La cresta dei Solaroli regala un panorama fantastico

D a quella cresta nelle giornate limpide lo sguardo arriva sino al litorale adriatico e alla laguna veneta. La cresta cosiddetta dei Solaroli parte dalla vetta del Monte Grappa e si protende verso settentrione tra la Val delle Mure da un lato e al Val dei Pezzi dall'altro. È un facile crinale erboso, adatto a tutti che regala un fantastico panorama della catena dei Lagorai e dell'imponente Cima d'Asta; delle decine di torri dolomitiche delle Pale di San Martino, delle Pale di San Lucano e della Schiara mentre lo sguardo si spinge sino alle sinuose curve del percorso del fiume Piave e alla pianura veneta. La partenza è costituita dall'ampio parcheggio sulla sommità del Monte Grappa. A destra del sacrario austriaco partono una strada e appena più a destra (frecce del sentiero 156 per Col dell'Orso) una mulattiera che scende a mezzacosta sullo spoglio fianco della montagna. Siamo nell'alta Val delle Mure. Con davanti agli occhi lo spettacolo delle Pale di San Martino che occupano l'orizzonte, si scende con moderata pendenza seguendo tutte le pieghe del versante nordorientale del Monte Grappa. Ogni tanto si incrociano delle caverne di guerra che, assieme a gallerie, trincee, postazioni di guardia accompagneranno l'intero nostro percorso a ricordarci i tristi anni della Grande Guerra. A quota 1.625 un bivio dove, a sinistra, un sentiero non segnalato ci porterebbe a visitare alcune postazioni di guerra; a destra una freccia ci indica invece il sentiero per la Croce dei Lebi che raggiungiamo con una discesa più ripida. La Croce dei Lebi è in realtà una sella dove un cartello indica la quota 1574. È un crocevia di sentieri: a sinistra si scende in Val Rocchetta e al Cason dei Lebi e si potrebbe raggiungere il sentiero dell'Anello Naturalistico del Monte Grappa (il ritorno al punto di partenza potrebbe essere fatto da lì). A destra si scende in Val delle Mure; noi proseguiamo diritti (freccia per il Colle dell'Orso). Il sentiero aggira con numerosi saliscendi a mezzacosta un dosso erboso. Si cammina adesso circondati da una rada vegetazione di faggi ed abeti che si ergono in mezzo a erba e affioramenti rocciosi e si raggiunge una ampia sella dove, poco sotto il crinale è stata scavata una caverna di guerra. Ancora qualche saliscendi e si raggiunge una sella senza nome a quota 1.508, il punto più basso della nostra escursione. La descrizione continua la prossima settimana

Fausto Camerini

Suggerimenti