Commessi 2019

22.09.2019

«Così con noi commessi
i negozi vivono ancora»

Silvia Bazzoli al bancone di «Linea Pane» a OdoloFrancesca De Franceschi sorride all’interno del reparto frutta e verdura del Cpf80 di LavenoneSara Ugolini e Alberto Flocchini all’esterno di «Acqua e Farina» a Sabbio ChieseMara Meschi con la sua copia di Bresciaoggi al negozio di abbigliamento Noemi di Casto
Silvia Bazzoli al bancone di «Linea Pane» a OdoloFrancesca De Franceschi sorride all’interno del reparto frutta e verdura del Cpf80 di LavenoneSara Ugolini e Alberto Flocchini all’esterno di «Acqua e Farina» a Sabbio ChieseMara Meschi con la sua copia di Bresciaoggi al negozio di abbigliamento Noemi di Casto

Arrivano anche in Valsabbia i «Commessi dell’anno», in una zona dove il «negozio di vicinato» sopravvive alla grande distribuzione proprio grazie all’impegno di queste persone, vere anime del commercio. Ad esempio a Odolo dal 1991 c’è «Linea Pane – Pasticceria Bazzoli» creata dai fratelli Bazzoli, un negozio che oggi conta 20 lavoratori e vede alla guida Beniamino, l’ultimo dei fratelli: «Gli altri sono andati in pensione un paio d’anni fa. Con me sono rimaste 3 delle mie 5 figlie. Saranno loro domani a portare avanti l’attività». Un’attività divisa al 50% tra pane e dolci, e che adesso punta anche il mercato inglese: «A Londra il panettone è visto come dolce autunnale, e da qualche anno da ottobre a dicembre ne stiamo producendo oltre 10.000 di 3 tipi: classico, a limone e zenzero, a cioccolato, mele e peperoncino. Ne spediamo un lotto ogni 20 giorni». Ma cos’è l’esser buona commessa? Ce lo spiega Silvia Bazzoli, 23 anni, figlia di Beniamino: «Aver pazienza e assecondare le richieste del cliente, sempre con sorriso, educazione e gentilezza ma anche professionalità». A SABBIO CHIESE invece da 7 mesi è aperto il panificio «Acqua e Farina» dei sabbiensi Sara Ugolini e Alberto Flocchini, 20 e 21 anni, insieme in forneria e nella vita, con matrimonio fissato il 26 settembre 2020. Stimolati da nonno Angelo, oggi Alberto cura la forneria e Sara è la commessa: «Siamo partiti bene, ora serve crescere. Io - spiega Sara - pur se amo il contatto con le persone, prima ero timida. Ora non più. E ho scoperto che amo tantissimo questo lavoro fatto di gentilezza, pazienza, sorriso. Nel nostro futuro ci sono sia dei bambini che l’allargamento della forneria». A CARPENEDA di Vobarno da gennaio 2015 Mauro Bertelli, 45enne perito informatico ma che fin da adolescente ha fatto prima il pizzaiolo e poi il fornaio, e Marzia Tiboni, 39 anni, qui insieme da 15 anni, hanno aperto il «Furner en piasa», classica bottega che si occupa si di pane artigianale, pizze e focacce (niente dolci) ma che offre di tutto alla propria comunità: «Nostro cavallo di battaglia è però il servizio che facciamo per le scuole, l’Itis di Vobarno e lo Scar di Roè. Per il resto siamo negozio di vicinato che, aiutati da Raffaella e Simona, non chiude mai (solo a Santo Stefano e il primo gennaio), e qui vengono anche per raccontare o sapere le notizie del paese». A Lavenone da una manciata di anni c’è la Cpf80, coop di consumo nata per calmierare i prezzi. Oggi conta oltre 3000 soci (soci-famiglia, in totale 10.000 persone), che coinvolge una dozzina di dipendenti e tanti volontari che aiutano: «Ho 42 anni e lavoro qui da 23 - spiega Francesca De Franceschi, addetta al settore frutta e verdura e anche alle casse, sempre con sorriso e professionalità -. L’iniziativa di Bresciaoggi? Bella idea, per premiare un lavoro importante sul quale spesso si fonda il successo di un’attività. Quindi, ben venga». Infine a Casto ecco il negozio di abbigliamento Noemi di Paola Meschi, che c’è da 4 generazioni: «È nato come emporio nel 1904 fondato dal mio bisnonno- racconta Paola - ed è proseguito con nonno Adamo e con papà Tarcisio e mamma Noemi, e ora continua con me e mia sorella Mara, aperto da 115 anni». Negozio di vicinato ma anche simbolo ed un’istituzione per Casto. •

Massimo Pasinetti
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