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A OltreculturaFEST Gaia Minopoli e la sfida per pulire i fondali oceanici dai rifiuti >>> RIVEDI LA DIRETTA

di Vincenzo Spinoso
La giovane bresciana è Revenue operations director dell'azienda Ogyre, la startup italiana a vocazione sociale che ingaggia pescatori per recuperare rifiuti marini
Oltrecultura e la sfida per ripulire i fondali degli oceani

Porsi come missione di vita e di lavoro la filantropia è un onore, più grande ancora se il filo lega con il doppio nodo due cause. La mission di Ogyre è in grado di sdoppiarsi tra la cura dell'ambiente, e il sostegno a comunità principalmente dedite al lavoro manuale, in una rete di persone che ha lo scopo di allargarsi. Revenue operations director di questa start-up italiana è la bresciana, classe 1994, Gaia Minopoli, ospite il 25 ottobre del decimo appuntamento di Oltrecultura FEST, rassegna dialogata che ogni ultimo mercoledì del mese, nell'anno della Capitale della Cultura, sta animando gli spazi del Vita in piazzale Arnaldo. Minopoli, diplomatasi al liceo «Arici», ha prima lasciato Brescia per studiare alla Bocconi, poi ha spiccato il volo per Parigi e per toccare altre mete internazionali, che hanno contribuito alla sua formazione: «Le esperienze all'estero arricchiscono, le consiglio a tutti».

Un progetto internazionale

Il progettoOgyre, dall'unione dei termini «Ocean Gyres», le correnti oceaniche che nutrono le acque, ma al tempo stesso vi portano i rifiuti scartati dall'uomo, si occupa di ripulire le acque, grazie al lavoro, ovviamente retribuito, di pescatori locali: «Purtroppo, le isole di rifiuti sono un problema serio: pensate che la più grande, nell'Oceano Pacifico, misura 2 volte il Messico e 3 volte la Francia - spiega Gaia Minopoli -. La nostra missione coinvolge aziende e pescatori, oggi circa 70, dall'Italia al Brasile, fino all'Indonesia. Tutto ciò è possibile grazie ai loro sforzi, ma anche a coloro che ci finanziano attraverso la nostra piattaforma digitale, che rappresenta il vero aspetto innovativo».

«Ogyre» cerca di condividere l'obiettivo sociale con tutti gli attori in campo: «Coloro che partecipano, possono monitorare in tempo reale i progressi e l'impatto sociale di Ogyre, soprattutto nei paesi in via di sviluppo: in questi luoghi, la raccolta rifiuti rappresenta un'alternativa alla pesca classica, nonché una fonte di reddito per i pescatori che collaborano con noi. Per noi è importante fare in modo che le persone si sentano partecipi della missione, per questo motivo cerchiamo di instaurare un processo di trasparenza totale. Credo che Ogyre, quindi, abbia un impatto ambientale, ma anche sociale, il tutto applicando un modello di business sostenibile».

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