Aziende

Forno Bonomi, primato mondiale nella produzioni di savoiardi. E la nuova sfida è il salato

di Monica Sommacampagna
Lo stabilimento del Forno Bonomi a Roverè veronese
Lo stabilimento del Forno Bonomi a Roverè veronese
Lo stabilimento del Forno Bonomi a Roverè veronese
Lo stabilimento del Forno Bonomi a Roverè veronese

Chiusura di fine anno in dolcezza per Forno Bonomi; l’azienda ha annunciato di aver conquistato il primato mondiale per la produzione di savoiardi grazie alle sue 20.000 tonnellate all’anno, con una quota export del 62% del fatturato. L’azienda ha fornito i dati: un aumento a dicembre nelle vendite di questo biscotto friabile usato per realizzare tiramisù pari al 2,3 per cento rispetto al 2020, che equivale al 6% sul 2019.

Renato Bonomi, che aveva parlato di boom a dicembre dell’anno scorso, riferisce che «il 2021 è stato leggermente inferiore al 2020 anche se superiore al 2019, ma in questo ultimo mese registriamo una crescita ulteriore rispetto all’anno scorso».

Previsioni di chiusura Rispetto al totale Pasticceria la previsione di chiusura 2021 di Bonomi è del +7,6 per cento a volume e del +1,5% a valore, ma le positive performance di sell out del mese di dicembre suggeriscono di poter superare le aspettative. Forte di questi risultati Forno Bonomi, con ventidue referenze che includono dolci tipici, sfogliatine, dolci, frollini e basi per pasticceria sugli scaffali delle insegne della gdo nazionali, annuncia il riposizionamento strategico con l’agenzia Cba Italy partendo da un nuovo packaging che esalta la provenienza legata alle montagne della Lessinia, un’articolata campagna di comunicazione e partnership.

Il progetto «Il minuzioso progetto di rebranding mira a costruire un dialogo sempre più diretto con il consumatore, fondato sulla condivisione dei nostri valori di riferimento, 100% Made Italy: il rispetto di antiche tradizioni, il forte legame con il territorio, la bontà delle materie prime e la costante innovazione», afferma Alberto Kruger, responsabile marketing Forno Bonomi. «Un percorso che abbiamo intrapreso con orgoglio anche grazie agli importanti obiettivi perseguiti nel 2020, quando Forno Bonomi ha incrementato la propria quota di mercato nella categoria della pasticceria industriale, nonostante il trend complessivamente negativo con -1,4% a volume e -2,6% a valore (Iri, 2020)». Il 2022 si prospetta sotto l’egida di nuovi investimenti: «Entro fine gennaio produrremo sfogliatine salate da proporre per aperitivi o snack», preannuncia Renato Bonomi. E pone l’accento sulla sostenibilità. Lo stabilimento a Roverè è alimentato da fonti 100% rinnovabili e si avvale di recuperatori di energia di acqua calda. Il 70% dell’energia termica che viene immessa diventa energia frigorifera utile e disponibile, contrastando l'inquinamento termico e riducendo i consumi energetici. L’azienda, a cui è stato esteso dal 2017 l’impianto fotovoltaico, utilizza nei packaging vaschette in Pet riciclato al 90%. «Da circa sei mesi stiamo verificando poi le potenzialità dei venti di montagna per valutare lo sviluppo di un impianto eolico», conclude Renato Bonomi.•.