IL SUONO DELLA VITA

Così la mamma
parla al neonato

Così la mamma parla al neonato
Così la mamma parla al neonato
Così la mamma parla al neonato
Così la mamma parla al neonato

Ogni anno in Italia circa 30 mila bambini nascono prematuramente, quasi uno su 100 prima della trentaduesima settimana. Si tratta di neonati che, fin dai primi istanti di vita, hanno bisogno di terapie intensive adeguate, poiché non hanno ancora maturato del tutto organi e apparati, e non sono ancora capaci di adattarsi alla vita fuori dal grembo materno. Dopo aver trascorso nove mesi in simbiosi con la propria madre, il distacco netto e radicale è traumatico per tutti i bambini. E lo è ancor di più per i nati prematuri i quali, prima degli altri, si vedono privati dell'ambiente e della situazione accogliente e confortevole cui erano abituati. Ma soprattutto, chiusi in un’incubatrice, devono stare lontani dalle coccole e da un mondo fatto di suoni fondamentali: la voce tranquillizzante della mamma e il battito del suo cuore. Suoni che non sono solo «familiari», ma sono talmente confortanti da poter essere persino terapeutici. É partendo da questo assunto che ha preso vita - è proprio il caso di dirlo - Mami Voice, un apparecchio che aiuta a ridurre la distanza, dando la possibilità ai prematuri di sentire la voce della mamma anche nella termoculla. L'innovativo sistema, che contribuisce a riprodurre le condizioni intrauterine, è rivolto ai neonati prematuri ricoverati in terapia intensiva. L'apparecchio, ideato e brevettato da Alfredo Bigogno, è già in uso in numerosi ospedali: al Civile di Brescia e alla Poliambulanza, nei reparti materno-infantili di Desenzano e Gavardo, ma anche al San Raffaele di Milano, a Pescara, al Santobono di Napoli. E presto arriverà anche a Ravenna e Novara. L’apparecchio viene impiegato per un intervallo di tempo prestabilito dai medici, ed è quindi utilizzabile su più incubatrici, ed è in grado di ridurre lo stress per il neonato durante le manovre cliniche a cui viene sottoposto, come ad esempio in occasione dei prelievi. Il dispositivo - che funziona a batteria, quindi non provoca interferenze o campi magnetici - viene semplicemente appoggiato sulla termoculla e trasferisce così al suo interno la voce della mamma o ogni altro suono, come una ninna-nanna o il battito del cuore, in grado di rassicurare il piccolo ospite. Non solo: la possibilità di collegare all’apparecchio un lettore Mp3 consente alla madre di registrare suoni che il bambino potrà ascoltare in sua assenza, sentendosi meno solo. «TUTTO É INIZIATO dalle osservazioni di un musicista, che aveva scritto una tesi sulla musicoterapia per neonati - racconta il presidente di Mami Voice, Alfredo Bigogno, architetto e ricercatore sugli ambienti sonori e la connessione tra il suono, la sua vibrazione e l’essere umano -. Mi sono chiesto come fosse possibile trasferire l’“energia“ della mamma al neonato, attraverso la sua voce. Dal punto di vista tecnico, il problema era chiaro: bisognava individuare metodi in grado di riprodurre un mondo di suoni senza interferire con le caratteristiche fondamentali di sterilità e di coibentazione termica della termoculla. Naturalmente non potevano essere in alcun modo limitate neppure le necessità operative degli addetti all’interazione col bambino per la sua cura, pulizia e nutrizione. Alla fine la risposta è arrivata grazie a questo vibrotrasduttore: viene fatta vibrare la parte rigida dell’incubatrice, la calotta trasparente, e questa produce l’onda sonora: all’interno il bambino sente la voce della mamma. É la tecnologia al servizio della vita». Ma l’innovazione non si ferma qui. Mentre procede la sperimentazione della termoculla sonora, già si guarda ai passi successivi: è in fase di sviluppo la predisposizione dell’album sonoro familiare curato dall’associazione Mami Voice, una sorta di «banca dati vocale» da riutilizzare all’occorrenza in qualsiasi istante della vita. Un «archivio di memorie e stimoli uditivi» che può essere utilizzato a vario titolo nella storia dell’individuo e della sua famiglia. La registrazione di voci e suoni avviene con il proprio smartphone o tablet tramite l’applicazione. Al momento del salvataggio, ai files audio vengono attribuite automaticamente data ed ora della registrazione, e potranno essere aggiunti anche un titolo e delle parole chiave, per facilitarne la ricerca. È possibile recuperare, riascoltare e condividere nel tempo le registrazioni conservate in sicurezza in un archivio remoto (in Cloud) accessibile solo dall’utente tramite una propria password. L’EVOLUZIONE del sistema Mami Voice per far ascoltare la voce della mamma ai neonati prematuri è il lettino sonoro pensato come incubatrice per adulti, costruito in legno d’abete della Val di Fiemme - una particolare essenza usata anche per costruire i violini - e disegnato secondo le regole naturali della Proporzione Aurea. Il lettino sonoro - che è stato sviluppato a partire dalla fine degli anni ’90 - utilizza gli stessi componenti del sistema Mami Voice applicato alle termoculle e tramite gli stessi principi permette di trasferire, attraverso il legno, le sonorità e le loro vibrazioni al corpo della persona che vi si stende sopra. L’obiettivo è il rilassamento attraverso un ascolto olistico: con le orecchie il suono, con il corpo le vibrazioni. «Ma forse il risultato va oltre, alla consapevolezza di una conoscenza ancestrale, sacra, prenatale - spiega Bisogno -. È stato anche constatato che il suono-vibrazione delle campane tibetane, suonate seguendo le regole naturali dell’intervallo aureo (sequenza di Fibonacci), funziona, come pure le vibrazioni registrate di vocalizzi, mantra e canti armonici».