Una procedura rapida ed efficiente
con lo smart working semplificato

By Athesis Studio
smart working semplifi cato
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Fino a circa due mesi fa lo smart working veniva considerato da molti quasi come un’opzione fantascientifica, inadatta al sistema economico italiano. L’improvviso scoppio dell’emergenza Covid-19 ha però costretto tante aziende ad adottare lo strumento del lavoro agile. In questo modo è possibile, da una parte, tutelare la sicurezza degli operatori - riducendo le possibilità di contagio legate alla vicinanza - e, dall’altro, mantenere alta la produttività. Da una situazione di emergenza è quindi possibile trarre opportunità a livello lavorativo, da sfruttare anche in futuro.

LA PROCEDURA A partire dai primi casi di febbraio, il Coronavirus si è diffuso velocemente in tutta Italia. Per questo il governo ha dovuto prendere decisioni rapide estendendo per le aziende, grazie all’emanazione dei vari Dpcm, la possibilità di adottare lo smart working in forma semplificata. Un procedimento necessario, in quanto la maggior parte delle imprese che hanno scelto il lavoro agile si sono dovute attrezzare in poco tempo. La semplificazione riguarda due aspetti. Il primo è l’attuazione dello smart working anche senza l’accordo preventivo con i lavoratori interessati dalla misura. Per rendere più agile la richiesta di adozione, poi, è stato permesso alle imprese di inviare l’informativa sui rischi generali per la salute e la sicurezza sul posto di lavoro anche via posta elettronica. In questo modo il lavoro è stato reso davvero più “agile” e molte aziende sono riuscite a operare anche durante l’emergenza.

Una guida agli obblighi per i datori
Per rendere più agevole l’adozione da parte delle aziende dello strumento dello smart working, il ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha pubblicato sul proprio portale una guida dove sono spiegati gli obblighi del caso.

I nominativi dei lavoratori
Tra le informazioni fondamentali che le aziende devono girare al ministero del Lavoro e delle politiche sociali c’è un’autocertificazione che comprende i nomi del lavoratore - o dei lavoratori - che usano lo smart working.

I dati essenziali da comunicare
Tra i dati che devono essere comunicati dalle aziende quando si adotta lo smart working semplificato, ci sono codici fiscali dei lavoratori, numeri di Pat (Posizione assicurativa territoriale) e tariffe Inail applicate.