LA SOCCORRITRICE

Addio a Trilli, angelo a quattro zampe: ad Amatrice per ore a cercare persone tra le macerie

Il conduttore Dalla Valentina: «Insieme ad Amatrice... Ma ora uno dei suoi cuccioli, Artù, già si fa onore»
Trilli, angelo a quattro zampe

Dieci anni di onorato servizio alla ricerca di persone disperse. Pronta a rispondere giorno e notte, con il suo padrone, alla parola d’ordine «emergenza», senza chiedere nulla in cambio. Trilli, femmina di pastore australiano, considerata la «nonna» delle unità cinofile della sezione veronese dell’Ana, l’Associazione nazionale alpini, se n’è andata qualche giorno fa a 11 anni, stroncata nel giro di 12 ore da un grave problema cardiaco che non le aveva mai procurato alcun sintomo.

 

Un addio improvviso, a pochi mesi dalla meritata «pensione», che ha lasciato l’amaro in bocca a tutta la squadra cinofila scaligera – 27 operatori e altrettanti cani – che si addestrano con impegno, costanza e passione con un unico obiettivo: vigilare su tutti noi ed essere pronti a intervenire, sperando che quel giorno non arrivi mai.

 

«Addestrare un cane da macerie è un po’ come stipulare un’assicurazione: lo si fa, ma con la speranza di non doverla mai usare», spiega il padrone di Trilli, Enea Dalla Valentina, responsabile della Squadra cinofila di Ana Verona. Perché quando arriva la chiamata, nella migliore delle ipotesi c’è qualcuno che rischia la vita, nella peggiore c’è stata una catastrofe. Quella chiamata, al telefono di Dalla Valentina, è arrivata tante volte da quando, nel 2010, è entrato quasi per caso a far parte dei cinofili dell’Ana.

 

«Siamo intervenuti miriadi di volte, su allerta della Protezione Civile, nella ricerca di escursionisti non rientrati alla base o persone sparite da casa», prosegue il volontario. «Ma l’esperienza che ci ha segnato di più è stata quella nell’agosto del 2016 ad Amatrice, poche ore dopo il terremoto che aveva devastato il Centro Italia», ricorda dalla Valentina. «È stato davvero toccante camminare sugli edifici crollati, in mezzo agli effetti personali degli abitanti senza sapere se fossero in vita, sui giocattoli impolverati dei bambini».

 

E un’impresa, per cane e padrone, rimanere concentrati in mezzo alla disperazione dei parenti, alle scosse di assestamento, alle grida dei soccorritori, al rumore delle macchine per rimuovere le macerie. «Anche Trilli ha dato tutto quello che poteva, nonostante le zampe ferite dai detriti, la polvere che respirava, lo stress di aver a che fare con odori molto forti, diversi da quelli con cui era stata addestrata. Tornati a casa, ci ha messo una settimana per riprendersi», confessa commosso il padrone, ricordando gli abbai del cane, segnalazioni di altrettante persone imprigionate sotto le macerie. Sono state recuperate vive? «In realtà non lo sappiamo, cediamo subito il passo ai Vigili del fuoco per favorire il recupero».

 

Ennesima prova di una messa a disposizione “gratuita”, che non chiede medaglie. Anche se qualche volta il riconoscimento arriva. «Trilli negli anni ha fatto due cucciolate, nove cuccioli, cinque dei quali sono oggi in squadra con noi. E proprio uno di loro, Artù, con un bell’abbaio ha permesso di ritrovare un disperso, un giovane con problemi psichici che durante il lockdown era scappato da casa a Bussolengo, nascondendosi in un canale di scolo dell’Adige», annuncia orgoglioso Dalla Valentina, ancora provato dalla scomparsa di Trilli, che dopo una vita fianco a fianco ha chiuso gli occhi per sempre con la testa dolcemente appoggiata sulla sua mano. «In una giornata il destino ce l’ha portata via, ma il suo sangue e il suo ottimo “naso” sono ancora con noi».•. © RIPRODUZIONE RISERVATA