I primi risultati dell’autopsia

Uccisa con 20 coltellate: Giulia è morta dissanguata

di Camilla Ferro
È durato tutto il giorno l’esame sul corpo di Giulia Cecchettin all’ospedale di Padova. Il colpo fatale le avrebbe tagliato la carotide
Giulia Cecchettin con il padre Gino (da Facebook)
Giulia Cecchettin con il padre Gino (da Facebook)
Giulia Cecchettin con il padre Gino (da Facebook)
Giulia Cecchettin con il padre Gino (da Facebook)

Sarebbe morta dissanguata Giulia Cecchettin, uccisa la sera dell’11 novembre dall’ex fidanzato Filippo Turetta che ha infierito su di lei con più di venti coltellate. Quella fatale, al collo, che ha causato l’emorragia mortale, le avrebbe reciso la carotide.

Secondo l’autopsia eseguita ieri per dodici ore nell’istituto universitario di Medicina legale di Padova dal professore Guido Viel, incaricato dalla Procura di Venezia, la ventiduenne sarebbe morta subito dopo la seconda aggressione, quella avvenuta nella zona industriale di Fossò, ripresa della telecamere della ditta di Dior.

Quella in cui Giulia ha tentato di mettersi in salvo, già gravemente ferita, scappando fuori dalla Fiat Grande Punto nera: ha corso, sanguinante, per qualche decina di metri ma il suo aguzzino l’ha raggiunta e ripetutamente colpita alle spalle.

Il video dell'aggressione fatale

Il video riprende attimi drammatici: sotto i colpi di Filippo, Giulia cade a terra, esanime, perde ancora più sangue, e viene da lui trascinata nuovamente dentro la macchina, buttata sui sedili posteriori. Da lì la fuga verso Nord, con l’occultamento del corpo in un anfratto di roccia nella zona del lago di Barcis (Pordenone): lì, quando Turetta l’ha nascosta, Giulia era già morta.

È stata ritrovata una settimana dopo, il 18 novembre, dal cane dei vigili del Fuoco, coperta da sacchi neri dell’immondizia, uno degli elementi che proverebbero la premeditazione. Il decesso quindi - è quanto emerge dai risultati ufficiosi dell’autopsia - è stato causato da un’emorragia.

Anche lo stesso gip Vitolo, nell’ordinanza di custodia cautelare del 20 novembre, aveva parlato di «shock emorragico e conseguente decesso della vittima».

Durante l’esame sono stati effettuati anche esami radiologici, come la Tac, e verifiche mirate per individuare eventuali segni di violenza sessuale. Il compito delicatissimo del professor Viel - presenti ieri alla procedura anche i consulenti della famiglia Cecchettin e dei Turetta - è quello di datare la morte di Giulia circoscrivendone con più precisione possibile l’orario.

Slittano i funerali

Il prolungamento dei tempi dell’autopsia durata ieri tutto il giorno (per consentire agli specialisti di effettuare ulteriori delicati accertamenti potrebbe proseguire anche oggi), determinerà inevitabilmente anche lo slittamento della data dei funerali. Ieri mattina, d’altronde, la dirigente dell’Unità di Medicina Legale dell’Azienda Ospedaliera di Padova, era stata chiara: «Non sappiamo quando potrà durare l’indagine, dipende dalla lesività che verrà riscontrata. I tempi si decidono man mano che si procede, da quello che viene trovato».

Poi, lasciandosi andare all’aspetto umano della tragedia, ha affermato: «Era una giovane donna, frequentava la nostra Università, la sentiamo come una perdita comune, non solo della famiglia, ma di tutta la comunità. Giulia è entrata nel cuore di tutti».

 

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