I CONTENUTI

Le cinque parole chiave per costruire il futuro

di Paola Buizza
Una bussola nel mondo del lavoro che consideri talenti e prospettive. E si scopre come l'acciaio sappia toccare le corde dell'emozione
Dibattiti e interventi hanno caratterizzato la mattinataLe tecnologie e il digitale «fotografano» la realtà attuale nella quale siamo immersi
Dibattiti e interventi hanno caratterizzato la mattinataLe tecnologie e il digitale «fotografano» la realtà attuale nella quale siamo immersi
Dibattiti e interventi hanno caratterizzato la mattinataLe tecnologie e il digitale «fotografano» la realtà attuale nella quale siamo immersi
Dibattiti e interventi hanno caratterizzato la mattinataLe tecnologie e il digitale «fotografano» la realtà attuale nella quale siamo immersi

Forti come l'acciaio, nel solco di una (spiccata) identità manifatturiera che da sempre caratterizza il territorio bresciano, ma con uno sguardo che va oltre il «saper fare» e dà valore anche al «saper vedere». Sono tante, diverse e inaspettate, le parole che hanno puntellato l'evento di Bresciaoggi. Una narrazione ponte, tra passato e futuro, che ruotando attorno al tondino, metafora dell’operosità del nostro territorio, ha ridisegnato le coordinate di un settore produttivo fortemente legato all’innovazione, alla tecnologia, all’informatica più avanzata, al digitale, al design e all’attività artistica. E così, ci siamo riscoperti emozionati davanti a una scultura d’acciaio.

Emozione è la parola da cui partiamo. L'emozione che l'arte sa trasmettere all'industria, facendola uscire dalla sua standardizzazione, dalla sua bolla di protezione. Che tipo di Paese vuole essere l'Italia? Ha chiesto Marco Mariotti della holding di acciai inossidabili. Un Paese dove l'industria sa dare emozioni attraverso i suoi prodotti, anche trasformando un metallo apparentemente freddo come l'acciaio. Lo dimostra lo spremiagrumi di Alessi, il più famoso nella storia del design, diventato pezzo da museo al Moma di New York. Lo dimostra anche la scultura di Matteo Berra, artista recentemente scomparso, portata sul palco. Quindi, vanno benissimo periti e ingegneri, spiega Mariotti, ma se un'industria di trasformazione tradizionale capisce l'importanza dell'emozione e apre le sue porte ai giovani che creano arte, è sicuramente un valore aggiunto che si può trasferire al mercato.

Immaginazione. Guardare oltre gli schemi, intraprendere nuove strade fra tradizione e innovazione. Sostanzialmente, avere una visione. Lo ha sottolineato bene Michele Venturini, studioso di Storia del Costume e docente di Storia della Moda Ricerche e Tendenze dell'Istituto Machina, concludendo il suo intervento con una ode al «Made in Italy»: non è solo il fare, ma il vedere. L'immaginazione è il vero vettore dell'uomo.

Attitudine. Quante volte viene tenuta in considerazione l'abilità innata nella scelta di un percorso di studi? Quante la predisposizione, l'interesse, l'entusiasmo? Il sogno... Probabilmente poco o, comunque, decisamente meno rispetto a una prospettiva di prestigio, sicurezza, denaro. Eppure l'attitudine supporta la motivazione, agevola l'adattabilità, aiuta a studiare con maggior determinazione. Gli Its, è stato evidenziato nel corso dell'evento, coltivano i talenti, sviluppano competenze altamente specialistiche favorendo l'ingresso rapido nel mondo del lavoro. Nulla vieta, poi, di proseguire gli studi con un corso universitario per il quale vengono rilasciati crediti. Ma non c’è formazione di serie A o B.

Formazione. Non c’è un tempo di scadenza per apprendere. Viviamo in un mondo quotidianamente in evoluzione, nuove tecnologie e applicazioni emergono costantemente, con l'obiettivo di semplificare la vita delle persone, migliorare l'efficienza dei processi aziendali o risolvere problemi complessi. Il tema dello «skill mismatch» che fa riferimento alla mancata corrispondenza esistente tra le competenze - tecniche, umane e sociali - acquisite dalle persone e quelle richieste in ambito lavorativo dalle aziende, non riguarda solo i giovani. Serve anche un’apertura alla formazione che sia trasversale, che abbracci tutti i settori e tutte le età. Chiave di volta per il reinserimento lavorativo.

Arte. Il già citato design, ma anche l’architettura, la scultura o la moda. Dalla cotta di maglia, l’ armatura «a veste» anticamente utilizzata per proteggere il corpo dei combattenti nelle mischie, alla storia del costume con il primo «metallurgico» della moda, Paco Rabanne, stilista che abbandonò le forbici a favore delle pinze per creare, con piastre metalliche, capi iconici che hanno vestito dive del cinema e dello spettacolo. L’acciaio è un materiale ampiamente utilizzato che apre a un’infinità di interpretazioni e, di conseguenza, di opportunità lavorative. Anche insospettabili.  •.

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