IL CERTIFICATO

Lombardia al lavoro sul "green pass", ma solo sui tamponi

E in Alto Adige si pranza al chiuso con il Corona-pass
Il Corona-pass in uso a Bolzano
Il Corona-pass in uso a Bolzano
Il Corona-pass in uso a Bolzano
Il Corona-pass in uso a Bolzano

In Alto Adige ha debuttato il Corona-pass, una sorta di evoluzione della certificazione verde, o "green pass" prevista dal governo per gli spostamenti tra regioni. L'attestazione è sostanzialmente un lasciapassare per accedere ai locali interni di bar e ristoranti. Dal 26 aprile, infatti, chi ha un test negativo non più vecchio di 72 ore, come anche i vaccinati e i guariti, ha accesso per le consumazioni al chiuso. Tutti gli altri dovranno consumare nei tavolini all'aperto o fare asporto. Il Corona-pass, si legge sul sito della Provincia di Bolzano, funziona tramite un codice Qr presente sul risultato del test. 

E in Lombardia? L'argomento è stato discusso oggi pomeriggio in commissione sanità. «Stiamo lavorando sul Green Pass europeo - ha spiegato la vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti -  anche perché l’Europa ci chiede di averlo pronto per il mese di luglio. Come Regioni stiamo tutte lavorando autonomamente, non abbiamo ancora una indicazione del governo, dal quale riteniamo che sarebbe opportuno che ci fosse una indicazione sulle modalità».

 «La piattaforma sulla quale stiamo lavorando si baserebbe sul dato del tampone e il dato del sierologico- precisa l’assessore al Welfare della Lombardia -. Si potrebbe creare un passaporto molto semplice che potrebbe dare "semaforo verde" o "semaforo rosso", in adempimento della privacy, ma creando una sorta di passaporto che può essere utilizzato nelle diverse situazioni».