08.10.2020 Tags: Brescia

Le commesse di Ghedi: «Noi, pronte all’ascolto tra chiacchiere e sorrisi»

Sabrina Regonaschi è approdata da un paio di anni ad «Ambient design floreale»Antonella Treccani da 13 anni alla cartoleria «Il papiro»Romina Cavagnini da 29 anni lavora alla storica forneria CresseriVeronica Bernamonti, commessa da quando aveva 17 anni
Sabrina Regonaschi è approdata da un paio di anni ad «Ambient design floreale»Antonella Treccani da 13 anni alla cartoleria «Il papiro»Romina Cavagnini da 29 anni lavora alla storica forneria CresseriVeronica Bernamonti, commessa da quando aveva 17 anni

Per tutte è imprescindibile il rapporto con la gente, lo scambio comunicativo con persone sempre nuove o con quelle divenute familiari, la vocazione ad essere socievoli scansando casalinghitudini, il gusto spiccato per la conversazione, la pazienza spoglia di scontrosità. LUISA Andreini, da 20 anni dietro il banco della tabaccheria di Nicoletta Barbieri a Ghedi, ha trovato anche la grinta per lavorare durante il lockdown e sguazza contenta nell’incessante via vai del negozio, non sente la fatica dello stare sempre in piedi, ma solo il piacere di continue novità. «Qui entrano anche per confidarsi, cercare un conforto sfogandosi con chi è disposto ad ascoltare. I clienti affezionati poi ci portano i dolcetti fatti in casa, vero attentato alla dieta». Sabrina Regonaschi è approdata da un paio di anni ad «Ambient design floreale», il bel negozio di Anna Porrini, dove la creatività è il requisito primo. «Ho sempre dipinto e mi sono specializzata in design dell’accessorio. Qui ho imparato le tecniche per confezionare fiori, ma certo ci vuole gusto, senso del colore e degli abbinamenti, sensibilità verso la forma». Amata dai clienti che regalano anche i fiori del loro giardino, è con i matrimoni che raccoglie le maggiori soddisfazioni: «Come se condividessi un pezzo importante della vita della sposa che non lo dimentica». Romina Cavagnini è la veterana delle commesse: a gennaio fanno 29 anni che lavora nella storica forneria Cresseri, tanto che «i titolari Silvana e Luciano sono quasi genitori per me, ho cominciato a 18 anni e con loro sono cresciuta. Subito ho amato il prodotto che vendo: il pane, alimento primario, sano, fondamentale anche nella messa. Durante il confinamento ci siamo rimboccati le maniche. Qualche cliente crollava e aveva crisi di pianto. Lo abbiamo confortato e aiutato a superare la paura. Il nostro lavoro è anche di supporto psicologico». «Genni B» negozio che unisce abbigliamento, accessori e un coffee store, aperto da meno di un anno e subito chiuso per la pandemia, sta riprendendosi bene grazie alla formula «che coccola la cliente: beve un caffè e guarda la merce oppure entra per acquisti e poi si concede una colazione, un pranzo» dice Veronica Bernamonti, 26 anni, commessa per gli stessi titolari da quando ne aveva 17. «È il mio mondo, non potrei fare altro. Amo chiacchierare e le clienti ne hanno bisogno. Mi piace quando poi mi coinvolgono negli acquisti, curare gli abbinamenti. Recentemente ho imparato il lavoro di barista che distrae e neutralizza ogni routine». Antonella Treccani da 13 anni è impiegata nella cartolibreria «Il Papiro» di Cristina Damiani: «Mi piace tutto di questo lavoro che è vario e comprende anche le rilegature e predisporre bomboniere. Durante il lockdown mi sono mancate le relazioni e gli scambi verbali, i clienti che ci portano cioccolatini e frutta, che ci cercano per un saluto, sicuri di trovare persone propense all’ascolto». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Milena Moneta