Invasione cominciata il 24 febbraio

Ucraina, morto foreign fighter italiano. Nelle regioni occupate fissato il referendum per l'annessione alla Russia

Benjamin Giorgio Galli, 27 anni originario di Varese, è morto mentre stava combattendo con la Legione Internazionale di difesa dell'Ucraina
Benjamin Giorgio Galli, 27 anni originario di Varese, è morto mentre stava combattendo con la Legione Internazionale di difesa dell'Ucraina
Benjamin Giorgio Galli, 27 anni originario di Varese, è morto mentre stava combattendo con la Legione Internazionale di difesa dell'Ucraina
Benjamin Giorgio Galli, 27 anni originario di Varese, è morto mentre stava combattendo con la Legione Internazionale di difesa dell'Ucraina

Il conflitto Russia-Ucraina, iniziato lo scorso 24 febbraio con l'invasione del territorio ucraino da parte delle truppe russe, prosegue senza sosta sotto l'attenzione di tutta la comunità internazionale. Aiuti dall'Italia e dall'Europa alle popolazioni aggredite. Qui di seguito l'evoluzione della guerra, giorno per giorno, dal primo di settembre 2022.

20 SETTEMBRE - MORTO FOREIGN FIGHTER ITALIANO DI 27 ANNI. FISSATI I REFERENDUM PER L'ANNESSIONE ALLA RUSSIA DELLE REGIONI OCCUPATE

Benjamin Giorgio Galli, 27 anni originario di Varese, è morto mentre stava combattendo con la Legione Internazionale di difesa dell’Ucraina contro l’esercito russo. Sul suo profilo Facebook, in cui compare in divisa e arma in pugno, compaiono le condoglianze alla famiglia e un messaggio in cui viene definito «eroe dell’Ucraina».

Intanto il vice presidente del Parlamento, Dmitry Khoroshilov, ha annunciato il referendum nell’autoproclamata Repubblica di Lugansk sull’annessione con la Russia, che avrà luogo dal 23 al 27 settembre. 

19 SETTEMBRE - MISSILI RUSSI SU CENTRALE NUCLEARE REGIONE MYKOLAI

«Poco dopo la mezzanotte l’esercito russo ha lanciato un attacco missilistico sulla zona industriale della centrale nucleare ucraina di Pivdennoukrainsk, nella regione meridionale di Mykolaiv. La potente esplosione è avvenuta a soli 300 metri dai reattori». Lo ha dichiarato in una nota la compagnia nucleare statale ucraina Energoatom, riportata da Espreso Tv. «L’onda d’urto ha danneggiato gli edifici della centrale. Sono state scollegate anche tre linee elettriche ad alta tensione - ha affermato Energoatom - attualmente tutte e tre le unità di potenza della centrale funzionano normalmente. Non ci sono vittime tra il personale».

18 SETTEMBRE -  SPARI CONTRO IL CONVOGLIO DELL’INVIATO DEL PAPA IN UCRAINA. BIDEN A PUTIN: «NON USI L’ATOMICA, CI SAREBBE UNA RISPOSTA»

Un convoglio con a bordo l’inviato del Papa in Ucraina è stato raggiunto da colpi d’armi da fuoco. Il cardinale elemosiniere Krajewski e i due vescovi che erano con lui stanno bene. «Siamo vivi»: il cardinale elemosiniere, Konrad Krajewski, inviato dal Papa in Ucraina, ha inviato all’ANSA questo messaggio di rassicurazione sulle su condizioni dopo l’attacco al convoglio da lui guidato per portare aiuti sulla linea del fronte. A corredare il messaggio l’immagine della bandiera dell’Ucraina, quella di un fiore, ed una serie di fotografie del cardinale che distribuisce aiuti alla gente del luogo.

Biden intanto mette in guardia Putin sull’uso di armi nucleari o chimiche: «Non farlo, o il volto della guerra cambierebbe», afferma il presidente Usa. Mosca replica citando la «dottrina» russa che prevede armi nucleari tattiche in caso di aggressione.

 

17 SETTEMBRE - PUTIN NON CEDE A CINA E INDIA: «IN UCRAINA NON CI FERMIAMO» 

Il pressing di Cina e India non basta a far fare marcia indietro a Putin in Ucraina. Il presidente russo ha chiuso il vertice di Samarcanda senza mostrare ripensamenti. Mosca «non ha fretta» di raggiungere i suoi obiettivi, che però rimangono inalterati. E andrà avanti: «Nessuna correzione» verrà apportata al piano generale. Sono oltre 400, intanto, i corpi trovati in una fossa comune a Izyum, alcuni con corde intorno al collo e mani legate. L’Onu invierà un team di esperti per indagare.

 

16 SETTEMBRE - PUTIN E XI, ’GRANDI POTENZE UNITE CONTRO IL MONDO UNIPOLARE, MA IL LEADER CINESE RESTA TIEPIDO

Primo faccia a faccia tra Vladimir Putin e Xi Jinping dall’inizio della crisi ucraina. I due si sono visti a Samarcanda, in Uzbekistan, per il vertice dei leader dei Paesi dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai. Il presidente russo ha incassato la disponibilità "a lavorare insieme come tra grandi potenze", ma Xi ha preso le distanze da un eventuale soccorso militare in Ucraina. Putin ha poi definito orribili i tentativi dell’Occidente di creare un mondo unipolare. In corso manovre navali russe e cinesi nel Pacifico. Boom di gas russo alla Cina.

 

15 SETTEMBRE - FOSSA COMUNE A IZYUM

Pubblici ministeri, agenti di polizia e giornalisti si stanno dirigendo a Izyum, città nella regione di Kharkiv riconquistata dalle forze ucraine nei giorni scorsi, dopo che le autorità hanno affermato di aver trovato una fossa comune con più di 440 corpi.

Serhiy Bolvinov, l’investigatore capo della polizia ucraina per la provincia di Kharkiv, ha detto a Sky News che le indagini forensi saranno condotte su ogni corpo sepolto nei boschi vicino alla città. Le forze dell’ordine stanno cercando di stabilire cosa sia successo durante i sette mesi di occupazione russa e se ci siano stati casi di tortura ed esecuzioni, nonchè morti dovute ai bombardamenti.

 

14 SETTEMBRE - LA CONTROFFENSIVA DI KIEV, «E ORA MOSCA VUOLE NEGOZIARE»

Kiev afferma che dopo la controffensiva ucraina i filorussi stanno facendo sfollare « le loro famiglie dalla Crimea». E un certo numero di soldati russi si ritira dall’oblast di Kharkiv, secondo il Pentagono. Negli ultimi giorni Mosca ha chiamato per negoziare, fa notare la vicepremier ucraina Stefanishyna. La controffensiva di Kiev sarebbe stata sviluppata insieme agli Usa. «Gli ucraini hanno fatto progressi significativi ma sarà un lungo cammino», commenta Biden. L’intelligence Usa intanto rivela che La Russia ha trasferito segretamente dal 2014 oltre 300 milioni di dollari a partiti politici stranieri.

 

13 SETTEMBRE - KIEV AVANZA ANCORA, ZELENSKY VUOLE LA «LIBERAZIONE COMPLETA» 

Le forze ucraine avanzano e annunciano la riconquista di 500 km nell’area di Kherson. Kiev denuncia bombardamenti di Mosca nei territori da cui i russi si sono ritirati. Ancora stallo sul fronte dei negoziati, con Zelensky che li ritiene «impossibili fino alla completa liberazione dei territori occupati». Intanto l’Armenia chiede l’auto della Russia contro l’Azerbaigian. E la Cina si dice disposta a lavorare con Mosca a un ordine internazionale «più giusto e razionale». Oggi l’assemblea generale dell’Onu. 

 

12 SETTEMBRE - L'ESERCITO UCRAINO AVANZA ANCORA: "SIAMO AL CONFINE CON LA RUSSIA"

Le forze armate ucraine sono arrivate domenica a Hoptivka, un valico di frontiera sul confine ucraino-russo, nel distretto di Dergaci nella regione di Kharkiv. In due settimane, la controffensiva ucraina che ha sbaragliato le difese di Mosca nella regione orientale di Kharkiv ha ripreso tremila chilometri quadrati di territorio, una quarantina di insediamenti e viaggia ora spedita verso la frontiera nemica. Secondo il comandante dell’esercito Valery Zaluzhny, solo una cinquantina di chilometri separano le sue truppe dalla Russia. Le forze ucraine hanno riconquistato nelle ultime 24 ore oltre 20 insediamenti che erano stati occupati dai russi. E ancora: l’esercito ucraino ha inflitto «perdite significative» alle forze russe: «Secondo le informazioni disponibili, la 810ma Brigata di fanteria navale (con sede a Sebastopoli, nella Crimea annessa alla Russia) ha perso quasi l’85% dei suoi uomini». Lo scrive lo Stato Maggiore delle Forze Armate dell’Ucraina in un post pubblicato su Facebook, secondo quanto riporta Ukrinform. 

In questo contesto è significativa la decisione di Mosca di licenziare il comandante del Distretto militare occidentale della Russia, il tenente generale Roman Berdnikov, dopo una serie di pesanti sconfitte in Ucraina: lo afferma l’intelligence di Kiev. Il  ed era stato nominato comandante del Distretto militare occidentale il 26 agosto, è stato rimosso.  

 

11 SETTEMBRE - SPENTO L’ULTIMO REATTORE DELLA CENTRALE DI ZAPORIZHZHIA. PROSEGUE L’AVANZATA UCRAINA

L’ultimo reattore della centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia che era ancora attivo è stato spento: lo ha reso noto l’agenzia nucleare statale Energoatom, spiegando che il sesto ed ultimo reattore della struttura controllata dai russi non produce più elettricità, è stato scollegato dalla rete elettrica e «sono in corso i preparativi per il raffreddamento e il trasferimento allo stato freddo».

Prosegue intanto l’avanzata delle truppe ucraine al Sud e a Est, il presidente Zelensky ha annunciato la riconquista di due città nella regione di Kharkiv. Ma non si fermano neppure i bombardamenti russi, che hanno provocato dieci morti e numerosi feriti fra i civili nella regione di Donetsk.

«Le nostre forze sono entrate a Kupiansk. La liberazione degli insediamenti nei distretti di Kupiansk e Izyum della regione di Kharkiv è in corso», ha dichiarato l’esercito ucraino. Finora Kiev ha riconquistato almeno 30 città e villaggi nella regione orientale di Kharkiv riconquistando nel complesso circa 2.000 chilometri quadrati dalle forze di Mosca negli ultimi giorni.

 

10 SETTEMBRE-L'UCRAINA CONTRATTACCA E CONQUISTA TERRITORI

Si sta concretizzando una significativa controffensiva ucraina nella zona nordorientale del Paese.

«Kupiansk è Ucraina. Gloria alle forze armate»:  così ha scritto sui social la consigliera del presidente del Consiglio regionale di Kharkiv, Nataliya Popova, annunciando la liberazione della città, come riporta Unian. Kupiansk si trova lungo i percorsi di rifornimento della linea del fronte del Donbass. La città dell’Ucraina orientale era stata occupata dai russi il 27 febbraio, tre giorni dopo l’invasione. L’esercito ucraino ha liberato anche il villaggio di Grakove.

Secondo l’agenzia di stampa statale di Mosca Ria Novosti le autorità russe di Kupiansk, nella regione di Kharkiv, «restano in città nonostante i bombardamenti in corso, mentre è in corso l’evacuazione della popolazione». Il capo dei filorussi nella regione, Vitaly Ganchev, ha spiegato che «le autorità hanno iniziato l’evacuazione della popolazione anche da Izyum, Shevchenkovo e Balakliya».

Pare quindi che la controffensiva ucraina lanciata il 6 settembre nel sud della regione di Kharkiv abbia colto di sorpresa le forze russe, mentre prosegue la controffensiva nella regione di Kherson (sud): con queste due operazioni, il fronte difensivo russo è sotto pressione sia sul fianco settentrionale, sia su quello meridionale. Lo scrive l’intelligence britannica nel suo aggiornamento quotidiano sulla situazione nel Paese. Nella regione di Kharkiv le truppe ucraine hanno guadagnato fino a 50 chilometri di terreno lungo uno stretto fronte precedentemente occupato dai russi ed hanno preso il controllo o circondato numerose città, prosegue il rapporto pubblicato oggi dal ministero della Difesa di Londra.

 

9 SETTEMBRE - KIEV: «NEL KHERSON I RUSSI USANO I CIVILI COME SCUDI UMANI». AVANTI LA CONTROFFENSIVA UCRAINA

I russi usano la popolazione locale come «scudo umano» in alcune zone della regione di Kherson (sud): lo rende noto su Facebook lo stato maggiore delle forze armate di Kiev sottolineando che i russi «stanno passando alle tattiche di azioni terroristiche contro i civili locali. Secondo le informazioni disponibili, nel villaggio di Bolshaya Aleksandrovka, gli occupanti usano la popolazione locale come ’scudo umanò». Il comando operativo meridionale dell’esercito ucraino fa sapere intanto che la controffensiva prosegue nel sud del Paese provocando «pesanti perdite» tra le forze russe. E i filorussi denunciano: tre civili sono stati uccisi e altri 12 feriti nelle ultime 24 ore in bombardamenti delle forze ucraine nel Donetsk.

 

8 SETTEMBRE - IL GIORNALISTA MATTIA SORBI FERITO IN UCRAINA

Il giornalista italiano Mattia Sorbi è stato ferito in Ucraina nei pressi di Kherson, nel sud del Paese. Secondo quanto si apprende da fonti locali è curato in un ospedale della zona controllato dai russi. Contatti dall’Ansa, alla Farnesina riferiscono di essere «in contatto costante con il giornalista, di origini milanesi coinvolto nell’incidente: è curato, abbiamo notizie positive sullo stato di salute, ha poca copertura per comunicare ma dispone di un contatto libero. Stiamo lavorando per farlo rientrare, in sicurezza, in Italia appena possibile».«Cari amici, grazie moltissime per la vostra solidarietà e per tutto l’affetto che state dimostrando in questi giorni, preoccupati per la mia assenza di contatti. Sto bene e sono al sicuro, ma purtroppo le difficoltà di comunicazione in Ucraina mi hanno impedito di essere online come al solito. Probabilmente sarà così ancora per qualche giorno, ma l’importante è non avere problemi. Sto raccogliendo tante storie da raccontarvi e non mancherò di farvi sapere!». Lo scrive su Facebook il giornalista ferito.

 

7 SETTEMBRE - MOSCA MINACCIA L’ITALIA SUL GAS, ARRIVA IL PRICE CAP UE ECCO IL PIANO DI RISPARMI, UN GIRO DI VITE SULLE CALDAIE

Affondo di Mosca contro l’Italia: «L’inverno sarà lungo e gli italiani soffriranno: le sanzioni Ue-Usa porteranno Roma al suicidio economico», afferma il portavoce di Lavrov. Arriva intanto il price cap Ue: tetto al prezzo del gas solo sulla Russia o anche sugli altri paesi produttori. Ufficiale il piano dell’Italia per contenere i consumi in inverno: 1 grado in meno e tempo ridotto d’accensione per le caldaie.

 

6 SETTEMBRE - MOSCA: «UE NON POTRÀ FARE A MENO DEL GAS RUSSO FINO AL 2027» DA INIZIO GUERRA EUROPEI HANNO PAGATO 85 MILIARDI ALLA RUSSIA

L’Ue non sarà in grado di fare a meno del gas di Mosca «almeno fino al 2027», assicura il ministro dell’Energia russo Shulginov paventando un inverno «insostenibile» per gli europei. E avverte: se ci sarà un price cup Mosca reindirizzerà il gas verso «stati amici». I problemi con le forniture all’Ue continueranno fino alla revoca delle sanzioni, minaccia il Cremlino. Dalla guerra in Ucraina l’Ue è stato importatore di combustibili fossili dalla Russia per un controvalore di 85 miliardi di euro, evidenzia uno studio finlandese.

 

5 SETTEMBRE - REVOCATA LA LICENZA A NOVAYA GAZETA

Una Corte a Mosca ha revocato la licenza di pubblicazione per il giornale indipendente Novaya Gazeta, diretto dal Premio Nobel per la pace Dmitry Muratov.

Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti. La decisione è stata presa su richiesta dell'ente statale per il controllo sui media, Roscomnadzor. Novaya Gazeta aveva comunque sospeso le pubblicazioni per decisione autonoma fin da marzo denunciando pressioni delle autorità per la sua posizione critica contro la cosiddetta operazione militare speciale in Ucraina. (ANSA).

 

4 SETTEMBRE -  ZELENSKY: «RUSSIA PREPARA ATTACCO DECISIVO A UE SU ENERGIA»

La Russia si prepara a sferrare quest’inverno l’attacco decisivo sull’energia a tutti gli europei, avverte il presidente ucraino Zelensky. Con una bolletta per l’Italia che potrebbe «salire fino a 100 miliardi», il ministro Franco conferma che il Governo italiano interverrà con un decreto la prossima settimana ma «la possibilità di fiscalizzare l’aumento del costo dell’energia trova dei limiti nel nostro bilancio pubblico».

 

3 SETTEMBRE - LA RUSSIA SPEGNE IL GAS: CHIUSO IL GASDOTTO NORD STREAM

I Paesi del G7 hanno deciso di introdurre un tetto massimo al prezzo del petrolio russo, per tagliare le entrate di Mosca e limitare l’impatto della guerra sui prezzi dell’energia. Dapprima il Cremlino ha reagito garantendo che non venderà petrolio a chi applica il ’price cap’. Ieri, in serata, Gazprom ha fatto sapere che il Nord Stream, il gasdotto principale per il trasporto del gas russo verso l’Europa occidentale oggi non ripartirà, com’era invece previsto dopo tre giorni di manutenzione: dopo i «guasti e danni» individuati, ha detto, «il trasporto di gas» è stato «completamente fermato».

In un copione ormai consolidato per gli annunci di Mosca, dunque, torna lo spettro di uno stop totale del gas russo. Gazprom ha individuato alcune perdita di olio nel corso dei lavori di manutenzione in corso alla stazione di compressione di Portovaya. «I guasti e danni individuati - spiega Gazprom sul suo canale Telegram - non consentono una operatività sicura ed esente da problemi del motore della turbina». Per questa ragione «il trasporto di gas» è stato «completamente fermato». «Un’altra conferma dell’inaffidabilità» di Gazprom come fornitore. Così il portavoce della Commissione Ue Eric Mamer ha commentato in un tweet. L’annuncio, ha aggiunto il portavoce, «è anche una prova del cinismo della Russia: preferisce bruciare il suo gas piuttosto che onorare i contratti».

Una perdita di olio non costituisce una ragione tecnica sufficiente a giustificare la chiusura del gasdotto Nord Stream e quindi l’interruzione di fornitura di gas alla Germania e all’Europa da parte della russa Gazprom: lo ha dichiarato il colosso tedesco Siemens, che costruisce le turbine che permettono al gasdotto di funzionare. «Perdite di questo tipo normalmente non hanno effetto sull’operatività di una turbina e possono essere sigillate sul posto», dice Siemens in un comunicato. «Riscontrare un problema di questo tipo - si legge ancora - non costituisce una ragione tecnica per fermare il funzionamento» del gasdotto.

 

2 SETTEMBRE - LA NAVE ARENATA

La nave 'Lady Zehma', partita dall'Ucraina con un carico di 3.000 tonnellate di grano per l'Italia, si è arenata nel canale del Bosforo a Istanbul a causa di un malfunzionamento al timone. Lo rende noto la tv turca Trt, secondo cui i controlli effettuati dalla guardia costiera non hanno rilevato feriti, ma il traffico nel canale che separa le due sponde di Istanbul è stato momentaneamente interrotto. La nave era stata autorizzata a partire dal porto ucraino di Chornomorsk il 30 agosto ed è diretta a Ravenna. 

 

1 SETTEMBRE - IL PRESIDENTE DI LUKOIL MUORE DOPO ESSERE CADUTO DAL SESTO PIANO DI UN OSPEDALE

Ravil Maganov, 67 anni, presidente della compagnia petrolifera privata russa Lukoil, è morto dopo essere caduto dalla finestra del Central Clinical Hospital di Mosca, come riporta il Moscow Times, citando i media locali. L'ospedale, noto anche come Clinica del Cremlino per il trattamento dei pazienti delle èlite politiche e imprenditoriali russe, ha confermato la morte all'agenzia di stampa statale Ria Novosti, senza fornire ulteriori dettagli. Maganov è il secondo alto dirigente Lukoil a morire in circostanze misteriose negli ultimi mesi. All'inizio di maggio, la polizia russa ha aperto un'indagine penale per la morte dell'ex dirigente della Lukoil Alexander Subbotin. Lukoil è stata una delle poche compagnie russe a chiedere apertamente la fine della guerra in Ucraina.