Ora è una
questione di
#Orgoglio Bresciano

Orgoglio Bresciano può già contare su diverse adesioni
Orgoglio Bresciano può già contare su diverse adesioni

Milena Moneta C’è una nuova hashtag che conta, quella che precede «Orgoglio Bresciano», associazione per ora informale di imprese del territorio, fiore all'occhiello della tecnologia italiana, che prima ancora di conoscersi, si sono rapidamente alleate per procurare, progettare e produrre ciò che amministrazioni locali, Stato Italiano e ospedali necessitano per nuovi posti letto di Terapia intensiva, aumentare la protezione dei sanitari, dei lavoratori e dei cittadini, ridurre il rischio di epidemie di ritorno. Questa settimana presenteranno alla Protezione Civile il progetto, pronto per la realizzazione, «OB#Cura» (ovvero «Orgoglio Bresciano Connected Units for Respiratory Ailments»), di un ospedale modulare, trasportabile e componibile a seconda degli spazi a disposizione e del numero di pazienti. Si tratta di stanze di biocontenimento per la cura dei problemi respiratori, alloggiate all’interno di container, che funzionano in autonomia e possono essere interconnesse con configurazioni modulari multiple. Tutto è partito dalla sfida lanciata su LinkedIn – la posta un caffè – da Nereo Mariotto, esperto di automazione, una sorta di chiamata alle armi per contrastare tutti assieme il diffondersi del covid-19: la città è sotto attacco, anche se non vi conoscete, parlatevi, le vostre generose donazioni non bastano, avete inventiva e capacità industriale, sapete andar di fretta, dunque mettetevi in rete e producete quello che serve ora, grazie a competenze diversificate e multidisciplinari. Una chiamata all’azione appellandosi a quell’orgoglio bresciano che è diventato il nome della nuova rete. Sfida accettata: Mori 2a, Isinnova, Gruppo Pedercini, Buffoli transfer, Electro Engineering, Innovative Industrial Solutions, Conf Industries, Fedegari autoclavi, Omnia Group, FastManService, Gatti Filtrazioni, Ubiemme Guhring Italia, Lid Logistic, che poi ne hanno aggregate altre, hanno fondato l’associazione. Ne sarà presidente Alvise Mori, vice presidente Cristian di Marco, nel comitato tecnico ci saranno Daniele Balasso, Flavio Ventura, Edoardo Buffoli, Giulio Del Bono. il 22 marzo è stata aperta la nostra chat – spiega il portavoce Francesco Buffoli – lavoriamo 16 ore al giorno su una serie di progetti per aiutare la sanità a salvare vite, la pubblica amministrazione a limitare il contagio, le aziende a ripartire in sicurezza e tutti noi dal rischio di un’epidemia di ritorno. A volte ci sentiamo sconfortati da burocrazia o da tante difficoltà tecniche. Ma ci sentiamo in trincea, e quando riusciamo ad importare mascherine o procurare le bombole di ossigeno sentiamo che tutto il nostro lavoro inizia ad avere senso». Sempre connessi – di sera anche in video conferenza – offrono il loro know-how per progettare e produrre (ma anche procurare in Italia e all’estero) prodotti, componenti, attrezzature e macchine per affrontare l’emergenza: dai dispositivi automatici per il rilevamento della temperatura corporea ai ventilatori ai sistemi apriporta che da oggi saranno testati agli Spedali Civili. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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