Una riflessione che testimonia la triste realtà

di Paolo Ortolani

Egregio direttore, la riflessione di Luigi Andoni e altri autori di Manerbio su «Gli anziani e le distanze tecnologiche», pubblicata sull’edizione di Bresciaoggi del 26 settembre scorso, è davvero «magistrale» e dovrebbe essere posta su ogni scrivania di chi incontra e contatta i nostri pensionati. È la fotografia del menefreghismo imperante, del considerare l’anziano con commiserazione per non saper utilizzare linguaggi nuovi senza verificare che spesso era meglio... andare alla vecchia! Cosa dire delle svariate telefonate per accedere ai numeri di chi deve curarci, di chi aspetta mesi per una visita, oppure per un intervento? Poi, certo si invecchia e muore e... «non si è più indispensabili allo sforzo produttivo di un Paese» che bisticcia in continuazione e non risolve situazioni vergognose che si verificano da decenni senza... decenza! Talvolta basta vedere in Tv laureati che non sanno quanto fa 6x9 o 7x8 o attribuiscono a Napoleone la guida dello sbarco dei Mille! Paolo Ortolani Nave