Regioni e dipendenti
pubblici: il 68,5%
segue la filosofia smart

By Athesis Studio

Dall’inizio della pandemia di Covid- 19, lo smart working ha trasformato il modo di lavorare non soltanto nel privato ma anche nella Pubblica Amministrazione. Da un primo monitoraggio, risulta infatti che il 68,5% dei dipendenti delle Regioni è al momento impiegato in modalità di lavoro agile. Un vero passo in avanti per realtà lavorative che fino a oggi evidenziavano importanti ritardi tecnologici.

DA NORD A SUD
Tra le Regioni più attive in questo senso troviamo l’Abruzzo, che detiene il record assoluto, con il 100% dei suoi dipendenti in modalità smart working. Seguono poi Lazio (96,6%), Lombardia (88,7%) e Marche (83,5%). Fanalino di coda per la Puglia, che raggiunge il 41,5%. In pochi giorni, in tutta Italia sono stati fatti passi da gigante dal punto di vista organizzativo, percorrendo tappe che altrimenti avrebbero impiegato anni per essere raggiunte. Nonostante questo, una quota di servizi pubblici non può essere erogata in modalità online e richiede la presenza fisica di un operatore. Menzione d’onore, tuttavia, per i servizi anagrafici dei Comuni, che si sono adeguati più rapidamente al cambiamento.

UN OCCHIO AL FUTURO
Tra le prime a commentare l’analisi è stata la ministra della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, che ha sottolineato l’importanza di fare tesoro di questo periodo anche per il futuro. “Oltre a far fronte all’emergenza - ha commentato - lo smart working deve costruire via via un patrimonio che rimarrà. Un patrimonio di competenze, esperienze, best practice, per servizi più efficienti e per un maggior benessere organizzativo”.