IL RAPPORTO CESVI

Infanzia, è allarme maltrattamenti

Delineata una fotografia preoccupante del nostro Paese dopo la pandemia. In Lombardia la situazione è stabile

Infanzia a rischio. E' allarmante la fotografia scattata dalla Fondazione Cesvi nella IV edizione  dell’ «Indice Regionale sul maltrattamento all’ Infanzia in Italia»,  presentato on line alla presenza della ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti. Dallo studio emerge l’immagine di un’Italia a due velocità: al Sud il rischio legato al maltrattamento è più alto e l’offerta di servizi sul territorio è generalmente carente o di basso livello.

Dalla ricerca emerge l'opinione condivisa sull’esistenza di uno specifico «trauma collettivo da Covid-19» che ha agito da detonatore di disagio grave, in special modo tra le persone e le famiglie già fragili o con traumi pregressi. Nelle famiglie più fragili è infatti aumentata in modo preoccupante la conflittualità, la violenza contro le donne e la violenza assistita e subita dai minori. Se si considera che la casa rappresenta il luogo più pericoloso (tra il 60/70% dei bambini/e tra i 2 e i 14 anni di età ha vissuto episodi di violenza emotiva da parte dei propri caregiver) è facile intuire come i periodi di lockdown abbiano costituito una aggravante della problematicità.

Le otto regioni del nord Italia sono tutte al di sopra della media nazionale, mentre nel Mezzogiorno si riscontra un’elevata criticità: le ultime quattro posizioni dell’Indice sono occupate da Campania (20 ) Sicilia (19 ), Calabria (18 ) e Puglia (17 ).

La regione con maggior capacità di fronteggiare il fenomeno del maltrattamento all’ infanzia è il Trentino-Alto Adige che quest’anno per la prima volta supera l’Emilia-Romagna, grazie ad un netto distacco dalla media nazionale rispetto ai fattori di rischio. L’Emilia-Romagna, pur confermandosi la regione con il sistema più impegnato nella prevenzione e cura del maltrattamento all’ infanzia, perde la prima posizione dopo tre anni sul podio, a causa di un peggioramento dei fattori di rischio. Seguono Friuli Venezia Giulia (3 ), Veneto (4 ) e Umbria (5 ). Quest’anno, nessuna regione nel cluster delle regioni «reattive», ovvero che rispondono alle elevate criticità nei fattori di rischio con servizi al di sopra della media nazionale: la Sardegna è arretrata sulla media nazionale per i servizi, mentre l’Umbria ha registrato un miglioramento nei fattori di rischio che l’ha collocata al di sopra della media nazionale.

La Lombardia registra un lieve miglioramento rispetto ai servizi di prevenzione e contrasto al rischio di maltrattamento all’infanzia, ma rimane l’ultima regione del nord Italia nel fronteggiare il problema del maltrattamento infantile.

A causa della pandemia con l’insorgere di nuovi fattori di stress sono in preoccupante crescita i fattori di rischio maltrattamento all’interno dei nuclei familiari. Fondazione Cesvi lancia l'allarme: «Il nostro Paese è arrivato impreparato. È necessario rafforzare gli interventi progettuali su questa tematica e ricostruire subito un sistema di servizi territoriali capace di far fronte all'aumentato bisogno di cure».

Per  sostenere i progetti legati all’ infanzia a rischio, la Fondazione Cesvi ha lanciato la campagna sms solidale (al numero 45580) «Quando sarò grande», attiva dal 2 al 22 maggio.