Riduciamo l’inquinamento luminoso

di Dottor Celestino Panizza

Gentile direttore, Il progetto di percorso ciclo-pedonale del Mella che prevede l’illuminazione dell’intero corridoio fino a Concesio mi consente di porre l’attenzione a un problema che non appartiene certo al senso comune, ma che andrebbe attentamente valutato per gli effetti sugli ecosistemi, oltre che sulla qualità della vita e anche sulla salute umana. Le immagini satellitari rivelano che l’inquinamento luminoso, aumentato del 49% dagli anni ’90 a oggi, riguarda circa l’83% del pianeta. Le conseguenze non riguardano solo la perdita dell’aspetto naturale dei cieli, da cui è scomparsa anche la Via Lattea, non più visibile a un terzo dell’umanità, ma sono molteplici. Gli effetti ecologici della luce artificiale sono stati ben documentati. È stato dimostrato che l'inquinamento luminoso colpisce sia la flora che la fauna. Inoltre l'alterazione dell'orologio circadiano che regola i ritmi biologici dell’uomo produce, oltre ai disturbi del sonno, altri effetti sulla salute. Come è possibile quindi che l’utilizzo dell’illuminazione non conosca freni, neanche in un periodo di crisi energetica? Eppure i sindaci protestano. L'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) stima per le Amministrazioni comunali un aggravio di almeno 550 milioni di euro, cioè un terzo in più della spesa annua dovuta anche alla spesa per l'illuminazione delle strade. Il sindaco di Berzo Demo (che voglio indicare a buon esempio) coglie l’opportunità offerta dalle ristrettezze economiche (anche se per questo si rammarica!) e adotta l’ordinanza che prevede lo spegnimento anticipato della pubblica illuminazione all’una meno un quarto della notte su tutto il territorio comunale per i costi. Uno dei motivi che inducono gli amministratori ad illuminare ogni angolo del suolo pubblico, assecondando le richieste dei cittadini, è la sicurezza benché le ricerche condotte non abbiano dimostrato un effetto concreto su questo aspetto. L'inquinamento luminoso porta generalmente molti effetti negativi e deve essere ridotto e così potremo imparare a godere del buio e guardare il cielo. Dottor Celestino Panizza Associazione Medici per l’Ambiente

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