TRA LA GENTE

«In città si vive
bene ma è tutto
troppo caro»

di MA.GIA.
Tra luci e ombre i cittadini del Sebino hanno comunque promosso la località
Cristina De Llera
Cristina De Llera
Iseo, gazebo Bresciaoggi FOTOLIVE

Penultima tappa per il «Bresciaoggi Street News». Ieri la rassegna mediatica dedicata ai cittadini si è fermata ad Iseo. Dopo aver dato voce ai cittadini bresciani, a chi vive a Desenzano del Garda, a Erbusco e a Concesio, il «confessionale» del Bresciaoggi ha virato verso il Sebino. Una località tutto sommato tranquilla. Pochi i difetti, ancor meno le criticità, quelle gravi. La maggior parte dei residenti si ritiene soddisfatta della vita iseana. Rari i commenti negativi così come gli interventi richiesti sulla città. Poco, però, si può fare su una delle pecche più discusse: il costo della vita. Troppo cara per la gran parte degli intervistati. «La città è davvero troppo dispendiosa. Non è raro che la gente scappi e si trasferisca nei Comuni limitrofi. Non tutti possono permettersi uno stile di vita così agiato», ha sottolineato Stella Fiori. Un commento condiviso appieno, ma forse con toni un po’ più duri, da Luigi Buizza. «In città si vive bene ma è troppo cara: non ti puoi avvicinare ai ristoranti per i prezzi che hanno. Nei paesi vicino, a pochissimi chilometri di distanza, puoi anche spendere il 25% in meno. Senza contare il caro affitti e il costo delle case. Se ne approfittano perché abbiamo il lago, ma in questo modo i turisti li allontaniamo», ha riferito Buizza, invocando un cambio di mentalità. «Ho vissuto tanti anni fuori dall’Italia, sono stato in diversi Paesi, noi ancora non riusciamo ad avere l’apertura mentale delle altre nazioni europee. Lo dimostriamo in tutti i modi anche nelle occasioni di voto: gli iseani hanno la memoria troppo corta», ha aggiunto. Ma se per Stella e Luigi il caro vita è un difetto per Lina Lechi le cose sono un po’ differenti. «La città è bellissima e si vive bene: c’è il lago, l’aria è pulita ed è ben servita, in ogni ambito. Forse è vero, è cara, ma l’offerta non è limitata e sicuramente si può trovare il giusto modo per risparmiare» ha spiegato. A pesare, tra i residenti, anche un mancato sviluppo del turismo. O meglio: un tornare indietro dopo un periodo florido, «ormai troppo lontano», vissuto in città. «Una volta Iseo era una piccola Sanremo. Parliamo degli anni Sessanta, quando la località era diventata meta dei più importanti cantanti del panorama nazionale, tra cui Mina. Ora c’è poco o niente. Il turismo si limita al week end, il sabato e la domenica c’è un notevole via vai di persone ma durante la settimana il flusso di turisti è quasi inesistente. Sicuramente paghiamo lo scotto di non avere più strutture ricettive: gli alberghi sono tutti fuori, negli altri paesi. Come pensiamo di far crescere il settore se non investiamo?» si domanda Luigi Zatti, presidente del Coro Isca. Un ritorno al passato evocato da Zatti, ma non sempre condiviso. «Sicuramente il boom del turismo, molti anni fa, ha portato giovamento alla città, ma allo stesso tempo ha tolto tanto a noi cittadini: ha rubato la tranquillità quotidiana e l’intimità propria di questa stupenda zona», ha detto Lino Clerici. Una zona che è stata scelta venti anni fa dalla coppia Pierino Maini e Lucia Volpi, l’uno parmigiano e l’altra bergamasca, con alle spalle più di 40 anni di vita vissuta in Svizzera. «All’inizio è stata molto dura per me, le differenze erano davvero tante ma ora non cambierei questo posto con nessun altro al mondo» ha detto fiera Lucia Volpi, trovando l’approvazione di suo marito.

 

«I PRIMI PERIODI venivo preso in giro perché se c’era dello sporco in terra io lo raccoglievo. Ora la città è più pulita, l’amministrazione uscente ha fatto un buon lavoro, ma si deve continuare a puntare sul senso civico, sull’educazione dei cittadini sin da piccoli. Perché se una città è pulita si cerca di mantenerla tale. È quanto succede all’estero, poi però quando gli stranieri vengono qui fanno ciò che vogliono, perché non notano la stessa cura», ha spiegato Maini. E la lotta al degrado sarà una delle battaglie che porterà avanti la nuova Giunta. «Iseo è una piccolo bomboniera e merita di essere curata, anche nei più piccoli dettagli. Dettagli che a volte si rivelano fondamentali nel rendere la città più bella, interessante e appetibile agli occhi dei turisti – ha riferito la consigliera comunale Cristina De Llera -. La cura del verde, delle panchine, del pontile sul lungolago: anche da questo passa la rinascita e il recupero di un paese. In alcuni angoli di città ci sono sterpaglie di erba secca che giacciono lì da tanto tempo, panchine ormai quasi inutilizzabili, erba in alcuni punti troppo alta: mostrare attenzione verso questi piccoli ma grandi particolari fa la differenza in una città votata al turismo». Una località che – secondo Davide Uberti - ha bisogno di rivolgere maggiore attenzione verso la sostenibilità. «Delle migliorie si possono fare, partendo dalla gestione dell’ambiente. La città deve avere più piste ciclabili. Si dovrebbe favorire, inoltre, una mobilità sostenibile con mezzi elettrici per preservare l’ambiente», sono state le richieste, più che mai attuali, del giovane Uberti. E proprio grazie alle nuove generazioni che nel mondo si sta risvegliando una coscienza ambientale. Ragazzi che a Iseo, secondo alcuni, hanno poche possibilità di svago, ma non secondo altri. «È stato un tentativo della vecchia amministrazione comunale di creare una consulta per le Politiche giovanili. In città le realtà per i ragazzi non mancano, forse ciò che scarseggia è un coordinamento che le tenga unite e in connessione», ha infine commentato Michele Consoli. • MA.GIA.

 

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