Poste, ritardi insostenibili per le pensioni

Gentile direttore, circa un anno e mezzo fa, Bresciaoggi pubblicò un servizio dal titolo: «Poste, ex impiegati senza pensione da 8 mesi: è allarme». L’articolo riportava quanto segnalato dal un nostro collaboratore e dalla sottoscritta in qualità di segretaria del sindacato Slc-Cgil di Brescia, circa i macroscopici ritardi nell’erogazione della pensione spettante agli ex dipendenti dell’Azienda Poste spa, ritardi che si protraevano anche oltre gli 8 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro. La situazione è leggermente migliorata nel 2020, ma negli ultimi mesi i ritardi si stanno vieppiù dilatando tant’è che, trattamenti con decorrenza 1° gennaio 2021, risultano ancora «in lavorazione». Nel frattempo gli ex dipendenti dell’Azienda Poste, privi di stipendio e di pensione, si arrangiano come possono attingendo al Tfr che, nella maggior parte dei casi, dovrebbe costituire una riserva per eventuali necessità future o per aiutare figli o nipoti in difficoltà. L’assorbimento da parte dell’Inps della gestione IPOST, si è rivelata come un’operazione di facciata che solo apparentemente assume l’aspetto di una maggior razionalità unificando i vari sistemi pensionistici, tant’è che si è dovuto provvedere a costituire subito i poli specialistici, prima nazionale e poi regionali, che sono gli unici a provvedere a calcoli ed erogazione delle pensioni degli ex postelegrafonici, mentre l’Inps si limita a svolgere solo una funzione di tramite. Per illustrare come funzionano le cose per gli ex postelegrafonici, valga il seguente esempio: - Domanda di pensione tramite Patronato effettuata in data 9/10/2020; - Decorrenza della pensione: 1° Gennaio 2021; - Trasferimento della pratica ad «Altra Sede» (Leggasi Polo Specialistico di Milano), in data 13/11/2020; - Prima istanza (Inizio): 4/12/2020; - Stato della domanda alla data odierna: la sua domanda è in lavorazione ecc. Se nell’era dell’automazione, i risultati pratici sono quelli che stiamo riscontrando per la definizione di una pratica di pensione, tanto valeva lasciare in vita le vecchie gestioni le quali avevano come principio cardine quello di procedere alla liquidazione in tempi tali da consentire la continuità tra la cessazione del pagamento della retribuzione e quello della percezione della pensione. Laura Storti Segretaria SLC-CGIL Brescia