IL DOCENTE

Le geniali visioni di Berra sul palco con Mariconti

di Giada Ferrari
Acciaio, materiale forte e versatile narrato tra land art e tecniche usate Poi il ricordo dell'amico: «Matteo sapeva cesellarlo con sensibilità»
Una scultura  di Matteo Berra, artista scomparso lo scorso aprileIl professore Andrea Mariconti  ha parlato delle lavorazioni dell’acciaio, poi ha ricordato la ricerca artistica di Berra
Una scultura di Matteo Berra, artista scomparso lo scorso aprileIl professore Andrea Mariconti ha parlato delle lavorazioni dell’acciaio, poi ha ricordato la ricerca artistica di Berra
Una scultura  di Matteo Berra, artista scomparso lo scorso aprileIl professore Andrea Mariconti  ha parlato delle lavorazioni dell’acciaio, poi ha ricordato la ricerca artistica di Berra
Una scultura di Matteo Berra, artista scomparso lo scorso aprileIl professore Andrea Mariconti ha parlato delle lavorazioni dell’acciaio, poi ha ricordato la ricerca artistica di Berra

«L'acciaio come materiale antico dall’eterna resistenza, una lega celebre e quasi mitologica che si presta a infiniti utilizzi e ormai elemento tradizionale nel mondo dell’arte (anche di quella sacra) della scultura e del design». È così che ha esordito Andrea Mariconti artista e docente di Hdemia Santa Giulia durante l’evento organizzato dal Gruppo Athesis «Forti come l'acciaio - Dal tondino al digitale: le tecnologie per il futuro e la formazione» che ha preso vita ieri mattina nell’aula magna di Its Machina Lonati alla presenza di studenti, docenti, istituzioni e appassionati di arte e tecnologia. «L'acciaio inossidabile è oramai una scelta tradizionale per l’arte pubblica e la struttura monumentale, grazie alla sua versatilità: può essere infatti saldato, lavorato, piegato, rifinito con effetti cromatici, non arrugginisce e resiste all’attacco di moltissimi liquidi, gas e prodotti chimici. Possiede la qualità, celebre e anche un po’ mitologica, di possedere una durevolezza apparentemente infinita» ha spiegato ai presenti Mariconti.

Una vera e propria lezione molto interessante, durata circa un quarto d’ora, nella quale il docente si è soffermato dapprima a elencare una serie di artisti d’arte contemporanea resi celebri grazie alle loro opere in acciaio: come Jeff Koons; lo scultore Richard Serra, il quale utilizza l'acciaio Corten «che ha una colorazione caratteristica rossiccia, color terra di Siena bruciata molto affascinante»; David Smith «che riesce a plasmare l’acciaio grazie al processo di saldatura» oppure il collettivo di architetti, scultori e progettisti nato vent’anni fa in Cina chiamato «Field Conforming Studio» che ha realizzato alcune delle più interessanti sculture di Land Art in acciaio corten degli ultimi anni. Poi, ha proseguito il suo intervento narrando le caratteristiche di questo materiale così versatile, identificando quelle più utilizzate. «Sono tre le principali lavorazioni che si possono fare con l’acciaio: quella più popolare nell’arte pubblica è la finitura a specchio, per cui una volta che l'acciaio è lucidato non è necessario ri-lucidare perchè dura in eterno; poi la pallinatura per avere una gamma di texture diverse che vanno dai disegni alle finiture decorative; altra tecnica, la spazzolatura con un nastro a ruota che conferisce al metallo un aspetto distintivo, per cui si mantiene parte della sua lucentezza metallico originale, ma viene creato un motivo di linee molto sottili e parallele alle pennellate della spazzola metallica; infine la sabbiatura, l’incisione, la granigliatura o la rimozione del colore per ottenere effetti diversi, tecniche possibili da combinare anche insieme» ha aggiunto Mariconti.

La seconda parte del discorso, Mariconti l’ha dedicata alla memoria dell’amico e collega Matteo Berra, scomparso recentemente. Tra il pubblico era presente anche la famiglia dell’artista. «Vedere raccontato il lavoro di mio marito che lavorava con l’acciaio e riusciva a creare, da un oggetto apparentemente freddo, delle opere artistiche, è una soddisfazione» ha raccontato la moglie Grazia Berva.

In ricordo di Matteo Berra sono state proiettate le emozionanti immagini dei suoi lavori, il video «Meteorite» che egli stesso realizzò per il salone del mobile e sul palco è stata portata una tra le sue opere originali in acciaio: «Matteo era un cesellatore dell’acciaio, amava la multidisciplinarietà dell’arte - ha ricordato Mariconti - . La sua opera più nota è un’imponente scultura d’arte pubblica realizzata a Milano e si chiama “Fold”, una piega verticale che si estende per 23,5 metri lungo l'estremità dell’edificio art building in zona Melchiorre/Gioia, presentata nella primavera del 2019 dopo 3 anni di lavoro» ha ricordato Mariconti. Un artista, Berra, che fu anche docente di scultura sia dell'HDemia Santa Giulia sia quattro anni in Corea del Sud «era capace di traslare il suo particolare approccio artistico su diversi materiali come il legno, il tessuto, il bronzo e la carta che amava».•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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