Al XII Apostoli, salita impegnativa ripagata dal panorama

La Cima dei XII Apostoli dal passo: la salita regala una vista da non perdere
La Cima dei XII Apostoli dal passo: la salita regala una vista da non perdere
La Cima dei XII Apostoli dal passo: la salita regala una vista da non perdere
La Cima dei XII Apostoli dal passo: la salita regala una vista da non perdere

Salita al Rifugio XII Apostoli da Malga Movlina e Val di Sacco, seconda parte. Con la descrizione della settimana scorsa eravamo arrivati nel cuore della Val di Sacco, ai piedi di un canalino roccioso nel quale ci infiliamo per superarlo con l'aiuto di cavi e staffe metalliche. Usciti dal canalino ci si fa strada, seguendo le segnalazioni, tra grossi massi e raggiungendo il bordo di un gradino del vallone dove un tempo arrivava un ghiacciao. Ci si tiene sulla sinistra del vallone; alla nostra destra la sassosa depressione che ospitava parte del ghiacciaio. Superata la depressione ci si tiene ancora sulla sinistra per un breve tratto per poi (seguire sempre i segni biancorossi) convergere a destra e portarsi verso il suo centro. Sopra di noi svetta bellissima la Cima dei XII Apostoli con le sue caratteristiche strisce rocciose. Il sentiero ora sale, su fondo ghiaioso o pietroso, a zigzag; salita faticosa ma l'ambiente che ci circonda ci ripaga di ogni fatica: pareti dolomitiche sopra di noi; ghiacciai e creste granitiche all'orizzonte, verso il Carè Alto e la Presanella che possiamo ammirare quando ci fermiamo per tirare un po' il fiato. Si raggiunge così, quasi d'improvviso, il bordo del Passo dei XII Apostoli, la propaggine occidentale dell'altopiano che ospita il rifugio. Una splendida vista si presenta ai nostri occhi: a sinistra la già citata Cima dei XII Apostoli; a destra la Cima Selvata; davanti a noi l'ondulato altopiano che va a perdersi alla base delle pareti della Cima Nardis e della Cima Fracinglo. Poi il Croz delle Selvate con il Passo di Vallon; la Cima d'Ambiez, una delle massime elevazioni del gruppo delle Dolomiti di Brenta. La natura qui si è divertita davvero a regalarci tanta bellezza concentrata in così poco spazio. Da qui seguiamo i segni biancorossi e i numerosi ometti di pietra che facilitano l'individuazione del giusto percorso e ci si fa strada tra roccette, massi montonati, ghiaie, terreno tormentato. Si attraversano i ghiaioni alla base della Cima dei XII Apostoli e, in breve si raggiunge il rifugio. Consigliabile, prima di arrivare al rifugio, una deviazione per visitare la simpatica chiesetta dei XII Apostoli, letteralmente scavata nella roccia della parete nordest dell'omonima cima, nel 1952, per ricordare tre amici morti per una caduta in un crepaccio della Vedretta dei Camosci; quando ancora da queste parti c'erano i ghiacciai.

Fausto camerini