le indagini

Crollo di Firenze, trovato sotto le macerie il corpo del quinto operaio. Mercoledì sciopero anche a Brescia

di Redazione web
Nel cantiere i vigili del fuoco hanno scavato con un piccolo mezzo fatto arrivare apposta per rimuovere il cemento in un'area circoscritta
Il cantiere di Firenze nel quale si è verificato il crollo
Il cantiere di Firenze nel quale si è verificato il crollo
Il cantiere di Firenze nel quale si è verificato il crollo
Il cantiere di Firenze nel quale si è verificato il crollo

È stato trovato martedì sera, dalle squadre dei Vigili del fuoco, il corpo di Bouzekri Rachimi,  l'ultimo operaio disperso nel crollo nel cantiere del supermercato Esselunga a Firenze. Il  bilancio definitivo del crollo avvenuto venerdì scorso è dunque  di cinque morti e tre feriti.  

Ritrovato il corpo di Bouzekri Rachimi, confermate 5 vittime

Il quinto giorno di ricerche, condotte dai vigili del fuoco, si è concluso con il ritrovamento  dell'ultimo degli otto operai travolti il 16 febbraio alle 8:52 dal cedimento di una trave che ha fatto crollare a catena tre solai provocando cinque morti e tre feriti.  All'appello mancava Bouzekri Rachimi, 56 anni, marocchino. Nel cantiere i vigili del fuoco hanno scavato con un piccolo mezzo fatto arrivare apposta per rimuovere il cemento in un'area circoscritta.

Il riconoscimento delle vittime

Le famiglie dei quattro operai stranieri morti nel cantiere di Firenze, tutti maghrebini di religione musulmana, sono rientrate nelle loro città e paesi, tutti fuori Toscana, in attesa di essere avvisati dalle autorità per le procedure di identificazione e riconoscimento delle salme, anche attraverso impronte digitali e confronto Dna. Tuttavia all'imam di Firenze Izzedin Elzir hanno già detto che "quando sarà il momento terranno il funerale con rito islamico a Firenze", riferisce lo stesso leader religioso, "e poi, secondo la volontà dei familiari, le salme saranno rimpatriate nei rispettivi paesi di origine per la sepoltura". 

Mercoledì 21 febbraio giornata di sciopero nazionale. Anche Brescia aderisce.

Rachimi  viveva nel Bresciano insieme agli altri tre operai di origini straniere

Rachimi viveva in provincia di Brescia come gli altri tre nordafricani coinvolti nel crollo del cantiere a FirenzeMohamed El Ferhane, marocchino di 24 anni, era residente a Palazzolo sull'Oglio e nello stesso paese da alcune settimane vivevano a casa di amici Bouzekri Rahimi e Mohamed Toukabri, tunisino di 54 anni (da poco trasferitosi nel Bresciano).  Un'altra vittima, Taofik Haidar, 45enne marocchino, viveva da 15 anni in Italia, da 8 a Palazzolo sull'Oglio mentre da due mesi si era trasferito a Chiuduno (Bergamo). A morire sotto le macerie anche un italiano   Luigi Coclite, italiano di 59 anni,   operaio edile abruzzese ma da oltre trenta residente a Collesalvetti (Livorno) 

Il procuratore: "Irregolari nel cantiere"

"Risulta da prime verifiche compiute che per alcuni operai" stranieri "vi fosse una condizione di irregolarità circa la loro presenza sul territorio nazionale", "detto questo, diverso è il discorso per quanto riguarda le posizioni contrattuali e quant'altro" oggetto di successivi accertamenti. Così il procuratore capo di Firenze Filippo Spiezia sul cantiere di via Mariti. Spiezia fa riferimento agli accertamenti che "si sono limitati a un dato di mera corrispondenza tra la posizione di queste persone e il rispetto delle norme sull'ingresso nel territorio nazionale".  

Il fratello di  Toukabri: «Partiva ogni giorno per andare a Firenze. Metà paga in nero»

«Aveva soltanto 19 anni quando era partito dalla Tunisia per venire in Italia. Ricordo quel giorno quando si lasciò alle spalle la nostra città, salutando i nostri genitori, era contento di partire, voleva un futuro diverso, s'imbarcò su quella nave e se ne andò, a quel tempo si poteva viaggiare liberamente tra una sponda e l'altra del Mediterraneo». A parlare, come riporta oggi il Corriere Fiorentino, è Sarhan, il fratello di Mohamed Toukabri, il tunisino 54enne rimasto schiacciato insieme ad altri operai nel crollo del cantiere di via Mariti a Firenze.

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 Sarhan non si capacita di quanto accaduto: «Ho sentito mio fratello l'ultima volta una settimana fa, l'ho visto in videochiamata, mi ha detto che tra pochi giorni sarebbe venuto a Napoli a trovarmi. In quella videochiamata mi disse che aveva trasferito pochi giorni prima 500 euro sul conto dei nostri genitori in Tunisia, mandava i soldi a casa di tanto in tanto e stavolta li aveva mandati per sostenere la nostra famiglia nel periodo del Ramadan».

Lavorava duro tutti i giorni, aggiunge, «viveva a Bergamo, mi raccontava che partiva ogni mattina con un furgone guidato da altri per raggiungere il cantiere di Firenze, poi la sera tornava a casa, per poi ripartire la mattina dopo. Era un lavoro duro, così diceva, non guadagnava tanto, metà soldi glieli davano regolarmente, l'altra metà invece erano in nero». 

Nel cantiere i soccorsi lavorano senza sosta

Decine ancora i vigili impiegati, con le squadre Usar - che si danno il cambio ogni quattro ore - e altro personale. Nei primi giorni si è arrivati anche a 80 vigili nell'arco di una giornata.

Stamani intanto, una donna, in lacrime, ha posizionato fiori rossi nell'area della strage. A circa 500 metri dal cantiere è stato invece affisso uno striscione con scritto 'Dolore e rabbia, Rifredi vi odia! Basta morti sul lavoro' 

 Dall'inizio delle operazioni, oltre al Comandante Provinciale, il Vice Comandante Vicario e ai vari Funzionari del comando, si stanno alternando diverse centinaia di unità VF con varie specializzazioni: USAR (Urban Search And Rescue), SAF (Speleo Alpino Fluviale), GOS (Gruppo Operativo Speciale), SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto), COEM (Comunicazione in Emergenza) e unità cinofili.  

Mercoledì sciopero nazionale

Mercoledì 21 febbraio è il giorno dello sciopero nazionale proclamato da Cgil e Uil insieme alle categorie degli edili e dei metalmeccanici dopo la strage sul lavoro avvenuta a Firenze venerdì scorso. I segretari generali Maurizio Landini e Pier Paolo Bombardieri parteciperanno alla manifestazione che si terrà nel capoluogo toscano a partire dalle ore 16.30.


A Brescia lo sciopero riguarderà le ultime due ore di ciascun turno per gli addetti di Fiom, Fillea, Uilm e Feneal, le altre categorie hanno programmato iniziative di mobilitazione e assemblee nei luoghi di lavoro. Gli  edili saranno in presidio con volantinaggio nella zona del cantiere del parcheggio metro Villaggio Prealpino (dalle 9 alle 11 e dalle 15 alle 17).

Dall'inizio dell’anno, sono già tre le morti che si sono registrate nel bresciano, alle quali si aggiungono le vittime della tragedia di Firenze che risiedevano a Palazzolo.  «Basta parlare di cordoglio - affermano Cgil e Uil - è il momento che il Governo, le imprese e le loro associazioni di rappresentanza si assumano le responsabilità: massimo ribasso, appalti a cascata, mancanza di controlli, precarietà del lavoro sono conseguenze di scelte, non una fatalità. Mai più morti sul lavoro».
 

 

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