Ci sono agevolazioni
per le imprese che
acquistano dpi e disinfettanti

By Athesis Studio

Il Decreto liquidità ha ampliato l’ambito del credito d’imposta introdotto dal Cura Italia. Le spese sostenute nel 2020 per comperare i dispositivi di protezione individuale, ma anche per l’acquisto e l’installazione di altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i dipendenti, sono soggette ad agevolazione fiscale.

TUTELARE I LAVORATORI
L’obiettivo principale del provvedimento consiste nell’aiutare le aziende a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, il capitale più importante per ogni realtà. Si può quindi richiedere il trattamento agevolato per l’acquisto di dpi come le mascherine, non solo quelle chirurgiche, ma pure le Ffp2 e Ffp3. Sono previsti benefici anche per le imprese che si dotano di guanti monouso, visiere di protezione e tute. Il Decreto liquidità guarda quindi a tutti i dispositivi in grado di migliorare la sicurezza e di contrastare i contagi da Covid-19 che, soprattutto in alcuni contesti aziendali, potrebbero trovare terreno fertile. Sarà fondamentale, anche durante la “Fase 2”, garantire la distanza di sicurezza tra gli operatori: per questo tra i dispositivi per i quali è possibile richiedere agevolazioni ci sono anche le barriere e i pannelli di protezione, essenziali soprattutto negli spazi ristretti. Il Decreto liquidità, inoltre, prevede che si possa usufruire del credito d’imposta anche per l’acquisto di disinfettanti per le mani e di prodotti detergenti.

SUPPORTO ESSENZIALE
Si tratta di misure di supporto importanti, per le aziende, in particolar modo nel periodo in cui si dovrà convivere con il virus, in attesa di una cura e di un vaccino. Poter avere sempre a disposizione dpi, disinfettanti e protezioni per i lavoratori aiuterà le imprese a gestire meglio eventuali focolai di Covid-19.

 

IL DETTAGLIO


QUESTIONE MEDICINE, VIA ALLA DETRAZIONE Le cessioni gratuite dei farmaci a uso compassionevole comportano il diritto alla detrazione dell’Iva e alla deduzione del costo sostenuto. Le cessioni a titolo gratuito di farmaci per indicazioni terapeutiche o nell’ambito di studi clinici (o farmaci ancora in fase di sperimentazione), vengono equiparate ai fini Iva alla loro distruzione e non sono tassabli relativamente alle imposte dirette.