TRA LA GENTE. Generale soddisfazione fra i residenti che tuttavia chiedono migliorie al paese

«Poche attività culturali per un luogo così bello»

di MA.GIA.
Pier Augusto BottoliBianca Lucia VarezzaniErmanno SilvestriEmilia BaraldiPatrizia RomanelliLino TurriniGiuliana BelloniLorenzo ZacchiMichele ScolaMario Franzoni
Pier Augusto BottoliBianca Lucia VarezzaniErmanno SilvestriEmilia BaraldiPatrizia RomanelliLino TurriniGiuliana BelloniLorenzo ZacchiMichele ScolaMario Franzoni
Pier Augusto BottoliBianca Lucia VarezzaniErmanno SilvestriEmilia BaraldiPatrizia RomanelliLino TurriniGiuliana BelloniLorenzo ZacchiMichele ScolaMario Franzoni
Pier Augusto BottoliBianca Lucia VarezzaniErmanno SilvestriEmilia BaraldiPatrizia RomanelliLino TurriniGiuliana BelloniLorenzo ZacchiMichele ScolaMario Franzoni

Quarta fermata: Desenzano del Garda. Il tour del Bresciaoggi ha varcato i confini del Cidneo approdando sul lago, in una delle più belle località del Garda. Il cielo nuvoloso di ieri non ha permesso ai suggestivi riflessi dello specchio d'acqua di illuminare la città: a renderla più viva ci ha pensato, però, l’ormai noto gazebo blu del Bresciaoggi. Posizionato poco fuori dal chiassoso mercato del martedì mattina il «salotto mediatico» ha accolto costruttive critiche e positive opinioni in piazza Malvezzi. Tanti i residenti che hanno voluto approfittare di uno spazio completamente dedicato ai loro pensieri. Hanno più che altro mosso richieste all’amministrazione, mai criticata duramente, ma apprezzata per il lavoro svolto finora. I problemi più evidenti, dai risvolti piuttosto complicati, sono questioni annose. Difficoltà che, puntualmente, ogni nuova giunta eredita senza mai venirne a capo. A tenere spesso banco nelle varie discussioni nate sotto al gazebo, «un lungolago da sistemare e da valorizzare». LA PASSERELLA in legno distrutta dalla tempesta che si è abbattuta lo scorso 4 maggio sui comuni del Basso Garda e lo stallo del maxi-restyling da svariati milioni di euro del lungolago. «Sappiamo che i soldi non ci sono ma anche Desenzano merita una passeggiata di tutto rispetto: non è giusto sfigurare di fronte a città come Salò o a molte altre località della sponda veronese. Non do la colpa a questa amministrazione ma in qualche modo si deve trovare una soluzione e agire», ha esortato Emilia Baraldi. «È davvero un peccato perché qui non manca nulla solo un trattamento migliore del lago e delle sue spiagge – ha aggiunto Mario Franzoni -. Gli interventi attuati nelle vie interne del centro storico le hanno rese accoglienti, sono molto curate, un vero gioiellino, ma è indispensabile anche mostrare maggiore attenzione verso il nostro principale biglietto da visita, partendo dalla spiaggia Feltrinelli». Una passeggiata «disturbata» anche dalla presenza di piante non autoctone. «Non si può pensare di piantare pini marittimi qui a Desenzano, ma lo hanno fatto ed ora sono diventati pericolosi – ha affermato Michele Scola -. Le radici hanno alzato e distrutto l’asfalto, gli aghi di pino che cadono sono un tappeto al suolo e costringendole nel cemento hanno perso solidità: tutti fattori che rappresentano un rischio per l’incolumità dei cittadini – ha spiegato -. Dovrebbero toglierle senza però andarle a sostituire con altre piante». Ma c’è anche chi lamenta un’azione «forse troppo incisiva» sui parcheggi. «IN CENTRO ci sono pochissimi posti auto e la conseguenza è un passaggio sempre minore di persone. Inoltre, con il proliferare di centri commerciali le attività storiche hanno chiuso e, togliendo servizi e comodità come i parcheggi, si corre il rischio di favorire i giganti della grande distribuzione penalizzando un centro storico a dir poco stupendo» ha spiegato Lorenzo Zacchi. Una realtà provinciale, tra le più belle, che soffre però, a detta dei residenti, la mancanza di grandi eventi culturali e di rassegne di una certa rilevanza. Un «difetto» ammesso anche dal sindaco Guido Malinverno e sottolineato Da Patrizia Romanelli, public relation milanese, ma a Desenzano da circa venti anni: «È un territorio poco valorizzato, curato e pubblicizzato. Le numerose risorse di cui dispone non vengono prese in considerazione. Non c’è un teatro o un cinema, non si organizzano attività che ne possano esaltare le tradizioni e il patrimonio culturale di cui è ricco- ha elencato la pr -. Una grave lacuna che va a discapito anche del turismo: qui si potrebbe, ma soprattutto dovrebbe, fare molto di più approfittando anche della sua posizione strategica». TUTTE CRITICHE già a conoscenza dell’amministrazione locale e per le quali la promessa è quella di trovare presto una soluzione. Le lamentele di ieri, però, hanno riguardato soprattutto piccoli accorgimenti per rendere la città ancora più vivibile e ammirata da residenti e visitatori. «Sono piccolezze: il luogo può vantare numerosi servizi impeccabili e davvero efficienti. Inoltre, a dispetto di tante altre località bresciane, qui l’aria è buona e l’ambiente è sano», ha dichiarato, Bianca Lucia Varezzani, originaria di Verolavecchia ma residente a Desenzano da una decina di anni. Perché, dopotutto, la perfezione non è di questo mondo. «Ci sarebbero molte cose da sistemare ma sono sciocchezze. Solo una cosa a me dà particolarmente fastidio: in via Santa Maria, davanti ad un negozio chiuso ormai da tempo, c’è un tappeto di guano di piccione che nessuno pulisce, da anni», ha denunciato Ermanno Silvestri. Per il resto: solo tanti complimenti. «Ogni fine settimana vengo da Cremona: è una città stupenda e molto pulita, nonostante l’inciviltà delle persone. I vigili numericamente sono pochi ma sempre presenti e portano avanti il loro lavoro con grande professionalità», ha illustrato Pieraugusto Bottoli. C’è, poi, chi dalla sua casa apprezza «lo stupendo paesaggio vista lago», come Giuliana Belloni e chi, dopo 40 anni di assenza «è tornato alle origini», come lo chef Lino Turrini: «Dopo una vita passata nel mantovano e all’estero per lavoro - ha raccontato - è stato meraviglioso tornare qui, ho trovato una città completamente cambiata e notevolmente migliorata». • MA.GIA. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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