C’è sempre un
ingegnere a
supportare il lavoro

By Athesis Studio

Quando le situazioni lo richiedono, e se è possibile, il lavoro si può decentrare. Imprenditori innovativi assegnano all’addetto strumenti tecnologici per svolgere le attività, facendole crescere e aumentando la produttività. Per l’emergenza molti lavoratori stanno usando i propri apparati, e i gestori di energia elettrica e telecomunicazione hanno garantito i servizi. Lavorare da casa ha un impatto ecologico positivo, con spostamenti ridotti e tempo risparmiato. Bisogna però puntare su logistica e strumenti per il lavoro collaborativo. È importante proteggere i punti nevralgici e salvare i dati su unità di backup locali o sul cloud, oltre che dimensionare le reti aziendali in proporzione ai lavoratori remoti, con linee multiple per assicurare la continuità. Con dati e rete garantiti, in caso di guasto bastano semplici client per accedere a sistemi di elaborazione remoti. È importante prevenire cybercrime, furti di informazioni, estorsioni (dati bloccati fino al pagamento) o vandalismo e tutelare le informazioni importanti (privacy). Come può strutturarsi in tal senso un’impresa senza competenze interne? Affidandosi a figure professionali, in grado di rendere sicuri ed efficaci i sistemi. Fra questi l’ingegnere iscritto a un Ordine (che ne tutela titolo, professione, deontologia e competenze tramite un processo di formazione continua), ha il vantaggio di far parte di una rete professionale, i cui settori coprono tutte le casistiche necessarie allo smart working: progettazione di ambienti sicuri per il lavoratore, identificazione dei componenti decentrabili di linee produttive e impianti, definizione di management e logistica di un’azienda smart, perizie per finanziamenti, progettazione e dimensionamento infrastrutture di trasmissione e gestione delle informazioni, sviluppo di sistemi di elaborazione e messa in qualità del sistema. Alcune di queste attività sono regolamentate, ossia di pertinenza esclusiva di un ingegnere.