Vicenza

Hanno perseguitato i loro vicini. Condannati marito e moglie

di Matteo Bernardini
Una coppia di pensionati per anni ha molestato una famiglia con una lunga seri di atteggiamenti umilianti e offensivi

Appena vedevano passare i loro vicini partivano gli insulti: offese e grugniti, a mimare il verso dei maiali. E ancora dispetti e minacce continue tanto da rendere un incubo la vita dei loro dirimpettai: marito, moglie e due figli. A mettere in atto la lunga serie di atti persecutori, iniziati addirittura nel 2006, era stata una coppia di pensionati: Renzo Paveglio , 78 anni, e la moglie Renata Dalla Bona, di 75, residenti in città, in via Luino, nella zona di viale Dal Verme.

I coniugi di via Luino rinviati a giudizio per stalking

Rinviati a giudizio nel marzo 2017 per stalking; l’altro giorno i due imputati, difesi dall’avvocato Anna Silvia Zanini, sono stati entrambi condannati. A Paveglio sono stati inflitti un anno e sette mesi di reclusione; alla moglie invece sette mesi. I due dovranno inoltre versare, a titolo di risarcimento del danno, la somma complessiva di 24 mila euro (6 mila euro per ogni componente del nucleo familiare preso di mira) alle loro vittime, che si erano costituite parti civili con l’avvocato Antonio Marchesini.

I fatti contestati andavano avanti dal 2006

I fatti contestati ai due imputati - che ora dopo il deposito delle motivazioni della sentenza potranno decidere se ricorrere o meno in appello - interessavano un lungo arco temporale: dal 2006 in avanti per Paveglio, e in epoca più recente per la Dalla Bona. I fatti ricostruiti dalla procura e poi confermati dal dibattimento conclusosi l’altro giorno mettono una sull’altra una lunga striscia di molestie; una serie di comportamenti fastidiosi e petulanti, definiti - nel capo di imputazione che aveva redatto l’allora pm Claudia Brunino - «svilenti, umilianti, offensivi e sprezzanti».

Faceva il verso del maiale all'uscita di casa dei vicini

Un esempio? Paveglio attendeva l'uscita dei vicini di casa per fare il verso del maiale, o per ingiuriare la coppia più giovane. Mimava il gesto di tagliare la gola; era inoltre accusato di avere svegliato i figli dei vicini; di avere battuto sul vetro o sulle persiane, per disturbare; di avere compiuto manovre pericolose in auto, per spaventare; di avere impedito ai vicini di entrare in macchina dal cancello, compiendo manovre fastidiose per far perdere tempo alla vicina. Allo stesso modo la Dalla Bona aveva espresso nei confronti della coppia di dirimpettai parole pesanti della serie «ecco le bestie», quando passavano, oppure facendo loro le boccacce.

Le vittime temevano per la propria incolumità

Atteggiamenti che avevano provocato nelle vittime ansia. Non solo perché erano pure arrivati a temere per la propria incolumità e per quella dei loro due figli anche per il fatto che Paveglio (che aveva già oblato per rumori molesti nel 2014) deteneva un fucile da caccia. Inoltre la coppia, a causa degli atteggiamenti dei due pensionati, di fatto era stata costretta a cambiare abitudini, come non rientrare a casa in auto, non invitare ospiti, non fare giocare i figli all'esterno, non avvicinarsi al confine con i Paveglio. Insomma una situazione snervante tanto più se da sopportare non per giorni o settimane, ma per anni. I fatti, finiti in un fascicolo d’inchiesta della procura, nel marzo di sei anni fa avevano portato al rinvio a giudizio di Paveglio e della moglie. L’altro giorno la sentenza di primo grado pronunciata dal giudice Giulia Poi che ha, appunto, inflitto al 78enne la pena di un anno e sette mesi e alla moglie di sette mesi. Agli imputati è stata concessa la sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna nel loro certificato del casellario giudiziale. 

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