TRA LA GENTE

«In quartiere si
vive bene comodo
e ricco di verde»

di MA.GIA.
C’è chi qui vive da sempre e chi ci è arrivato da poco lasciando il centro della città
Antonello Fracassi
Antonello Fracassi
Antonello Fracassi
Antonello Fracassi

«Un angolo di città davvero sicuro, ben servito e con ogni comodità desiderata», si può racchiudere in quest’unica frase la quinta tappa di «Street News», la rassegna firmata Bresciaoggi e rivolta interamente ai pensieri dei cittadini. E dopo aver toccato i quartieri di Casazza, Abba e San Polo, prevedendo lungo il tragitto una piccola deviazione sul lungolago di Desenzano del Garda, ieri mattina il gazebo blu si è spostato nella zona ovest della città. Un appuntamento nei mercati rionali che nel tempo ha conquistato solidità, dedicato all’ascolto di chi quotidianamente si imbatte in immancabili problematiche, grandi o piccole che siano. All’ombra del gazebo e riparati dalla pioggia sono emerse confidenze, oltre ad aneddoti e ricordi di un angolo di Brescia nato alla fine degli anni ‘60 grazie all’intuito e all’intraprendenza di padre Ottorino Marcolini e che ha dato i natali all’attuale sindaco Emilio Del Bono. Un quartiere che, nel tempo, ha mantenuto quasi inalterata la sua conformazione ma che ora, in alcuni punti, richiede indispensabili interventi. «Andando più avanti su questa strada, in via Prima, la pavimentazione in cubetti di porfido è spesso sconnessa. Inoltre il verde, specialmente nelle aree più periferiche, manca di un’assidua manutenzione: l’amministrazione ha scelto di adottare una tecnica inglese che prevede una cura costante degli spazi verdi, quasi settimanale. Purtroppo ciò non avviene ed intervengono raramente, quando l’erba è già troppo alta – ricorda Antonelli Fracassi che aggiunge -Non si riesce ad affrontare in maniera incisiva una questione annosa a cui nessuna giunta comunale, finora, è riuscita a porre rimedio: la viabilità in via del Santellone. È da parecchio tempo che si discute di migliorarne la percorribilità, ma la situazione è rimasta quasi inalterata».

 

PROPRIO via del Santellone si conferma la seccatura più evidente tra gli abitanti. «Una strada stretta, a doppio senso di circolazione e con una pista ciclabile. È una via molto trafficata in quanto raggiunge la zona industriale di Cellatica e spesso i camion restano incastrati creando notevoli ingorghi. Ma non solo: le macchine sfrecciano ad alta velocità, rappresentando un pericolo per chi passeggia o va in bici. Se non riescono ad intervenire strutturalmente dovrebbero almeno posizionare un autovelox che funzioni da deterrente», consiglia Susanna Cocchetti. Ma nonostante tutto, il quieto vivere della zona è un privilegio in grado di annullare ogni difficoltà. Anche quella riscontrata da Cesare Marelli nel parco dei Poeti. «Non è sempre ben frequentato - osserva - Spesso è un ritrovo di persone poco raccomandabili. Vivo qui da oltre 20 anni e non ho nulla di cui lamentarmi: è ben servito, ha ogni comodità ed è vicino al centro». Una visione positiva che si rispecchia nei giudizi della maggior parte dei residenti. «È la mia casa da 60 anni: tutti noi possiamo contare su una pregevole cura dell’intera zona e la quotidianità va avanti senza alcun problema», ha sottolineato Graziano, da una vita al villaggio. Ma c’è anche chi ha scelto questa parte di città solo da qualche anno, chi torna semplicemente per una passeggiata e chi, venendo alla Badia, ha deciso di cambiare totalmente stile di vita. «Prima abitavamo in centro ma ci siamo trasferiti ormai da parecchi anni ed è tutto un altro vivere: non si hanno problemi di parcheggio, si può godere di un proprio spazio fuori casa, che sia un giardino o un cortile, e c’è tanto verde – raccontano Teresa e Giulio -. Il parco dei Poeti durante il giorno è frequentato da molti bambini e ragazzi ed ultimamente è stato migliorato e reso ancor più bello dai murales, un tocco di colore che dà allegria». Ampi spazi verdi decantati anche da Gloria Alberti: «Avendo due cani posso portarli al parco delle Colline. È una zona con parecchio verde pubblico e la qualità dell’aria ne giova, ma non solo: si respira anche un bel clima di vicinato, è come se vivessi qui da una vita. Mi dispiace solo che quest’anno non replicheranno la Notte Bianca», spiega.

 

UNA «PENNELLATA» del quartiere condivisa anche dalla sua amica Giuseppina Lampugnani, che vive a Castenedolo. «Vengo spesso a trovarla: non posso che considerarlo un bel quartiere, con parchi stupendi e ottimi servizi». Un’ammirazione che non svanisce a chi anche dopo tanti anni di assenza, continuando a rappresentare una valida motivazione per tornare, spesso e volentieri. «Da circa venti anni mi sono trasferito al Violino dove manca il mercato settimanale e quindi ne approfitto per venire. Sono rimasta molto affezionata a questa zona anche se nel tempo è molto cambiato: prima era più piccolo, un vero villaggio dove tutti si conoscevano. Ora sicuramente sarà diverso e i rapporti tra vicini saranno certamente più freddi: dopotutto è quello che accade ovunque», ha raccontato Piera Clerici. Una mancanza di rapporti umani che, a volte però, può generare ansia e spavento. «Alle nove di sera in giro non c’è anima viva e questo silenzio mi turba e non poco. Ho paura che vengano i ladri, alle mie figlie è successo, ed ora la preoccupazione ha preso il sopravvento – ha raccontato Antonietta Mascara - Prima era molto diverso, c’era una maggiore sicurezza e fiducia nel prossimo: si apriva la porta a chiunque, ora si controlla sempre chi bussa alla tua porta». Pensieri e insicurezze che, purtroppo, si incontrano ormai ovunque.

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