la protagonista

Giulia Pedretti, da Brescia a Londra e ritorno: «Voglio promuovere sicurezza sui luoghi di lavoro» IL VIDEO

di Vincenzo Spinoso
Ospite d'eccezione, in questo quarto appuntamento del ciclo di incontri di Bresciaoggi, è stata la giovanissima imprenditrice di Rodengo Saiano inserita da Forbes nella «Top 30 Under 30», categoria Manifattura e industria, nel 2022 e nel 2023
Il sorriso di Giulia Pedretti: giovane, talentuosa e piena di umanità SERVIZIO ONLY CREW/Filippo Venezia
Il sorriso di Giulia Pedretti: giovane, talentuosa e piena di umanità SERVIZIO ONLY CREW/Filippo Venezia
Oltreculturafest - Giulia Pedretti

Nel 2022, Forbes l’ha inserita nella top 30 degli imprenditori europei sotto i 30 anni. Giulia Pedretti è a tutti gli effetti un’eccellenza bresciana, formatasi tra la Franciacorta, il liceo in città e l’università a Londra. È quindi una storia di talento di quelle che si ascoltano volentieri, accomodati sui divanetti del Vita in piazzale Arnaldo ogni ultimo mercoledì del mese, come da programma di Oltrecultura Fest nell’anno di Brescia Capitale della Cultura 2023.

Giulia Pedretti intervistata dalla giornalista  Paola Buizza: un’ora per conoscere i segreti di un’imprenditrice che partendo da Brescia e passando per Londra ha raggiunto traguardi strepitosi
Giulia Pedretti intervistata dalla giornalista Paola Buizza: un’ora per conoscere i segreti di un’imprenditrice che partendo da Brescia e passando per Londra ha raggiunto traguardi strepitosi

La «creatura» di Giulia è Arteak, una società che si occupa di sicurezza sul lavoro e conta, ad oggi, 100 dipendenti di 19 nazionalità diverse, la sede principale a Londra e altre dislocate in 3 continenti. Diversificare è fondamentale per «gestire le risorse in posti diversi», spiega Giulia. La quale, d’altra parte, dagli studi inglesi conserva una risorsa più preziosa tra tutte: «Il networking, la rete di contatti che ho creato in Inghilterra e con i quali ancora oggi intrattengo rapporti personali e di lavoro». In fondo, il rapporto umano conta più di tutto. Se l’idea imprenditoriale e la sicurezza sul lavoro erano già di famiglia, Giulia ci è arrivata al termine di un percorso personale: «Dopo aver studiato Global business management, nel 2017 un po’ per caso ho incontrato Arteak, che all’inizio vedevo solo come un’opportunità di business. Adesso, salvare vite per me non è uno slogan: da inizio 2023 in Italia si contano già oltre 100 morti sul lavoro, un bilancio grave, sul quale vogliamo incidere concretamente».

La famiglia è una parte fondamentale nella storia di Giulia: «Mia nonna era imprenditrice in un’epoca in cui le donne dovevano stare in casa - racconta la giovane imprenditrice -. Ma lei ha un gran pelo sullo stomaco e mi ha sempre insegnato a puntare i piedi, perché a volte essere donne è complicato. Mio padre ha ereditato la sua stoffa, e mi ha insegnato il valore del lavoro e dell’imprenditoria». Il tema della sicurezza sul lavoro è più che mai attuale, soprattutto in una zona florida di aziende come la provincia di Brescia: «In alcuni ambienti la sicurezza è un tema difficile da far recepire; ma noi lavoriamo con realtà ad alto rischio, dove l’incidente è quasi all’ordine del giorno, e la morte non è così infrequente. Con realtà arabe, per esempio, a volte dobbiamo fare un passo indietro per spiegare le basi e l’utilità dei nostri servizi. Chi si rivolge a noi, comunque, ha i nostri stessi interessi, ovvero quelli di proteggere i lavoratori; quindi ci si viene incontro».

Dall’università in avanti, la vita di Giulia è stata un crescendo di idee e iniziative: «Avviare un’attività comporta sempre dei rischi; ma, per carattere, io mi rendo conto di un rischio solo a posteriori. Comunque - spiega Giulia - amo moltissimo quello che faccio, e questo mi rende leggero ogni momento della mia giornata lavorativa».

Da Londra a Brescia esiste un «downgrade», un abbassamento di livello, notevole; ma Giulia ha una mentalità ottimista: «Da noi c’è un grande margine di crescita. Ogni giorno mi arrivano idee e proposte incredibili: mai avrei pensato alla sicurezza nel metaverso, eppure adesso se ne parla. La parola chiave è “determinazione”: se una persona è determinata, prima o poi in qualche modo raggiunge il suo obiettivo. Il mio è crescere un’azienda familiare che abbia come scopo quello di salvare vite sul lavoro. Dopo aver fatto avanti e indietro tra Italia e Inghilterra, ho deciso di fermarmi qui, perché vedo grandi margini di crescita e opportunità da cogliere. È vero che Londra - spiega Giulia - prima di Brexit era il centro del mondo europeo, e alla mia prima visita di piacere capii che avrei voluto vivere lì. Ma le possibilità, importando il know-how del lavoro di una grande metropoli, esistono anche in Italia, così come i giovani volenterosi e di talento. Certe cose si capiscono anche dal primo colloquio: su 50 aspiranti, magari 40 vengono per riempire la mattinata. Ma a me interessano quei 10 a cui brillano gli occhi». Giulia Pedretti è tutto tranne che una donna sola al comando: «Ai miei tecnici devo il 99 per cento del successo della mia società - spiega l’imprenditrice -. Io vendo i nostri servizi, ma quelli operativi, che vanno sul campo a insegnare la sicurezza, sono loro. Per questo devono essere formati non solo dal punto di vista tecnico, ma anche sotto l’aspetto etico». •.

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