Ristoratori sull'attenti

Lo chef Borghese a Verona per il suo «4 Ristoranti»: un incontro da «diesci!»

di Riccardo Verzè
Alessandro Borghese prima della registrazione di 4 Ristoranti nel Veronese (foto Verzè)
Alessandro Borghese prima della registrazione di 4 Ristoranti nel Veronese (foto Verzè)
Alessandro Borghese prima della registrazione di 4 Ristoranti nel Veronese (foto Verzè)
Alessandro Borghese prima della registrazione di 4 Ristoranti nel Veronese (foto Verzè)

I concorrenti arrivano alla spicciolata e parcheggiano sul piazzale esterno, prima di mettersi in coda per il tampone. Dentro fervono i preparativi: si posizionano telecamere, cavalletti e luci, fra la brulicante tensione dei padroni di casa. Poco prima delle 11 arriva lui.

 Alessandro Borghese  scende dall’auto, sorride e saluta tutti, scambia qualche impressione con staff e concorrenti, non si sottrae a uno scatto («Ah, siete dell’Arena!») e a una battuta.

Nessuna dichiarazione ufficiale consentita, la produzione è cortese ma ferma, anche se blindare il cordialissimo chef e mantenere il totale riserbo sulla registrazione della puntata somiglia a un’impresa impossibile.

Mercoledì, con una serie di story su Instagram, Borghese ha annunciato ai suoi quasi due milioni di follower di essere nel Veronese (alloggiando in un grande albergo al casello di Verona Est), per registrare una puntata del suo «4 Ristoranti», il fortunato format di Sky giunto ormai alla settima edizione, che mette a confronto quattro locali e il loro modo di fare ristorazione.

L’elemento comune fra i quattro è l’appartenenza alla Valpolicella, non nel senso geografico del termine, ma in quello enologico: si va dalla Valpolicella classica a quella allargata. A parte qualche fugace indizio filmato dal finestrino del suo furgone e finito sui social, lo chef non ha ovviamente annunciato i nomi dei ristoranti in gara, ma fra avvistamenti e commenti ai post (e pure qualche pista falsa), i nomi sono trapelati, in particolare quello di un noto avamposto culinario di Sant’Ambrogio.

 

Per non rovinare la sorpresa ai fan, che pare non amino gli «spoiler», possiamo dire che lo storico locale fuori dal quale lo intercettiamo è invece in una verde vallata dell’Est Veronese, dove anche i nomi dei ristoranti traggono ispirazione dal paesaggio «di-vino» e dove l’insolito affollamento di mini-van e attrezzatura televisiva tradisce la presenza di troupe e chef. La macchina si mette in moto.

Mentre si approntano gli ultimi dettagli, la tensione fra i concorrenti, pur rinomati e navigati, è evidente, anche se celata dalle mascherine. La pandemia ha cambiato anche la routine dello show: lo stesso Borghese, che il covid l’ha passato, in una delle sue story, si è fatto «tamponare» in diretta scherzando con l’operatrice. In ugual modo anche gli sfidanti si sottopongono al test, prima finalmente di cominciare: entrano tutti per registrare la trasmissione e ogni eventuale dettaglio o immagine restano rigorosamente top-secret, almeno fino alla messa in onda della puntata, che non avverrà prima di qualche mese.

Alla fine della giornata lo chef posa su Instagram tra forni e affettatrici, direttamente dalla cucina di uno dei ristoranti in gara: «La soddisfazione di chi trova la cappa pulita!», commenta sornione. Quei famosi piccoli dettagli che possono confermare il risultato. O ribaltarlo.©