Zaino in spalla

Bivacco Malga Pegol: una camminata alla portata di tutti e un panorama che ripaga

di Fausto Camerini
faucame@gmail.com
Un panoramico poggio erboso sul versante settentrionale di Cima Avez
Malga Pegol Il tranquillo e solitario bivacco
Malga Pegol Il tranquillo e solitario bivacco
Malga Pegol Il tranquillo e solitario bivacco
Malga Pegol Il tranquillo e solitario bivacco

Un panoramico poggio erboso sul versante settentrionale di Cima Avez, dove i Monti del Garda scendono, ricoperti di rigogliosi boschi, verso il Trentino e le selvaggia Val Lorina, ospita un tranquillo e solitario bivacco. Non sono in molti gli escursionisti che vanno a ficcanasare da quelle parti: peccato perché solo il respirare l'aria di queste foreste giustifica la fatica fatta per arrivare al traguardo.

Che comunque è poca perché l'arrivare al Bivacco Malga Pegol, realizzato agli inizi degli anni 2000 dai volontari di Tiarno, è alla portata di tutti: la camminata è breve, facile e con poco dislivello.

La passeggiata

Dal Passo d'Ampola si sale in auto verso Passo Tremalzo; arrivati al chilometro 8,6, poco dopo una strada asfaltata senza alcuna indicazione scende a destra ed arriva in breve ad una costruzione dove si parcheggia. La strada prosegue sterrata, chiusa da una sbarra e continua a mezzacosta circondata da alti alberi.

È la strada al cui termine si trovano i Piani di Bragone, talvolta percorsa da Mountain Bike che avevamo già descritto con Zaino in Spalla numero 323 (vedi Bresciaoggi del 16 ottobre 2003). Si cammina piecevolmente senza grossi dislivelli e senza fatica sui vari saliscendi della stradina sino ad arrivare ad una curva a quota 1.384 dove a sinistra (unica indicazione che troveremo sul nostro itinerario) si stacca un sentiero abbastanza ripido.

Il sentiero 

Abbandoniamo la stradina e saliamo sul sentiero immerso nel verde respirando (se nella stagione giusta) l'aroma dei tanti funghi che crescono spesso copiosi nel sottobosco. Quasi d'improvviso arriviamo a una piccola radura erbosa dalla quale, con un ultimo sforzo si sale ad una selletta erbosa a destra della quale si erge una piccola elevazione di quota 1.575 che alcune carte chiamano Bragone del Sole.

A sinistra, a pochi metri di distanza, ecco la nostra meta, il bivacco, una piccola e simpatica costruzione in muratura e sempre aperta per accogliere gli escursionisti. All'interno, è tutto ben tenuto: ci sono tavoli, panche, una stufa e, al piano superiore, materassi e tavolato per chi volesse fermarsi a dormire.

Un tavolo con alcune panche è stato predisposto anche all'esterno e invita a consumare un bel meritato panino mentre si osservano le montagne che ci circondano: il vicino Col Pasovri, il maestoso Monte Cadria sovrano incontrastato delle Alpi di Ledro, la Cima Casèt ed il Corno Spezzato mentre laggiù in basso, lo sguardo si spinge sino al fondo della Valle del Chiese e a occidente verso le Prealpi Bresciane dove troneggia inconfondibile il Dosso Alto, la montagna tra il Maniva e Bagolino. Si torna sullo stesso percorso seguito per affrontare la salita. 

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