LA VICENDA

Lo studente
è accusato
di propaganda

La sagoma dello studente
La sagoma dello studente
La sagoma dello studente
La sagoma dello studente

Patrick Zaki resta in carcere per altri 45 giorni. La conferma  della decisione presa dai giudici egiziani di lasciarlo per un altro mese e mezzo nella cella di Tora,  rimbalzata in Italia  il 1 febbraio tra la delusione e la rabbia, era purtroppo prevedibile. Con la Farnesina che parla di «disappunto» per l’esito dell’udienza. E tutta la rete pro- Patrick pronta ad una mobilitazione ad oltranza, anche a livello europeo, fin quando lo studente egiziano dell’università di Bologna non verrà scarcerato e prosciolto dall’accusa di propaganda sovversiva basata solo su dieci post Facebook neanche chiaramente attribuibili a lui. La decisione di prorogare la detenzione di Zaki, resa nota prima dai media egiziani che dai suoi legali è «scandalosa», tuonano gli attivisti del gruppo "Patrick libero", sottolineando che le udienze sono «una farsa» inscenata da una corte «che non prende sul serio la difesa» del 29enne. Dal Ministero degli Esteri, a Roma, si registra intanto «profonda delusione e disappunto»: «È l’unico caso giudiziario in Egitto - ricordano fonti della Farnesina - che viene costantemente monitorato da un gruppo di Paesi stranieri» nell’ambito di un programma Ue. Farnesina e Ambasciata d’Italia al Cairo continueranno a «seguire da vicino» la vicenda e a condurre la propria «azione di sensibilizzazione» delle autorità egiziane a livello bilaterale e «internazionale». NEL FRATTEMPO ha superato 100mila firme una petizione online, lanciata il 2 gennaio sulla piattaforma Change.org dalla community "Station to Station" e diretta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per chiedere la cittadinanza italiana onoraria per Patrick George Zaki. Mentre sempre più amministrazioni comunali italiane si stanno illuminando di giallo per ricordare il primo anniversario della carcerazione.