L’Italia scopre l’attività
da remoto ma resta sotto
la media europea

By Athesis Studio

Con il massiccio e repentino passaggio allo smart working - causato dal Covid-19 - l’Italia si è finalmente aperta al lavoro agile. Già a gennaio, tuttavia, c’erano segni di crescita. L’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, infatti, evidenziava in uno studio che i lavoratori agili a fine 2019 erano il 29% in più rispetto al 2018. Ciò nonostante resta ancora molto da fare per colmare il divario con Paesi come Olanda, Finlandia e Lussemburgo, dove più del 10% degli occupati lavora da casa.

PIÙ SODDISFAZIONE
Guardando alla situazione italiana a partire dalle aziende, si nota un cambiamento molto importante. Il 58% delle imprese, infatti, ad inizio anno aveva già avviato un progetto di smart working. A rendere desiderabile questa forma organizzativa sono innanzitutto le ricadute positive sui lavoratori. Il 76% di coloro che effettuano un lavoro agile, infatti, si è detto soddisfatto della propria professione. Un dato in controtendenza rispetto ai dipendenti tradizionali, i quali sono contenti della propria condizione solo per il 55%.

UN GAP EVIDENTE
Nel complesso è solo il 3,6% dei lavoratori italiani a poter giovare di queste agevolazioni tecnologiche. Le aziende, dunque, tendono a limitare questo tipo di organizzazione solo a determinati ambiti produttivi. Altri, invece, non riescono proprio a staccarsi dall’area di lavoro “reale”, in ufficio. Diversa la situazione in Europa, la cui media è pari al 5,2%. Come anticipato, in Olanda, Finlandia e Lussemburgo la percentuale tocca rispettivamente il 14, il 13,3 e l’11%: cifre assai più importanti rispetto alle nostre. A dircelo è l’Eurostat. Chi, all’interno del contesto europeo, sembra non dare cenni di crescita - in termini di smart working - sono i Paesi dall’economia meno florida, come Cipro, Romania e Bulgaria. Qui le percentuali sono dell’1,2, dello 0,4 e dello 0,3%. Un altro dato interessante riguarda le differenze di genere. Le donne europee scelgono il lavoro agile - o sono spinte a sceglierlo - di più rispetto agli uomini. Una differenza che tuttavia non è poi così significativa: 5,5% contro 5%.