LA SITUAZIONE

Tumori al seno: a Brescia mille nuovi casi ogni anno

di Ma.Gia
Il cancro alla mammella è il più diffuso tra le donne per incidenza e mortalità

Cancro: una parola difficile da pronunciare, una «sentenza» capace di condizionare le scelte, i pensieri e la quotidianità di una persona. Oggi una delle principali cause di morte al mondo con circa 10 milioni di decessi l'anno, quasi 1 su 6. La neoplasia più frequente per incidenza e mortalità tra le donne è proprio il tumore alla mammella: in Lombardia se ne contano 10 mila ogni anno, nel Bresciano si diagnosticano circa mille nuovi casi l'anno, che si aggiungono a recidive, reinterventi, ricostruzioni. Nel 2020 in Italia sono state circa 55 mila nuove diagnosi di carcinomi della mammella femminile e nel 2021 sono stati stimati 12.500 decessi. Ma la scienza e le innovazioni terapeutiche, nel tempo, sono andate evolutivamente avanti e la percentuale di guarigione oggi è altissima, aggirandosi attorno al 90% entro i 5 anni dalla scoperta: fondamentale però è la tempestività nella diagnosi, perché ci sono ancora troppe donne che scoprono la malattia già in stato avanzato o addirittura ulcerato. «Rispondere allo screening di enti pubblici e privati accreditati, è fondamentale come lo è l'attenzione al seno con autopalpazione e alla familiarità: piccoli accorgimenti che possono salvare la vita», esorta il chirurgo e senologo degli Spedali Civili Luigi Filippini con alle spalle 40 anni di attività nell'ambito della mammella. «Sono sempre stato molto attivo nella prevenzione di questo tipo di tumore, partecipando agli innumerevoli corsi di formazione del professor Veronesi a Milano - racconta -. I livelli sono avanzati, molto si è fatto non solo in Lombardia ma anche a livello nazionale: ma non è mai sufficiente. Per questo non mi stancherò mai dire quanto sia importante la prevenzione primaria che prevede uno stile di vita sano, di non bere, non fumare e di fare attività fisica e che richiede molto spesso una cambio radicale nei comportamenti a rischio». Un vero e proprio mantra: «più prevenzione e meno interventi». Quasi il 30% degli italiani ha una vita sedentaria: il sovrappeso e l'obesità continuano a destare forte preoccupazione, oltre al fumo di sigaretta e al consumo di alcol: tutti fattori che venendo meno potrebbero portare una drastica diminuzione allo sviluppo di patologie oncologiche. Attualmente il tasso di mortalità è sceso in maniera trasversale per tutti i tumori, arrivando al 10% negli uomini e all'8% nelle donne. Un dato più basso rispetto alla media europea, mettendo in luce la qualità dell'assistenza oncologica del Paese che si riflette pure nel miglioramento della sopravvivenza. Ad oggi, i programmi di screening oncologici restano una delle armi a disposizioni e imprescindibili nella lotta al cancro, permettendo ai medici di individuare e trattare tempestivamente la patologia riducendo il carico di morbosità, mortalità e disabilità della malattia. Controlli gratuiti indirizzati a donne tra i 45 e i 74 anni attraverso la mammografia bilaterale ogni due anni, ma, consiglia il dottore, «l'ideale sarebbe sottoporsi a ecografie annuali a partire dai 35 anni e dai 40 anni anche a mammografia almeno ogni 18 mesi. Per essere davvero funzionale, però, l'adesione agli screening deve essere massiccia - sottolinea Filippini -. In Lombardia siamo al di sopra del 60%, ma ci sono regioni come il Lazio che nell'ultima campagna ha risposto solo il 33% delle donne chiamate». Preziosissima e centrale è la funzione delle Brest Unit e Brescia ne può contare ben tre: al Civile, al Sant'Anna e in Poliambulanza. «Di strada da fare, però, ne abbiamo ancora molta - conclude -: per una cura ottimale l'azione deve essere sempre più concentrata in gruppi multidisciplinari, in cui la donna sia al centro e attorno ruotino specialisti e non il contrario, e che vengano istituite équipe che si occupino esclusivamente della mammella, un patologia particolare che necessita di una serie di interazioni tra diagnostica e cura e di reparti con chirurghi dedicati e specializzati in materia».  Ma.Gia.

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