«La medicina che verrà: l’AI darà un prezioso contributo»

di Sara Consonni
UNIBS Matteo Olivato: «Abbiamo una "cassetta degli attrezzi" in più che ci può offrire un grande supporto»
L’intervento di Matteo Olivato, ricercatore della
Università 
di Brescia: molto stretto il rapporto tra medicina e nuove tecnologie, 
in grado 
di offrire
un presiozo
aiuto
L’intervento di Matteo Olivato, ricercatore della Università di Brescia: molto stretto il rapporto tra medicina e nuove tecnologie, in grado di offrire un presiozo aiuto
L’intervento di Matteo Olivato, ricercatore della
Università 
di Brescia: molto stretto il rapporto tra medicina e nuove tecnologie, 
in grado 
di offrire
un presiozo
aiuto
L’intervento di Matteo Olivato, ricercatore della Università di Brescia: molto stretto il rapporto tra medicina e nuove tecnologie, in grado di offrire un presiozo aiuto


Un contributo importante per la medicina che verrà: tra i diversi temi trattati ieri in occasioni del forum organizzato da Bresciaoggi, non poteva mancare l’Università Statale, luogo per eccellenza per la ricerca e lo studio di soluzioni per il futuro. Sul palco ecco quindi Matteo Olivato, ricercatore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Brescia, specializzato in intelligenza artificiale (IA) e machine learning (ML), con la giornalista di Bresciaoggi Paola Buizza a introdurre l’intervento. Tra le aree di maggior interesse e competenza per Olivato ci sono Intelligenza artificiale e deep learning, fra basi teoriche e applicazioni pratiche dei nuovi modelli di reti neurali, la sicurezza dei robot e la cybersecurity. «La mia attività investigativa si fonda su tre ambiti prevalenti ovvero la ricerca scientifica di base in alcuni settori dell’Intelligenza artificiale e di machine learning; la ricerca applicata in collaborazione con aziende; infine, l’attività professionale di consulenza tecnico-scientifica». Così Olivato poi presebnte le applicazioni dell’intelligenza artificiale in ambito medico. Specificamente, l’attività del gruppo di ricerca – impreziosita dal contributo del dottor Alfonso Emilio Garevini, professore ordinario di Ingegneria Informatica e ricercatore in IA da oltre 30 anni – si focalizza su una trilogia di aspetti: «Il fattore industriale, la componente medica e i servizi», dichiara poi Olivato. Ed è proprio a quest’ultimo aspetto che lo studioso decide di dare maggior spazio: «Durante la pandemia mi è stato assegnato il compito di classificare il rischio di decesso di un paziente affetto da Covid-19 nelle diverse fasi del ricovero, spiegando i motivi della classificazione», afferma. Così, Olivato ha raccolto analisi del sangue e altri test medici di circa 6000 pazienti anonimizzati, riscontrando tuttavia problemi in dati mancanti, errori di trascrizione o di sbilanciamento. «Il problema – secondo il ricercatore – è stato chiedere a strumenti di machine learning di spiegare concretamente qualcosa».

Risultati e previsioni
Come risultato dell’indagine, il modello di IA addestrato è stato in grado di predire efficacemente chi sarebbe sopravvissuto: «Sono state estratte due regole logiche da utilizzare come parametri da parte dei medici», continua. In questo senso, il contributo di Olivato non si limita unicamente alla divulgazione, anzi, porta la tecnologia nella pratica. L’intelligenza artificiale ha indubbiamente un potenziale enorme, non solo come «strumento» per accelerare la crescita di un’azienda, ma anche per le sue applicazioni nella medicina. Non a caso, i suoi studi e le applicazioni pratiche si sono moltiplicati negli ultimi anni e sono destinati a crescere ancora. Ciononostante, dall’intervento del ricercatore si evince che «non bisogna immaginare l’IA come qualcosa che andrà a sostituire la figura del medico a 360 gradi, poiché le decisioni finali rimarranno sempre nelle mani dello specialista. Perché l’IA non rimpiazza l’umano, bensì lo assiste fornendogli una nuova “cassetta degli attrezzi“ da utilizzare per raggiungere i propri scopi». Concludendo, si tratta di una tecnologia che va innanzitutto compresa, studiata e conseguentemente dominata: e ci sono tutti gli strumenti per farlo bene e con responsabilità.