tali innovazioni richiedano impianti innovativi, architetti del lavoro e grande visione. «In Italia - dice - ci sono esempi importanti che vanno resi sistema, filiera. Accadrà che proprio quella che chiamavamo 'industria pesante' sarà il banco di prova delle tecnologie più interessanti con risultati win win, per lavoratori, territorio e impresa».. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Adriano Baffelli