Lavoro agile
semplificato per
l’emergenza Covid-19

By Athesis Studio

Detto anche lavoro agile, lo smart working è caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e da un’organizzazione per obiettivi, pattuiti tra collaboratore e datore di lavoro. Lo smart working permette di conciliare tempi di vita e ritmi di lavoro, favorendo il benessere del dipendente e accrescendone la produttività. Gli strumenti digitali, d’altra parte, sono fondamentali per fronteggiare situazioni di emergenza, come quella che stiamo attualmente vivendo a causa del coronavirus. Il Covid-19 ha isolato il nostro Paese e, di conseguenza, tante realtà imprenditoriali si sono trovate davanti a un’unica via percorribile per non fermare la propria attività: lo smart working. A questo proposito, a causa dell’epidemia, il decreto del 1 marzo 2020 ha ampliato sul territorio nazionale la possibilità per le aziende di avviarlo utilizzando una procedura d’attivazione semplificata. Questa consiste nel caricamento sul sito del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di un file Excel contenente i dati dei lavoratori attivi da remoto: non è necessario alcun accordo individuale o autocertificazione. Ma agli imprenditori, quanto conviene applicare il lavoro agile? Secondo una ricerca del Politecnico di Milano, il lavoro flessibile porta a un incremento di produttività del 15% per lavoratore, una riduzione delle assenze del 20%, a un risparmio economico del 30% sui costi di gestione degli spazi fisici, oltre al miglioramento dell’equilibrio tra lavoro e vita privata, per l’80% dei dipendenti.