Madonna della Corona, una meta ricca di suggestioni

di Andrea Ravarini
Il Santuario della Madonna della Corona incastonato tra le rocce
Il Santuario della Madonna della Corona incastonato tra le rocce
Il Santuario della Madonna della Corona incastonato tra le rocce
Il Santuario della Madonna della Corona incastonato tra le rocce

Incastonato tra le rocce alle pendici del Monte Baldo, a picco sulla Vallagarina, sorge il Santuario della Madonna della Corona: è un luogo di pellegrinaggio, meta affollata nei fine settimana, dove le comitive trasportate dai bus giungono con pochi metri di cammino attraverso una galleria appositamente scavata nella roccia nel 1922 per abbreviare il percorso. Scegliendo però una giornata fuori stagione, magari durante la settimana, partendo a piedi direttamente dal fondovalle anche gli escursionisti possono godersi una bella salita, con scorci veramente suggestivi. Punto di partenza è Brentino Belluno, comune in provincia di Verona sulla riva destra dell’Adige: diverse le possibilità di parcheggio, comodo quello vicino alla chiesa a sud-ovest dell’abitato. Si attraversa il borgo seguendo le evidenti segnalazioni e presso una fontana all’ombra di un maestoso ippocastano si imbocca la scalinata sulla sinistra. Il sentiero 73, chiamato anche Della Speranza o Dei Pellegrini, prevede di salire per lo meno 1.700 gradini: si guadagna così quota molto velocemente e in breve si raggiunge La Croce, punto panoramico da cui la vista spazia sul corso dell’Adige e sulle pendici occidentali dei monti Lessini. In salita su tratti di sentiero alternati a gradinate, superiamo la Grotta della Pietà e proseguiamo sul versante della vallata opposto al Santuario, che talvolta sbuca tra gli alberi. Si lascia sulla destra il sentiero 75 che entra nel Vajo Dell’Orsa: per passare sull’altra sponda abbiamo attraversato un ponte seicentesco che prende il nome di Ponte del Tiglio, in quanto - secondo la leggenda - venne costruito nel luogo in cui in precedenza un albero, spinto dal peso di un masso a crescere di traverso alla valle, permetteva di superare il profondo burrone. Una scalinata scavata nella roccia ci porta ad un caratteristico portone e da qui al Santuario. Il sito, riparato da un’immensa volta di roccia, era utilizzato da alcuni eremiti già intorno all’anno Mille; nei secoli vennero poi costruiti edifici sempre più rilevanti, in particolar modo ad opera dei Cavalieri di Malta, sino ai più recenti ampliamenti terminati con la ristrutturazione del 1988. Attraverso la galleria, in pochi minuti si può salire alla frazione di Spiazzi, con diversi punti di ristoro e una terrazza da cui la vista si apre sul Lago di Garda. Si rientra scendendo lungo il sentiero percorso all’andata.