Stutzpunkt Perlone, tra storia e una vista splendida

di Fausto Camerini
Un’immagine scattata all’interno delle caverne dello Stutzpunkt Perlone
Un’immagine scattata all’interno delle caverne dello Stutzpunkt Perlone
Un’immagine scattata all’interno delle caverne dello Stutzpunkt Perlone
Un’immagine scattata all’interno delle caverne dello Stutzpunkt Perlone

Riprendiamo l'itinerario dei resti bellici del Monte Corno di Nago iniziato la scorsa settimana. Dopo aver visitato La Fuciliera si riprende la salita e si raggiunge il Castagneto dove ci si sposta sul versante di Arco e, dopo alcune panchine e una fontana, si va a destra con magnifica vista sulle Alpi di Ledro e sulle Dolomiti di Brenta. Arrivati ad un quadrivio si prende la stradina più a destra e si arriva al piazzale cosiddetto delle Tre Croci (che non ci sono). Dalla parte destra del piazzale partono due sentieri: uno scende a Nago (lo si può percorrere al ritorno) mentre l'altro sale (frecce) verso le postazioni militari dello Stutzpunkt Perlone. La stradina si trasforma subito in sentiero e porta alla base di un muro di roccia di un paio di metri (per esperti) e quindi alle postazioni dello Stutzpunkt. Chi vuole evitare il muro di roccia può, appena arrivato al piazzale, prendere il primo sentiero a sinistra (pannello e freccia) e, al primo bivio a destra salire allo Stutzpunkt il cui significato, in tedesco, è semplicemente «base». Qui su un cocuzzolo roccioso che domina il lago sino alla penisola di Sirmione e la Val di Loppio troneggia una piccola croce accanto ad una granata. Accanto uno stendardo dal sapore un po' nostalgico che riproduce la bandiera del Tirolo. La vista è splendida: oltre al lago il gruppo roccioso della Rocchetta, il Monte Tremalzo, la Cima Parì, i Corni di Pichea, il Misone e, verso oriente, la creste del Gruppo del Carega. Sotto la croce, scavate nella viva roccia, una serie di gallerie con feritoie che permettevano agli austriaci di controllare ben bene l'intera zona. Terminata la visita che merita d'essere accurata si riprende a salire sul sentiero numero 637 che sale nel bosco: quasi subito un bivio dove a destra si può visitare (consigliato) le Trincee della Salina. Poi proseguiamo diritti (freccia per trincee Monte Corno di Nago). Più avanti all'ennesimo bivio si tiene la destra; appena sopra un errato cartello indica «località Tre Croci 707 m»; anche la quota non è corretta trovandoci circa a 680 metri sul mare. Si continua la salita mentre tra gli alberi si intravede il profilo del Monte Stivo. Attorno a noi cominciamo a vedere muri a secco e ruderi di casematte sino ad arrivare ad una panoramica zona dove i ruderi bellici fanno da cornice a un piccolo monumento. La descrizione terminerà con il prossimo appuntamento.

Suggerimenti